Febbre West nile
È una malattia molto diffusa in tutto il mondo che si trasmette all'uomo attraverso la puntura delle zanzare comuni (Culex pipiens) e non tramite la zanzara tigre. In Italia e in Europa la malattia è presente: ci sono stati importanti focolai autoctoni nel 2018.
La febbre West Nile, come la Dengue, è una malattia provocata da un virus del genere flavivirus.
Serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare, più frequentemente del genere Culex, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo.
Il virus è mantenuto dal ciclo di trasmissione zanzare-uccelli-zanzare, mentre il cavallo e l’uomo sono considerati ospiti occasionali e, anche se ammalati, non costituiscono una fonte di infezione per gli altri uomini o animali.
Sintomi
La maggior parte (80%) delle persone infette non mostra alcun sintomo. Circa il 20% manifesta sintomi leggeri (febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, manifestazioni cutanee) che possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana.
I sintomi più gravi (malattia neuro invasiva di West Nile) si presentano mediamente in una persona su 150 e comprendono febbre alta, forti cefalee, debolezza muscolare e problemi neurologici.
Nei casi più gravi (circa uno su mille) il virus può causare un’encefalite letale o esiti permanenti. La sintomatologia grave interessa principalmente persone anziane o con ridotta efficienza del sistema immunitario.
Sintomi negli animali
Negli animali l’infezione è spesso asintomatica. Tuttavia, forme gravi caratterizzate da sintomatologia nervosa o letali sono state osservate in uccelli selvatici, in particolare rapaci e corvidi. Nei cavalli la sintomatologia clinica si sviluppa solo nel 10% dei casi degli animali infettati dal virus, che manifestano sintomi simil-influenzali possono sviluppare anche segni neurologici, come perdita di coordinazione o convulsioni.
Nei casi più gravi, i cavalli possono sentirsi esausti, sdraiarsi (rimanendo distesi) e poi non essere in grado di rialzarsi.
Dove è presente
Il virus è molto diffuso e si trova in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.
l virus è rilevato costantemente durante i mesi estivi nella Regione Emilia-Romagna e, nella Provincia di Bologna, da diversi anni si sono diagnosticati casi di West Nile. Per questo è molto importante rimanere informati sulla diffusione del virus, consultando i siti ufficiali riportati in calce e i siti dei propri comuni di residenza, al fine di adottare le misure di prevenzione.
Misure di prevenzione
Nell’uomo non esistono al momento vaccini disponibili, evitare di farsi pungere è la migliore difesa. I mezzi più efficaci per la protezione individuale sono gli indumenti e i prodotti repellenti per gli insetti.
Bastano alcuni semplici accorgimenti:
- Previeni la proliferazione delle zanzare
- Vestiti con colori chiari, indossa pantaloni lunghi, maglie a maniche lunghe, e non utilizzare profumi
- Applica i repellenti sulle parti scoperte del corpo: per utilizzarli correttamente rispetta dosi e modalità riportate nelle istruzioni in etichetta. Gli unici prodotti repellenti consigliati sono quelli a base di principi attivi ad azione repellente che sono stati registrati come Presidi Medico Chirurgici (PMC) presso il Ministero della Salute o come Biocidi secondo il regolamento (UE) n. 528/2012.
Per approfondire consulta la pagina Come proteggersi
- Riduci al minimo la presenza delle zanzare all’interno dell’abitazione utilizzando zanzariere e condizionatori. Nei locali l’uso di apparecchi elettroemanatori di insetticidi liquidi o a piastrine o zampironi, deve essere effettuato sempre con le finestre aperte.
Nelle aree a circolazione virale il sangue dei donatori è sottoposto a screening per WNV.
Negli equidi, per prevenire il rischio di contrarre l’infezione e di sviluppare la malattia, è raccomandato il ricorso alla vaccinazione, con un vaccino registrato, che potrà essere effettuata dal Medico Veterinario Libero professionista che si occupa della salute del vostro cavallo e che dovrà registrarla sul documento unico di identificazione a vita (passaporto) dell’animale.
Sono stati, infatti, prodotti e autorizzati per l’uso nei cavalli diversi vaccini che hanno dimostrato una sufficiente efficacia e sicurezza negli animali adeguatamente vaccinati.
Il ricorso alla vaccinazione è raccomandato prima del periodo di attività dell'insetto vettore, in quanto l’inizio dell’immunità è successivo alla somministrazione, rispettando il protocollo vaccinale e i richiami previsti.
La sorveglianza integrata
Le attività secondo un approccio One health prevedono una strategia coordinata di sorveglianza entomologica, veterinaria e sorveglianza su casi sospetti nell’uomo. È molto importante conoscere con precisione la reale diffusione del virus al fine di identificare aree a rischio in cui intensificare le misure di controllo e prevenzione integrate.
In Emilia-Romagna sono attivi piani di sorveglianza per accertare precocemente la diffusione del virus WND attraverso:
- l’effettuazione di esami di laboratorio mirati alla ricerca del virus negli uccelli selvatici stanziali e migratori
- la cattura di vettori durante la stagione di potenziale trasmissione (inizio maggio– metà ottobre), finalizzata alla ricerca del virus, all’identificazione di specie, al calcolo della densità dei vettori e all’individuazione di differenze ecologiche di Culicidi
- gli approfondimenti diagnostici in caso di casi sospetti di febbre da West Nile negli equini. Per questo, la comparsa di sintomatologia neurologica in un equino deve essere obbligatoriamente notificata al Servizio Veterinario AUSL competente per territorio, anche per il tramite del Medico Veterinario curante, affinché possano essere condotte indagini volte ad escludere o confermare una eventuale infezione da West Nile virus.