Tutela delle acque destinate al consumo umano
Il controllo dell’acqua viene effettuato dalla UOC Igiene degli Alimenti e Nutrizione (UOC IAN) dell’Azienda USL di Bologna attraverso campionamenti lungo tutta la filiera idrica, dalle fonti di approvvigionamento ai punti di distribuzione all'utente finale.
Le "acque destinate al consumo umano" sono le acque potabili usate per la preparazione di cibi e bevande o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, fornite tramite una rete di distribuzione. La definizione comprende anche le acque utilizzate nelle imprese alimentari.
L’accesso all’acqua potabile è indispensabile per la salute. L’acqua è un alimento fondamentale e il suo apporto deve essere abbondante e continuo. Ogni individuo dovrebbe assumere, attraverso cibi e bevande, dai 2 ai 3 litri di acqua al giorno in base all’età, stili di vita e alle condizioni climatiche.
L’acqua distribuita dagli acquedotti nel territorio dell'Azienda USL di Bologna proviene da sorgenti, da falde acquifere sotterranee e prevalentemente da acque superficiali.
L’acqua dal punto di vista nutrizionale
L’acqua è spesso vista semplicemente come una bevanda, ma in realtà è un vero e proprio alimento. Pur non fornendo calorie, apporta sali minerali essenziali e svolge funzioni vitali per l’organismo. L’acqua, infatti, occupa la base della piramide alimentare, ovvero la parte più bassa dove solo collocati gli alimenti da privilegiare.

Funzioni dell’acqua
Circa il 60% del corpo umano adulto è costituito da acqua, che svolge un ruolo fondamentale nei processi biologici:
- Agisce da solvente per la maggior parte dei nutrienti: (minerali, vitamine idrosolubili, amminoacidi)
- Interviene nei processi di digestione e assorbimento dei nutrienti
- Permette l’eliminazione delle sostanze di scarto attraverso urine e sudore
- È fondamentale per la regolazione della temperatura corporea
- Agisce come lubrificante, con funzioni di ammortizzatore nelle articolazioni e nei tessuti
- Ha un ruolo nel meccanismo della respirazione: mantenendo umide le superfici respiratorie, permette lo scambio ossigeno /anidride carbonica.
Quanta acqua bere
Ogni giorno l’organismo perde una certa quantità di acqua attraverso diverse vie: le urine, le feci, la sudorazione e l’evaporazione tramite cute, mucose, e polmoni. Mantenere un corretto bilancio idrico reintegrando le perdite di acqua è fondamentale per la salute.
Il fabbisogno giornaliero di acqua può variare molto da individuo a individuo in funzione di diversi fattori come l’età, il sesso, la temperatura ambientale, l’attività fisica ed eventuali condizioni fisiologiche. In media un adulto necessità di circa 2–2,5 litri di acqua considerando anche quella presente negli alimenti e in altre bevande.

Valori di riferimento per un’assunzione giornaliera di acqua nelle varie fasce di età in condizioni di temperatura ambientale temperatura e moderati livelli di attività fisica come riportato dai LARN
In alcune fasi della vita occorre prestare una particolare attenzione a garantire un adeguato apporto di liquidi per prevenire stati di disidratazione. In particolare, nel bambino la percentuale di acqua nell’organismo è maggiore rispetto all’adulto, le perdite tendono ad essere superiori e il meccanismo della sete deve ancora completamente maturare, per cui è particolarmente importante offrire spesso acqua ai bambini durante la giornata.
Nell’anziano la diminuzione di massa magra comporta una diminuita quantità di acqua corporea totale, questo, unito al fatto che gli anziani percepiscono in maniera inferiore lo stimolo della sete e che hanno una ridotta capacità di concentrazione delle urine, li espone ad un maggior rischio di disidratazione. Per questo, è necessario che l’anziano beva regolarmente durante la giornata, anche se non si avverte lo stimolo della sete.
Gravidanza e allattamento sono condizioni fisiologiche in cui il fabbisogno di acqua aumenta. Durante la gravidanza un adeguato apporto di acqua è essenziale soprattutto per garantire l’idratazione del bambino e un volume appropriato di liquido amniotico. Durante l’allattamento è fondamentale compensare la perdita aggiuntiva di acqua dovuta alla produzione di latte
Da dove assumiamo acqua
Le fonti di acqua per sopperire al fabbisogno idrico comprendono il consumo di acqua naturale e in bottiglia, l’acqua presente nelle bevande (succhi, tè, caffè, tisane, bevande gassate), l’acqua contenuta negli alimenti che quotidianamente consumiamo.
La quantità di acqua presente negli alimenti è molto variabile: quelli che ne contengono di più sono la frutta la verdura 75-98%). Anche il latte è una buona fonte di acqua: un bicchiere da 125 ml ne apporta circa 110 ml. Bevande come caffè, tè, tisane, succhi di frutta, bevande gassate apportano sì acqua ma possono contenere troppe calorie, zucchero o sostanze nervine, pertanto la scelta migliore rimane l’acqua.
Acqua del rubinetto e acqua minerale
Le fonti idriche si suddividono in due categorie: acque minerali e acque del rubinetto.
La scelta tra acqua minerale e acqua del rubinetto dipende principalmente da preferenze personali, gusto e praticità, poiché entrambe sono sicure ed entrambe contengono sali minerali importanti, anche se con concentrazioni differenti.
Il contenuto di minerali nelle diverse acque di rubinetto varia in funzione dell’origine della risorsa idrica e dei trattamenti che l’acqua subisce nel corso della potabilizzazione e distribuzione.
Per conoscere le caratteristiche dell'acqua del rubinetto, la fonte principale è il sito web del proprio gestore idrico locale, che pubblica regolarmente i risultati dei controlli.
Le acque minerali, invece, devono essere scelte più attentamente, leggendo l’etichetta per capire quale sia la più adatta alle proprie necessità.
Tra gli elementi chimico-fisici caratterizzanti una determinata acqua minerale alcuni possono essere utili ad indirizzare le scelte.
Il residuo fisso è una delle prime voci da controllare in etichetta ed esprime la quantità di sali disciolti in un litro d’acqua.
Per ottenere questo dato, l’acqua viene portata ad ebollizione a 180°C: ciò che resta dopo l’evaporazione, ovvero la parte solida, corrisponde al residuo fisso. Più è elevato questo valore, maggiore sarà la quantità di sali disciolti nell’acqua.
Sulla base del residuo fisso si possono distinguere quattro categorie:
- Minimamente mineralizzata - residuo fisso, non superiore a 50 mg/l: è un’acqua “leggera”, stimola la diuresi ed è particolarmente indicata per la ricostituzione di latte ed alimenti per l’infanzia.
- Oligominerale o leggermente mineralizzata - residuo fisso non superiore a 500 mg/l: favorisce la diuresi e contiene poco sodio e quindi può essere indicata nei casi di ipertensione.
- Mediominerale - residuo fisso compreso tra 500 e 1.500 mg/l: è utile in estate o durante la pratica di attività sportive, perché consente di reintegrare i liquidi ed i minerali persi con la sudorazione.
- Ricca di sali minerali - residuo fisso superiore a 1.500 mg/l: è un’acqua terapeutica, ricca di sali, da bere sotto controllo medico.
Le acque vengono ulteriormente classificate, in base al contenuto di sali minerali disciolti, in:
- “Contenente bicarbonato” se il tenore di bicarbonato è superiore a 600 mg/l. Possiede proprietà tamponante e modulante del pH, è quindi indicata per chi ha problemi di ipersecrezione gastrica e nelle patologie renali.
- “Solfata” se il tenore dei solfati è superiore a 200 mg/l. Ha proprietà lassative, favorisce le normali funzioni digestive.
- “Clorurata" se il tenore di cloruro è superiore a 200 mg/l. Nota per l’azione purgativa, favorisce le normali funzioni intestinali, biliari ed epatiche
- “Calcica” se il tenore di calcio è superiore a 150 mg/l. Ideale per le donne in gravidanza e allattamento per favorire la crescita del bambino. Indicata anche per le donne in menopausa e gli anziani, per prevenire osteoporosi ed ipertensione.
- “Magnesiaca” se il tenore di magnesio è superiore a 50 mg/l. Ha un’azione prevalentemente purgativa, ma è indicata anche per prevenire le problematiche cardiovascolari.
- “Fluorata” o “contenente fluoro” se il tenore di fluoro è superiore a 1 mg/l. Utile per rinforzare la struttura dei denti e per la prevenzione della carie dentale.
- “Ferruginosa” o “contenente ferro” se il tenore di ferro bivalente è superiore a 1 mg/l. Consigliata in caso di carenza di ferro.
- “Acidula” se il tenore di anidride carbonica libera è superiore a 250 mg/l. Consigliata a persone con problemi gastrici o digestivi
- “Sodica” se il tenore di sodio è superiore a 200 mg/l. È utile per reintegrare sali minerali dopo intensa attività sportiva o abbondante sudorazione,
- “A basso contenuto di sodio” se il tenore del sodio è inferiore a 20 mg/l. Ideale per soggetti che necessitano di diete povere di sodio.
Consigli per un’adeguata idratazione
In linea generale, in una persona sana si consiglia di bere almeno 1,5 – 2 litri (6-8 bicchieri) di acqua al giorno senza aspettare lo stimolo della sete. Questa quantità può anche aumentare in caso di sudorazione abbondante dovuta a un clima molto caldo, oppure a un’intensa attività fisica.
Se non si riesce a bere la semplice acqua, si possono utilizzare infusi, tisane o tè non zuccherati oppure si può aromatizzare l’acqua con fette di limone, cetriolo, qualche foglia di menta o con pezzi di frutta fresca. Da limitare sono invece le bevande dolci e gassate e i succhi di frutta, per la quantità elevata di zuccheri semplici che contengono.
Se si ha difficoltà a ricordarsi di bere è possibile impostare delle sveglie sul proprio smartphone o scaricare delle applicazioni apposite. Per favorire l’abitudine a bere, è inoltre utile portare con sé una borraccia o una bottiglietta d’acqua.
Frutta e verdura, grazie al loro elevato contenuto di acqua, rappresentano un valido aiuto per soddisfare il fabbisogno idrico quotidiano. In inverno può essere utile aumentare il consumo di alimenti a base liquida, come minestre, brodi di verdura e zuppe.
False credenze sull’acqua
L’acqua va bevuta solo lontano dai pasti: FALSO.
Bere un’adeguata quantità di acqua durante i pasti (non più di 600-700 ml, circa 4-5 bicchieri) migliora la consistenza e la diluizione degli alimenti ingeriti, favorendo i processi di digestione e assorbimento.
Bere molta acqua provoca maggiore ritenzione idrica: FALSO
In assenza di specifiche patologie, la ritenzione idrica è piuttosto causata da un’elevata assunzione di sale con la dieta.
Il calcio presente nell’acqua favorisce la formazione dei calcoli renali: FALSO
Consumare un’acqua ricca di calcio può addirittura prevenire la formazione di calcoli renali. Le persone predisposte a formare questo tipo di calcoli devono bere abbondantemente nel corso della giornata senza preoccuparsi del contenuto di calcio.
L’acqua gassata fa male o gonfia: FALSO
Né l’acqua effervescente naturale, né quella addizionata con CO2 hanno impatti negativi sulla salute. Solo quando la quantità di gas è molto elevata si possono avere lievi sintomi in individui che già soffrono di disturbi gastrici per la temporanea pressione a livello dell’apparato gastrointestinale.
Bere acqua tiepida a digiuno purifica l’organismo: FALSO
Sebbene sia un'abitudine sana per idratarsi, non esistono prove scientifiche che l’acqua tiepida al mattino abbia poteri disintossicanti.
Bibliografia e sitografia
- CREA Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (2019). Linee Guida Per Una Sana Alimentazione Italiana, Revisione 2018
- CREA – Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione. (2018). Dossier scientifico delle Linee Guida per una sana alimentazione (Ed. 2018).
- Decreto Legislativo n. 176 dell’8 ottobre 2011, in attuazione della direttiva europea 2009/54/CE
- LARN - Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana - V revisione. Biomedia, 2024.
- Ministero della salute - Conoscere l'acqua del proprio rubinetto