Un treno sanitario per evacuare un ospedale a rischio alluvione. Anche il 118 di Bologna impegnato nell'esercitazione nazionale di protezione civile EXE-PO 2026
Sale rapidamente la piena del Po, rischia di esondare e minaccia di allagare un ospedale che deve essere evacuato immediatamente. Viene attivato il coordinamento per le operazioni di soccorso sanitario e predisposto subito il treno sanitario per il trasporto in sicurezza dei pazienti verso gli ospedali delle regioni vicine.
È uno dei tanti scenari di simulazione di EXE-PO 2026, un'importante esercitazione nazionale di Protezione Civile che si è tenuta dal 25 al 27 giugno e che ha visto impegnati tra i vari enti coinvolti anche i servizi di emergenza sanitaria di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.
Lo scenario ha previsto la simulazione dell'evacuazione dell'Ospedale di Pieve di Coriano, nel comune di Borgo Mantovano, con il trasferimento di 51 pazienti attraverso il treno sanitario, una soluzione altamente specialistica destinata alla gestione di emergenze complesse e di evacuazioni sanitarie su larga scala. Il treno sanitario è partito dalla stazione di Bologna per raggiungere la stazione di Poggio Rusco, dove è stata simulata l’assistenza e il trasferimento di 51 pazienti: 6 critici, 15 allettati e 30 deambulanti.
All'esercitazione hanno partecipato un’équipe di coordinamento della Centrale Operativa 118 Emilia Est e un’équipe ALS (Advanced Life Support) dell'Emergenza territoriale dell'Azienda USL di Bologna con personale altamente qualificato, assumendo responsabilità strategiche nella pianificazione e nella gestione operativa dell'evento.
L'Azienda USL di Bologna ha garantito la presenza del personale sanitario a bordo del Treno Sanitario, contribuendo al coordinamento clinico e logistico delle attività di evacuazione e di trasporto dei pazienti, confermando ancora una volta l'elevato livello di preparazione maturato nella gestione delle maxiemergenze e della medicina dei disastri.
Fondamentale anche il contributo delle Aziende USL di Modena e Ferrara, che hanno messo a disposizione mezzi, professionisti e osservatori, operando in piena integrazione con le altre componenti regionali e interregionali. La collaborazione tra le tre Aziende Sanitarie dell'Emilia-Romagna rappresenta un modello consolidato di cooperazione, capace di garantire una risposta coordinata ed efficace anche negli scenari più complessi.
Uno degli elementi di maggiore interesse tecnico dell'esercitazione è stato la simulazione del trasporto di un paziente in circolazione extracorporea (ECMO – Extracorporeal Membrane Oxygenation), condizione clinica tra le più critiche in ambito sanitario.
La gestione di un paziente sottoposto a supporto extracorporeo richiede competenze altamente specialistiche, procedure rigorose e un perfetto coordinamento tra equipe sanitarie, personale del Treno Sanitario e servizi di emergenza territoriale. La simulazione ha consentito di testare l'intero percorso assistenziale, dal trasferimento protetto all'accoglienza presso la struttura di destinazione, verificando l'integrazione tra tecnologie avanzate, competenze cliniche e organizzazione operativa.
EXE-PO 2026 ha rappresentato, inoltre, un'importante occasione di verifica delle procedure di comando e controllo, delle comunicazioni interregionali e della capacità di risposta del sistema sanitario nazionale in scenari di Protezione Civile caratterizzati da elevata complessità. Nell'ambito dell'esercitazione, per la prima volta è stata testata l’UCC - Unità di Comando e Controllo del bacino del fiume Po ed è stato testato il sistema nazionale di allarme pubblico IT-alert sul rischio specifico “collasso grandi dighe”.
L'esercitazione conferma come l'investimento nella formazione congiunta, nella standardizzazione delle procedure e nella collaborazione tra Regioni costituisca uno degli elementi fondamentali per garantire ai cittadini un sistema di emergenza sempre più efficiente, resiliente e pronto ad affrontare eventi di eccezionale gravità. Un esempio concreto di integrazione tra istituzioni, professionisti sanitari e Protezione Civile, dimostrando come la preparazione e l'addestramento siano strumenti indispensabili per trasformare un sistema complesso in una risposta efficace al servizio della collettività.