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Questionario Ambiente e salute

Pubblicato il 29/09/2020
Sintesi

Il questionario Ambiente e salute nasce come strumento conoscitivo per rilevare le abitudini e le modalità di consumo dell’acqua, il grado di conoscenza sui rifiuti, sull’utilizzo della plastica e sui cambiamenti climatici.

Il questionario Ambiente e salute è stato presentato a tutti i dipendenti dell’Azienda USL di Bologna come strumento conoscitivo; inoltre, si è voluto sapere dagli operatori quali argomenti vorrebbero approfondire e su quali si pensa sia necessario formare i dipendenti aziendali.

Dai dati esposti emerge un dato confortante sull’autovalutazione degli intervistati in merito al proprio grado di conoscenza dei temi ambientali e dell’impatto sulla salute. Si osserva però, che le modalità utilizzate più frequentemente per informarsi sono siti web d’informazione (non istituzionali) e trasmissioni televisive. Tali fonti, per le loro caratteristiche, non sempre possono assicurare il necessario grado di certezza e approfondimento delle informazioni come, viceversa, avviene con maggiore probabilità nei siti web istituzionali, nei libri e negli incontri pubblici con esperti.

Parlando sempre di conoscenza e informazione, alla domanda "Su quale argomento pensi sia necessario formare i dipendenti aziendali?" il 52,58% degli intervistati ha risposto che bisognerebbe formare maggiormente i dipendenti sugli stili di vita sostenibili, il 22,51% sulla raccolta differenziata e il 13,75 sull'impatto dell’inquinamento sulla salute. Su tante opzioni di risposta questi sono stati gli argomenti su cui vorrebbero formarsi gli operatori, infatti anche in seguito a questi dati si è deciso di strutturare il corso di formazione Ambiente e salute: istruzioni per l'uso che raccoglie le tre tematiche.

 

                                                          Grafico formazione

 

Dai dati emersi, si notano differenti abitudini o comportamenti tra casa e lavoro nel consumo di acqua e nella raccolta differenzia. Per quanto riguarda l’ acqua, a casa prevale il consumo di quella del rubinetto con il  46,5% rispetto a quella in bottiglia (26,5%);  al lavoro  invece prevale il consumo di acqua in bottiglia (45,5%), si potrebbe verosimilmente ipotizzare che possa essere dovuto alla minore facilità di reperire acqua del rubinetto filtrata, ma per confermare tale ipotesi o avere una maggiora chiarezza sulle motivazione che portano a un differente comportamento tra casa e lavoro, sarebbe necessario un questionario di approfondimento ad hoc.

                                              grafico consumo acqua

Sul fronte della raccolta differenziata un numero elevato di persone, con un dato che va oltre l’89%, afferma che a casa viene effettuata sempre, la percentuale si abbassa sensibilmente con un 56,4% sul posto di lavoro. Nel caso della raccolta differenziata, si può supporre che il diverso comportamento possa essere motivato da una questione di organizzazione ed informazione sulla raccolta differenziata del posto di lavoro. Sembra che tale aspetto non sfugga ad un discreto numero di operatori, infatti il 22,5% (di chi ha risposto al questionario) dichiara di ritenere necessario formare i dipendenti aziendali sulla raccolta differenziata.

                                          grafico raccolta differenziata 

Dai risultati della somministrazione dei questionari è emerso che quasi la metà degli intervistati (45,5%) al lavoro consuma acqua in bottiglia, la percentuale scende notevolmente quando sono a casa. Se rapportiamo questi dati ai risultati della ricerca "Il valore sociale del consumo di acque minerali" presentata dal  CENSIS nel 2018, dove viene indicato che il 90,3% degli Italiani beve acqua minerale e il consumo medio procapite riferito al 2015 è pari a 206 litri (qualificando gli italiani come i maggiori consumatori di questo bene all’interno dell’Unione Europea), il dato del consumo di acqua in bottiglia dei dipendenti dell’AUSL di Bologna non appare particolarmente elevato.

Questo confronto restituisce un’immagine dello stile di vita degli operatori intervistati mediamente meno impattante rispetto al consumo di plastica. Nonostante tale considerazione il consumo di plastica al lavoro rimane considerevole e andrebbe ridotto, anche per questo è nato il progetto dell’AUSL di Bologna Azienda USL libera da plastiche che mette in campo diverse azioni rivolte alla riduzione dell’uso della plastica, ma anche al riciclo, alla raccolta differenziata e alla graduale eliminazione del materiale di plastica usa e getta. Emerge inoltre che una discreta percentuale di intervistati (41,4%) fa uso sistematico di borracce, percentuale che con ogni probabilità aumenterebbe attraverso azioni di sostegno e promozione di questo comportamento.

                                           Borraccia 

Sull’aspetto informativo si riscontra una elevata informazione per la maggior parte delle questioni presenti nei quesiti legati al tema dei cambiamenti climatici; si nota, invece, una minore conoscenza sul riciclo dei rifiuti (solo il 36,9% del campione dimostra di sapere che tra allumino, plastica e carta, è la plastica la meno riciclata).

Anche sulla Direttiva europea 904/2019, che già entro il 2021 prevede di vietare negli Stati membri l'uso di una serie di articoli in plastica monouso (piatti, posate, cannucce e bastoncini cotonati), l’informazione corretta non è particolarmente elevata. Sarà utile tenere conto di questi aspetti nella predisposizione del corso FAD rivolto ai dipendenti dell’AUSL di Bologna, oltre che delle necessità di formazione e approfondimento maggiormente indicate dai dipendenti attraverso il questionario (stili di vita sostenibili, plastiche e microplastiche, raccolta differenziata, impatti sulla salute dell’inquinamento atmosferico).