Giornata mondiale per la lotta all'HIV • 1 dicembre 2026
Diagnosticare precocemente l’infezione da HIV e accedere rapidamente alla terapia è importante per interrompere la catena di trasmissione dell’infezione, grazie all'efficacia dei farmaci che rendono non contagiose le persone HIV positive. Ancora oggi, infatti, molte persone scoprono di avere l’infezione del virus HIV quando sono già in stato avanzato di malattia con grave danno per la propria salute.
Nell'ambito della Settimana Europea dei Test in programma dal 23 al 30 novembre 2026 e della Giornata mondiale per la lotta all'HIV, l'Azienda USL di Bologna in collaborazione con l'IRCCS Policlinico Sant'Orsola, il Comune di Bologna e gli enti del terzo settore PLUS, MIT e Gruppo Trans, promuove diverse iniziative e possibilità di fare il test HIV a Bologna.
Dove e quando fare il test HIV
Tutti i test di screening sono rapidi, anonimi e gratuiti.
Giovedì 26 novembre
- BLQ Checkpoint (Via S. Carlo 42) dalle 18:00 alle 20:00
(prenotazione via WhatsApp al 340 0596377 o via mail a prenota@blqcheckpoint.it)
a cura di PLUS APS
Venerdì 27 novembre
- MIT (Via Polese 22) dalle 16:00 alle 19:00 (ad accesso libero)
a cura di PLUS APS
Sabato 28 novembre
- Gruppo Trans (Via Malvasia 29B) dalle 16:00 alle 19:00 (ad accesso libero)
a cura di PLUS APS
Martedì 1 dicembre
- Area15 (Via de' Castagnoli 22) dalle 15:00 alle 18:30 (ad accesso libero)
a cura di Centro CASA - AUSL Bologna
Mercoledì 2 dicembre
- Centro CASA, Casa della Comunità Porto Saragozza (via S. Isaia 90), dalle 16:00 alle 19:00 (ad accesso libero)
a cura di Centro CASA - AUSL Bologna
Giovedì 3 dicembre
- BLQ Checkpoint (Via S. Carlo 42) dalle 18:00 alle 20:00
(prenotazione via WhatsApp al 340 0596377 o via mail a prenota@blqcheckpoint.it)
a cura di PLUS APS
Oltre alle giornate dedicate è sempre possibile effettuare il test ematico presso gli ambulatori Malattie infettive dell'IRCCS Policlinico Sant'Orsola, via Pelagio Palagi, 9 (Padiglione 1, terzo piano) dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 ad accesso diretto.
Eventi collegati - 1 dicembre - Giornata mondiale per la lotta all'HIV
- Incontro di sensibilizzazione alla Casa Circondariale Rocco D'Amato a cura dell'equipe sanitaria AUSL Bologna.
- Camper della salute e banchetto informativo in Piazza Verdi dalle 15:00 alle 18:30.
- Festa a cura di PLUS APS c/o BLQ Checkpoint dalle 19:00 alle 23:00.
Perché fare il test
Fare il test per l’HIV periodicamente è una buona abitudine per tutte le persone sessualmente attive, per vivere in modo più sereno le proprie relazioni. Il test è veloce e facile. È l’unico modo per sapere con certezza se si ha contratto l’infezione.
Fare con regolarità il test HIV e conoscere il proprio stato sierologico è importante anche per la salute sessuale dei partner.
Una persona sieropositiva, può evitare di trasmettere HIV al proprio partner usando il preservativo e prendendo in modo corretto le terapie antiretrovirali.
HIV e AIDS
L’HIV (Human Immunodeficiency Virus) è un virus a RNA appartenente alla famiglia dei retrovirus che colpisce il sistema immunitario infettando alcune delle cellule che lo compongono. In particolare attacca i linfociti T helper e macrofagi che esprimono sulla superficie la molecola CD4+ che viene utilizzata dal virus per entrare nella cellula. Il virus una volta entrato si integra nel genoma dell’ospite e inizia a replicarsi. L’infezione da HIV rimane asintomatica a lungo e, se non trattata, questa prima fase silente è seguita dallo stadio sintomatico. I segni clinici comprendono infezioni opportunistiche e tumori causati dall’indebolimento del sistema immunitario: questa fase è denominata Sindrome da Immunodeficienza Acquisita o AIDS.
La terapia antiretrovirale (AntiRetroviral Therapy - ART) è efficace nell’ evitare la progressione alla malattia conclamata, soprattutto se l’infezione viene individuata precocemente e l’inizio della terapia è tempestivo.
Trasmissione
Il virus dell’HIV è presente nel sangue, nei fluidi vaginali, nel liquido seminale/preseminale, nei fluidi rettali/anali e nel latte materno. La trasmissione avviene per contatto diretto di uno dei fluidi sopra indicati con sangue o mucose da una persona inconsapevolmente infetta o non in terapia antiretrovirale efficace ad una persona sieronegativa.
Al contrario la probabilità di trasmettere l’HIV è nulla se viene fatta una efficace terapia antiretrovirale che mantiene la carica virale a livelli non rilevabili da almeno 6 mesi.
U=U, cioè Undetectable=Untrasmittable (non rilevabile=non trasmissibile)
Una persona con infezione da HIV inconsapevolmente o non in terapia antiretrovirale efficace può trasmettere il virus anche se non ha sintomi.
Le principali vie di trasmissione sono:
- Sessuale: rapporti sessuali non protetti
- Ematica: attraverso sangue infetto per condivisione di aghi, siringhe o altre attrezzature per l’uso di sostanze, trasfusioni
- Verticale: da madre a neonato durante la gravidanza o al momento del parto, e in allattamento attraverso il latte materno.
L’HIV non si trasmette attraverso saliva, lacrime, urine e quindi nemmeno condividendo stoviglie, bagni o luoghi di convivenza. Non si trasmette attraverso baci, carezze o punture di zanzare.
Prevenzione
- Utilizzare preservativo (sia maschile che femminile), correttamente fin da inizio rapporto
- Profilassi Pre Esposizione (PrEP): è una combinazione di farmaci antiretrovirali da assumere da parte di persone sieronegative prima di rapporti sessuali a rischio.
- Terapia antiretrovirale: se la terapia da parte di persone sieropositive è assunta correttamente e la carica virale non è rilevabile da almeno 6 mesi, non c’è trasmissione virale.
Diagnosi
Il Test su sangue per l’HIV è l’unico modo per sapere se si è contratta l’infezione: si tratta di un prelievo ematico che è possibile fare in qualunque momento. Farlo periodicamente è una buona abitudine se si ha una vita sessuale attiva.
In commercio sono disponibili anche test rapidi che possono essere effettuati su saliva o su una goccia di sangue punta dal dito. Poiché sono test di primo screening e non diagnostici, in caso di risultato reattivo (positivo) è necessaria una conferma con prelievo ematico.
Se si pensa di aver avuto una esposizione a rischio, è importante parlare con un medico per capire se è possibile fare la Profilassi Post Esposizione (PEP). Questa verrà proposta entro 72 ore dall’ipotetica esposizione e nel caso venga valutato un reale rischio di contrarre l’HIV.
Terapia
I farmaci antiretrovirali non curano definitivamente l’infezione ma, se assunti correttamente, arrestano la progressione della malattia permettendo il recupero delle funzioni del sistema immunitario, bloccano la replicazione virale e rendono il virus non rilevabile nel sangue e quindi non trasmissibile.
Per saperne di più
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