Congresso nazionale “Salute, ambiente e cambiamenti climatici. Prospettiva 2030”
Il congresso si inserisce nel percorso verso la neutralità climatica di Bologna – Missione clima 2030 e ha favorito il dialogo tra istituzioni, mondo della ricerca e società civile.
La seconda edizione dell’evento scientifico ha messo in evidenza il legame sempre più stretto tra crisi climatica, qualità dell’ambiente e salute delle popolazioni, con un’attenzione particolare alle questioni di governance ed equità, partendo dalla consapevolezza ormai condivisa dalla comunità scientifica che il cambiamento climatico non è solo una questione ambientale, ma una delle principali sfide per la salute pubblica, che richiede politiche capaci di integrare sostenibilità, giustizia sociale e partecipazione.
Oltre venti relatori, provenienti da ambiti disciplinari diversi e da istituzioni nazionali e internazionali, hanno contribuito al dibattito, tra cui l’Istituto superiore di sanità, la Johns Hopkins University Sais Europe, la National technical university di Trondheim norvegese e il Centro europeo per l’ambiente e la salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di Bonn. L’iniziativa ha inoltre ricevuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, dell’Università di Bologna e di Alma climate–Difa, oltre a quello degli Ordini professionali e delle professioni sanitarie coinvolte.
Gli interventi
Ad aprire la giornata è stata la lezione magistrale “One health e il futuro della salute globale: la sfida dei cambiamenti climatici” di Valeria Dusolina Di Giorgi Gerevini, direttrice dell’Ufficio IV del Ministero della Salute per la tutela della salute nei rapporti con l’ecosistema, che ha proposto una visione integrata della salute, mettendo in relazione qualità dell’aria, sicurezza degli alimenti e dell’acqua, stili di vita e benessere collettivo.
A seguire 3 sessioni di confronto incentrate sulle tematiche:
- governance ed equità per la salute in un mondo che cambia,
- malattie infettive,
- resistenza antimicrobica e cambiamenti climatici,
- città resilienti e salute urbana: strategie per la neutralità climatica.
Nel corso della giornata, ricercatori, accademici e professionisti della sanità e dell’ambiente hanno discusso gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento atmosferico e ambientale sulla salute delle comunità, individuando possibili strategie di mitigazione e adattamento orientate a una transizione equa e sostenibile.
Francesca Racioppi, direttrice del Centro europeo per l’ambiente e la salute dell’Oms (Bonn, Germania) ha parlato dell’approccio One health come strumento essenziale per integrare salute umana, animale e ambientale.
Andrea Tilche, professore della National Technical University of Norway (Trondheim, Norvegia), ha posto l’accento sulle disuguaglianze che caratterizzano il riscaldamento globale;
Denis Savini, Direttore UOC Assistenza Farmaceutica territoriale e vigilanza dell’Azienda USL di Bologna ed Elena Sora, farmacista della stessa Azienda, hanno illustrato la governance innovativa necessaria per contrastare la resistenza microbica nell’era delle emergenze globali; Fabio Tumietto, direttore della UOC Stewardship antimicrobica del Dipartimento interaziendale per la gestione integrata del rischio infettivo, Azienda Usl Bologna ha approfondito i meccanismi della resistenza microbica in ambito umano e il contributo dei vaccini nel contrastarla; Giuseppe Merialdi, direttore del Dipartimento Area territoriale Emilia- Romagna dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, ha affrontato la resistenza antimicrobica in ambito veterinario, evidenziando come i batteri resistenti non conoscano barriere di specie e seguano una dinamica One health.
Paola Mercogliano, direttrice della Divisione modelli regionali e impatti geo-idrologici dell’Istituto per la resilienza climatica del CMCC (Caserta, Italia), ha illustrato il ruolo dei modelli climatici e degli indicatori utili alla valutazione dei rischi, in coerenza con il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici;
Paola Michelozzi, Direttrice della UOC Epidemiologia ambientale, occupazionale e registro tumori del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio (Roma, Italia), ha sottolineato come mitigazione e adattamento siano strategie complementari: ridurre le emissioni di gas serra è essenziale, ma è altrettanto importante gestire gli impatti già in atto;
Anna Lisa Boni, Assessora alla Missione Clima del Comune di Bologna, ha illustrato il percorso della città verso la neutralità climatica, il contratto climatico e le strategie di transizione energetica, dalla produzione di energia da fonti rinnovabili alla decarbonizzazione del trasporto pubblico.
Nel pomeriggio, la tavola rotonda finale con rappresentanti di istituzioni scientifiche, accademiche e ambientali, ha offerto un momento di sintesi in vista del congresso 2026 e la giornata si è conclusa con la lectio magistralis di Ilaria Capua, senior fellow in Salute globale alla Johns Hopkins University Sais Europe (Bologna, Italia/Washington, Usa), che ha proposto una visione della salute come equilibrio dinamico tra individuo, collettività e ambiente, un bene “circolare”, fragile ma rigenerabile, strettamente legato alla biodiversità, alla qualità dell’aria e dell’acqua, agli eventi estremi e alle disuguaglianze sociali.
Il congresso ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Università degli Studi di Bologna e di Alma Climate, Comune di Bologna, Ordini professionali provinciali dei medici chirurghi, medici veterinari, biologi, chimici, fisici, ingegneri, professioni infermieristiche, psicologi, tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.