Torna la mostra fotografica che racconta Allattami - la Banca del Latte Umano Donato di Bologna, per celebrare la sua crescita
Dall’inizio del progetto nel 2012 ad oggi:
- Raccolti 45.344 biberon pari a 5.441 litri di latte materno
- Coinvolte 421 mamme donatrici
È stata inaugurata oggi venerdì 8 maggio, presso l’Ospedale di Bentivoglio (BO), la mostra fotografica “Allattami - Di Mamma ce n’è una sola. Ma a volte ne servono di più – 10 anni della Banca del Latte Umano Donato di Bologna”, dedicata al progetto senza scopo di lucro promosso dall’IRCCS - Policlinico di Sant’Orsola di Bologna in collaborazione con Granarolo, con la partecipazione del Cucciolo, l’associazione di Bologna dei genitori dei bambini nati pretermine, esempio virtuoso e unico in Europa di collaborazione fra un’istituzione sanitaria e un’azienda privata (allattami.org).
Il riallestimento della mostra è anche per celebrare l’allargamento del progetto alla maternità dell’Ospedale di Bentivoglio e il coinvolgimento delle neomamme di nuovi comuni. Ai territori storicamente attivi per la raccolta del latte materno – Bologna, Casalecchio di Reno, San Lazzaro di Savena, Castenaso, Granarolo dell’Emilia e Castel Maggiore – si sono aggiunti Bentivoglio, Argelato, Baricella, Budrio, Minerbio, San Giorgio di Piano e Sala Bolognese.
LA MOSTRA
Realizzate in occasione del decennale e riprese in questa occasione, le foto di Paolo Righi raccontano la storia e il percorso di questa filiera del bene comune attraverso i volti di alcune bambine e bambini che hanno beneficiato del prezioso latte materno, uno per ogni anno del progetto, ritratti com’erano e come sono oggi, ciascuno affiancato dalle persone che fanno vivere ogni giorno la galassia virtuosa di Allattami: medici, infermieri, analiste di laboratorio, volontari e ovviamente le mamme donatrici.
La mostra, allestita nel corridoio d’ingresso dell’Ospedale di Bentivoglio, proseguirà fino al 5 giugno.
L’INCONTRO PUBBLICO
Allattami sarà anche al centro di un incontro pubblico promosso insieme al Comune di Bentivoglio che si terrà sempre venerdì 8 maggio, alle ore 18, presso la Sala dello Zodiaco del Palazzo Rosso, rivolto alle comunità e associazioni del territorio, dove verrà raccontato il progetto attraverso le testimonianze di coloro che l’hanno promosso e lo portano avanti quotidianamente. Dialogheranno Alice Vecchi, Sindaco di Bentivoglio, Giampaolo Marino, Direttore del Distretto Pianura Est dell’Azienda USL di Bologna, Luigi Corvaglia, Direttore della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, Tommaso Simili, Ufficio Comunicazione, Relazioni Esterne e Sostenibilità insieme al team di laboratorio di Allattami di Granarolo S.p.A., e Michela Mian, Direttore Generale dell’Associazione Cucciolo, insieme a mamme donatrici e famiglie beneficiarie.
ALLATTAMI – LA BANCA DEL LATTE UMANO DONATO DI BOLOGNA
La scienza è concorde nel dichiarare che il latte umano aumenti la possibilità di sopravvivenza dei neonati prematuri aiutandone l’accrescimento e lo sviluppo: fornisce le preziose sostanze nutritive nella forma più assimilabile, rafforza il sistema immunitario e favorisce lo sviluppo del sistema nervoso centrale. Non sempre però le madri di questi neonati, spesso sottoposte a grandi stress fisici e psicologici, hanno latte a sufficienza. Per rispondere a questo bisogno della comunità, nel 2012 è nata la Banca del Latte Umano Donato di Bologna, avviata con l’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola. Il latte delle mamme bolognesi oggi però raggiunge anche le Terapie Intensive Neonatali dell’Ospedale Maggiore di Bologna, del Policlinico di Ferrara e dell’Ospedale di Parma.
ALLATTAMI IN NUMERI
Dall’inizio del progetto sono stati raccolti 45.344 biberon, equivalenti a 5.441 litri di latte materno (considerando 120ml/biberon), e sono state coinvolte 421 mamme donatrici, sensibilizzate grazie al personale sanitario dell’Azienda USL di Bologna, del Policlinico di Sant’Orsola e dell’Associazione Cucciolo. In particolare, ad oggi sono 43.801 i biberon utilizzati dalle strutture sanitarie emiliane: 16.875 in Terapia Intensiva Neonatale e 13.878 in Neonatologia dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, 8.767 l’Ospedale Maggiore di Bologna, 1.188 il Policlinico di Ferrara, 3.093 l’Ospedale di Parma (dati aggiornati al 01/05/2026).
“Sono venuta a conoscenza del progetto Allattami l'autunno scorso, quando mi sono recata con una parte della Giunta Comunale in visita alla Granarolo – afferma Alice Vecchi, Sindaca di Bentivoglio –. È bastato poco per capirne il valore: un’iniziativa capace di coniugare solidarietà, salute e territorio, lasciandoci profondamente colpiti. La prima domanda che ci siamo posti è stata immediata e quasi istintiva: come includiamo Bentivoglio? Un pensiero sorto in modo naturale, in quanto il legame con la Granarolo è tangibile: ci unisce non solo la prossimità geografica, ma anche i progetti che coinvolgono il Museo della Civiltà Contadina. E poi c'è il nostro ospedale, tra le cui eccellenze spicca anche l'importante ruolo del punto nascita, riferimento non solo per i Comuni del Distretto Pianura Est, ma anche per la cintura Nord dell'area Metropolitana di Bologna e per quella Sud del Ferrarese. Nel 2025 sono stati registrati 838 nuovi arrivi. L’ospedale può diventare in questo contesto un presidio fondamentale per far conoscere e crescere il progetto, un luogo in cui informazione e sensibilizzazione incontrano concretamente le famiglie, soprattutto considerando che i parti prematuri avvengono oggi presso l’Ospedale Maggiore. Per questo, il fatto che i Comuni di Bentivoglio, San Giorgio di Piano e Argelato siano stati inclusi come territori nei quali le mamme possano diventare donatrici rappresenta per noi molto più di un risultato: è un traguardo che parla di comunità, di rete e di nuove opportunità per tante mamme di diventare protagoniste di un gesto di grande generosità”.
“È un grande piacere ospitare all’Ospedale di Bentivoglio la celebrazione dei dieci anni di Allattami, il progetto che sostiene la donazione di latte umano per i neonati prematuri – spiega Mario Motta, Direttore della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda USL di Bologna – Ogni anno, tra l’Ospedale Maggiore e l’Ospedale di Bentivoglio, nascono oltre 3.000 bambini. Circa 400 di loro necessitano di cure specialistiche in terapia intensiva o sub-intensiva presso l’Ospedale Maggiore, spesso a causa della prematurità o di condizioni cliniche complesse. In questi casi, l’allattamento e il latte umano rappresentano un supporto fondamentale per la crescita e la salute dei neonati. L’estensione del progetto Allattami a entrambi i punti nascita si inserisce pienamente nell’impegno dell’Azienda USL di Bologna a proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento, come scelta importante per il benessere delle mamme e dei loro bambini e bambine”.
“Un progetto come Allattami ci rende orgogliosi protagonisti di un piccolo miracolo che cresce anno dopo anno con l’aiuto di tanti partner, ospedali, associazioni e istituzioni. Questo nuovo traguardo, l’allargamento del bacino dei comuni coinvolti nella raccolta del latte materno non può passare inosservato. Era da tempo che ci veniva richiesto e, come spesso accade, l’unione ha reso possibile istituzionalizzare questo passo. Il modo più significativo per celebrarlo ci è parso il riallestimento di una mostra che parla attraverso i volti delle persone protagoniste a vario titolo di questo piccolo miracolo che si ripete ogni giorno, anno dopo anno e salva piccole vite. Grazie alle istituzioni coinvolte, tante, agli ospedali ma soprattutto grazie alla generosità di tante mamme!”, ha commentato Stanislao Fabbrino, Presidente del Gruppo Granarolo.
“Il latte donato, insieme al latte della propria madre, sono strumenti clinici potentissimi – spiega Luigi Corvaglia, Direttore della UOC di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola –. Nella nostra esperienza con i neonati gravemente prematuri ce ne accorgiamo tutti i giorni. Presso la TIN del Sant’Orsola, nel corso degli ultimi 20 anni, abbiamo curato oltre 1.200 neonati con peso alla nascita inferiore a 1.500 grammi. Confrontando il tasso di incidenza di alcune gravi patologie, abbiamo riscontrato una riduzione significativa negli ultimi 10 anni, durante i quali abbiamo potuto usufruire del latte di banca. Un esempio fra tutti è rappresentato dall’enterocolite necrotizzante, una patologia devastante, che in molti casi può portare il neonato alla necessità di interventi chirurgici demolitivi ed esporlo a gravi rischi di morte o di esiti a lungo termine. L’incidenza di tale patologia nei 10 anni pre-Allattami, confrontata con i 10 anni di operatività del progetto, si è praticamente dimezzata, passando da 14% al 7,2%. Siamo convinti che la strategia di alimentazione attuale, che prevede per questi bambini l’utilizzo esclusivo di latte umano (materno e donato) abbia contribuito in maniera decisiva a questo significativo miglioramento. Allo stesso modo, in perfetto accordo con i dati della letteratura internazionale, l’utilizzo del latte donato ha contribuito, nell’ambito di una strategia più ampia e articolata, a ridurre il rischio di altre complicanze come le sepsi, spesso associate alla necessità di utilizzare a lungo i cateteri venosi centrali: in questo caso l’effetto del latte umano è duplice perché oltre a fornire fattori immunologici protettivi, consente anche una migliore tolleranza e funzionalità dell’intestino immaturo e così ci consente di rimuovere più precocemente i cateteri venosi. Per questi motivi, il latte donato è diventato per noi uno strumento di cura prezioso e imprescindibile a cui non potremmo più rinunciare. È giusto che le donne che scelgono di intraprendere il percorso della donazione del latte siano pienamente consapevoli di quanto il loro gesto di generosità abbia immediati e tangibili effetti benefici sui neonati che utilizzeranno il latte donato”.
IL PERCORSO DI ALLATTAMI
Allattami seleziona le mamme donatrici, ritira il loro latte direttamente a casa, senza nessuna spesa per loro e nessuna scomodità, lo pastorizza e conserva in condizioni di massima sicurezza e lo fornisce agli ospedali. I medici dell’UOC di Neonatologia e TIN insieme all’Associazione Cucciolo provvedono alla procedura di arruolamento delle mamme donatrici, in base ai criteri stabiliti con l’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, fornendo loro tutte le informazioni e gli strumenti utili per l’estrazione e la conservazione del latte. Un tecnico specializzato Granarolo passa a ritirare il latte donato direttamente a casa delle donatrici una o due volte alla settimana. Il latte viene portato nella struttura che ospita la Banca del Latte Umano Donato, che sorge in prossimità della sede Granarolo di Bologna, in un’area indipendente dallo stabilimento. Qui i biberon vengono sigillati e pastorizzati per renderli massimamente sicuri per i neonati che lo riceveranno, e successivamente stoccati in appositi refrigeratori. Ogni passaggio dei biberon viene tracciato: da quando vengono consegnati, vuoti e sterili, nelle case delle donatrici, fino a quando arrivano alle Terapie Intensive Neonatali degli ospedali che ne hanno fatto richiesta.
Quando il latte raggiunge un piccolo degente ricoverato in una delle terapie intensive neonatali riceventi, la mamma donatrice riceve un sms: un piccolo dettaglio ma dalla grande forza simbolica.