Una professione, mille competenze. 12 maggio, Giornata internazionale dell’infermiere
Il 12 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale della professione infermieristica, un’occasione per riconoscere il valore di una professione centrale per la tutela della salute e il benessere delle persone. Istituita per valorizzare il contributo degli infermieri alla società e coincidente con la nascita di Florence Nightingale, fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna, questa ricorrenza rappresenta ogni anno un momento di riflessione e gratitudine verso chi si prende cura degli altri con competenza, responsabilità e umanità.
De Pascale e Fabi: "A tutti gli infermieri e le infermiere la nostra profonda gratitudine, ma non bastano i grazie. Serve un cambiamento radicale su salario, carichi di lavoro e profilo della professione"
“Grazie di cuore a tutti gli infermieri e le infermiere. In Emilia-Romagna sono 35mila gli iscritti all'ordine e circa 28mila di loro lavorano per il sistema sanitario regionale. Migliaia e migliaia di persone che quotidianamente si dedicano con tutta la loro professionalità, ma anche con senso di abnegazione e di sacrificio all'assistenza ai pazienti e rendono possibile ogni giorno garantire le cure in tutto il sistema sanitario nazionale e regionale”.
Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, in occasione del 12 maggio, Giornata internazionale dell'infermiere.
“È un giorno di ringraziamento e di gratitudine, ma è anche un giorno di denuncia - evidenziano de Pascale e Fabi - ad oggi nel nostro Paese le condizioni di lavoro degli infermieri e delle infermiere sono inaccettabili, sia come carichi di lavoro che come riconoscimento sociale e livelli retributivi”.
“È una delle grandi emergenze del sistema sanitario nazionale, sia la fuga verso l'estero che la scarsa appetibilità della professione - continuano presidente e assessore - Non possiamo fare affidamento solo sul senso della missione degli infermieri e delle infermiere e non è nemmeno questione di singoli rinnovi contrattuali. Serve un cambio culturale radicale, nella revisione del profilo professionale, che può essere ampliato, nella possibilità di crescita anche con percorsi di studi, riconoscimento dei master, delle lauree magistrali, non solo per ruoli direzionali ma anche per ruoli specialistici che aumentino la possibilità di veder riconosciuto il ruolo, e un cambio radicale anche del sistema retributivo”.
“Oggi gli infermieri italiani guadagnano meno di tutti i loro colleghi europei, di larga parte dei loro colleghi in tutto il mondo- concludono-. L'attrattività verso l'estero è molto ridotta nel nostro Paese e dobbiamo portare un cambiamento radicale. In Emilia-Romagna lo vogliamo fare con percorsi di studio dedicati fin dalle superiori, con il lavoro di squadra, con le università per potenziare i corsi, con strumenti ad hoc legati alle retribuzioni, ma soprattutto, lo dobbiamo fare ogni giorno riconoscendo lo straordinario ruolo che gli infermieri e le infermiere svolgono nel nostro servizio sanitario”.
Mille volti, un’unica missione: prendersi cura
Sono quasi 4.000 gli infermieri e le infermiere impegnati ogni giorno all’interno dell’Azienda USL di Bologna, tra ospedali e territorio. Una comunità professionale ampia e articolata, capace di operare in contesti molto diversi: dall’emergenza-urgenza alla gestione delle cronicità, dalla prevenzione alla sanità territoriale, fino agli ambiti più specialistici dell’assistenza.
Una pluralità di ruoli e competenze che riflette l’evoluzione della professione infermieristica, oggi sempre più orientata a coniugare conoscenze cliniche avanzate, innovazione tecnologica e relazione di cura. Come evidenziato anche nelle iniziative legate alla Giornata internazionale, l’infermiere oggi è un professionista altamente formato, protagonista nella gestione della complessità assistenziale e punto di riferimento per pazienti e famiglie.
Innovazione, competenze e relazione di cura
In questo contesto l’Azienda USL di Bologna celebra i propri professionisti attraverso un’immagine ricca di significato che rappresenta la cura per i più piccoli e fragili, vincitrice del contest fotografico “Una professione, mille competenze”, ideato per dare voce attraverso le immagini alle tante sfaccettature del lavoro infermieristico.
Tra i temi proposti per gli scatti emergono alcuni degli elementi chiave della professione oggi: l’innovazione e la sanità digitale, le competenze avanzate, la resilienza nelle situazioni di emergenza e il ruolo fondamentale dell’infermiere nella relazione con il paziente.
Si tratta di aspetti che restituiscono un’immagine contemporanea dell’infermieristica, sempre più dinamica e strategica all’interno del sistema sanitario. L’infermiere, infatti, non si limita alla dimensione tecnica dell’assistenza, ma contribuisce in modo determinante alla qualità delle cure, mettendo al centro la persona nella sua complessità, fragilità e unicità.
Un contest per raccontare la professione
Proprio per dare voce a questa ricchezza di esperienze nasce il contest fotografico promosso dall’Azienda USL di Bologna. L’iniziativa coinvolge direttamente i dipendenti, chiamati a rappresentare con uno scatto le competenze e il contesto della propria attività quotidiana.
Le immagini, condivise attraverso il profilo Instagram aziendale, diventano così uno strumento di narrazione collettiva: una “sfida a colpi di like” che premia gli scatti più significativi e rappresentativi della professione. Le due fotografie più votate si sono sfidate nella finale ed è stata decretata l’immagine vincitrice con 160 voti contro 136.
Il contest non è solo un momento di partecipazione interna, ma anche un’occasione per coinvolgere la cittadinanza e avvicinarla al mondo infermieristico, offrendo uno sguardo autentico sul lavoro quotidiano svolto nei reparti e sul territorio.
La foto vincitrice: tecnologia e relazione
L’immagine vincitrice è stata inviata da un’infermiera della Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Maggiore, riconoscibile dall’incubatrice in primo piano al cui interno è posizionato un neonato avvolto in tessuti morbidi e protettivi. Accanto all’incubatrice un’infermiera, leggermente chinata verso il neonato avvicina con le mani un pupazzo, in un gesto delicato e preciso, per dare conforto. Il contesto tecnico e complesso della strumentazione contrasta con la semplicità e la cura del gesto, attento e misurato.
Al centro della scena emerge chiaramente il significato più profondo della professione infermieristica: la cura. Non soltanto quella clinica, fatta di competenze avanzate e strumenti tecnologici, ma anche quella relazionale, che si esprime in piccoli gesti quotidiani.
In questo equilibrio tra competenza tecnica e prossimità umana si coglie il valore della professione: prendersi cura significa esserci, con responsabilità e dedizione, trasformando un atto sanitario in una presenza concreta accanto alla fragilità.
Una giornata per dire grazie
La Giornata internazionale del 12 maggio è quindi molto più di una ricorrenza simbolica: è un momento per riconoscere il lavoro quotidiano, spesso silenzioso ma essenziale, degli infermieri.
Dalle corsie ospedaliere alle Case della Comunità, dai servizi territoriali all’Emergenza, gli infermieri continuano a rappresentare il cuore della sanità. E attraverso uno scatto, un gesto, una relazione di cura, ricordano ogni giorno che prendersi cura significa prima di tutto essere presenti.