Un nuovo Ospedale di Comunità per Loiano
15 posti letto destinati a pazienti fragili per degenze non acute, con presa in carico affidata a medici di ruolo unico e al personale assistenziale: nasce l’Ospedale di Comunità di Loiano, inaugurato oggi 19 giugno, in via Roma 8. I posti letto sono in ampie camere singole e doppie dotate di tutti servizi e comfort, per accogliere pazienti fragili e cronici con bisogni clinici di bassa intensità, ma che necessitano comunque di una presa in carico clinico-assistenziale. La struttura sarà aperta alle visite di familiari e caregiver, senza restrizioni di orario, nella fascia diurna della giornata, dalle 8 alle 20.
L'intervento per la realizzazione dell’Ospedale di Comunità di Loiano, realizzati con finanziamento da 2.6 milioni di euro PNRR Missione 6, ha richiesto la ristrutturazione completa del piano secondo fabbricato esistente. I lavori di riqualificazione hanno migliorato la sicurezza della struttura nei confronti dell’azione sismica, hanno ridefinito il lay-out interno per consentire la realizzazione di camere doppie e singole dotate di servizi igienici e tutti gli spazi di supporto per i 15 posti letto e rinnovato integralmente finiture, impianti e componenti per garantire confort, sicurezza, efficienza energetica e sostenibilità ambientale. L’intervento include nuove dotazioni di attrezzature biomediche per 80.000 euro, tra cui l’allestimento in ogni degenza di un impianto di ausilio per il sollevamento dei pazienti fragili, a copertura dell’intera stanza.
Al taglio del nastro, presenti tra gli altri, la Direttrice Generale dell’Azienda USL di Bologna, Anna Maria Petrini, il Direttore del Distretto Savena Idice, Michele Baccarini, l’Arcivescovo di Bologna, Cardinale Matteo Zuppi, l’Assessore alle Politiche della Salute, Massimo Fabi, il Sindaco di Loiano, Roberto Serafini e la Sindaca di Monghidoro, Barbara Panzacchi e la Presidente del Distretto Savena Idice Marilena Pillati.
“Siamo orgogliosi di presentare ai cittadini un servizio inedito – commenta Anna Maria Petrini, Direttrice Generale dell’Azienda USL - e pensato sui bisogni di salute dei più fragili e di tutti coloro che hanno, oltre a bisogni clinici, anche esigenze socio-assistenziali. Inoltre, inauguriamo una realtà dove i protagonisti della cura sono i Medici di Ruolo Unico e il personale assistenziale, una conferma della centralità della relazione e della presa in carico di prossimità, della medicina territoriale e delle cure primarie”.
“Con l’attivazione dell’Ospedale di Comunità – aggiunge il Direttore di Distretto Michele Baccarini - la zona di alta collina e montagna del Distretto completa un’offerta che sul polo sanitario di Loiano vede già presenti Casa della Comunità con Medicina Generale e Continuità Assistenziale in sede, Lungodegenza, Medicina Interna e Punto di Primo Intervento. Le grandi novità saranno l’accesso di pazienti dal territorio e la possibilità per familiari e caregiver di entrare in struttura lungo tutto l’arco della giornata senza vincoli di tempo: ciò delinea una tipologia di assistenza del tutto innovativa e diversa dal ricovero in acuto”.
“L’Ospedale di Comunità di Loiano- aggiunge l’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Massimo Fabi - si inserisce nel nuovo modello organizzativo definito dall’accordo integrativo regionale con la Medicina generale, che punta alla costruzione di una rete territoriale capillare composta da Case della Comunità, ambulatori AFT, Cure Intermedie e servizi specialistici integrati. Oggi la sanità pubblica è chiamata ad affrontare nuove sfide e a costruire risposte sempre più adeguate ai cambiamenti demografici e ai bisogni di salute della popolazione. Per questo è fondamentale sviluppare servizi capaci di mettere realmente al centro la persona, rafforzando la prossimità, la continuità assistenziale e la qualità della cura, a partire dai più fragili, come valori fondanti del sistema sanitario pubblico”.
Il nuovo modello territoriale dell’Accordo Integrativo Regionale
L’Ospedale di Comunità rientra nel modello di sanità territoriale recentemente presentato dalla Regione Emilia-Romagna nell’Accordo Integrativo Regionale con la Medicina Generale. Al centro un’erogazione dei servizi sempre più accessibile, capillare e integrata, con un’assistenza sanitaria diffusa e organica, ma soprattutto di prossimità. All’Ospedale di Comunità accederanno cittadini con un invio da parte del Medico di Medicina Generale o di Specialisti ambulatoriali e ospedalieri, come anche dei Geriatri o della rete delle Cure palliative. La lista d’attesa sarà unica per tutti gli Ospedali di Comunità e metropolitana, cercando di dare priorità alla struttura più vicina al domicilio. La struttura sarà operativa H24, 7 giorni su 7, con una presenza del Medico di Ruolo Unico di Assistenza Primaria fra le 4,5 e le 6 ore al giorno, dal lunedì al sabato, all’interno della rete degli OsCo coordinata dal Dipartimento di Integrazione dell’Azienda USL.
In tutti i giorni e le ore restanti sono comunque sempre attive la reperibilità medica, l’integrazione con la Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica), e la presenza infermieristica e assistenziale. Inoltre, è prevista la presenza attiva dei fisioterapisti che contribuiscono, insieme al team, alla valutazione del paziente in ingresso, collaborando alla stesura del percorso clinico-assistenziale e fornendo il proprio supporto, in caso di necessità specifiche.
Integrazione con la rete socio-assistenziale
Nell’Ospedale di Comunità è presente un assistente sociale dell’Azienda USL un giorno a settimana, che contribuisce anche alla stesura dei progetti di dimissione e può effettuare segnalazione di cittadini, finalizzata alla presa in carico da parte dei Servizi Sociali Territoriali. Con un’attenzione anche ai caregiver: ad esempio supporta, facilita e accompagna i familiari e la persona all’eventuale passaggio ai servizi territoriali competenti.
Una figura determinante che conferma l’integrazione fra bisogni di salute e sociali, nell’approccio che vede nell’Ospedale di Comunità un ulteriore anello di congiunzione tra i pazienti e le loro famiglie nell’indicazione dei servizi più idonei rispetto alle loro esigenze, nel supporto nell’accesso a questi servizi e nella garanzia di una presa in carico complessiva.