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Progetto BRAVA: il sonno come chiave per la diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative

Pubblicato il 23/04/2026 - Redattore Colonna Duilio
L'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche partecipa alla ricerca multicentrica, finanziata dall'Unione Europea, che propone un approccio innovativo per l’identificazione del disturbo del comportamento in fase REM

Il sonno non è uno stato uniforme, ma un processo biologico complesso articolato in diverse fasi, tra cui, il sonno REM (Rapid Eye Movement), la fase in cui si verificano i sogni più elaborati. Durante il sonno REM, il nostro cervello attiva un meccanismo fisiologico che paralizza temporaneamente i muscoli del corpo, impedendoci di “agire” il sogno che stiamo facendo.

In circa l’1% della popolazione sopra i 60 anni questo meccanismo di protezione non funziona correttamente. Si parla in questi casi di Disturbo del Comportamento del Sonno REM (REM Sleep Behavior Disorder, RBD), una condizione in cui il soggetto può parlare, urlare, colpire, scalciare o cadere dal letto mentre sogna. Oltre ai rischi fisici per il paziente e il partner, questo disturbo riveste un’importanza clinica cruciale.

Numerosi studi longitudinali hanno infatti dimostrato che l’RBD rappresenta il segno più specifico di una fase molto precoce della malattia di Parkinson e di altre patologie neurodegenerative, potendo comparire anche 10 anni prima dell’esordio dei sintomi motori o cognitivi. Individuare questi pazienti in una fase iniziale, quando il danno neuronale è ancora limitato, rappresenta una delle grandi sfide della medicina del XXI secolo e una potenziale opportunità per future strategie di prevenzione e neuroprotezione.

Attualmente la diagnosi di RBD richiede l’esecuzione della video-polisonnografia notturna, un esame complesso, costoso e disponibile solo in centri del sonno altamente specializzati. Inoltre, alcune forme di RBD possono essere lievi e passare inosservate, mentre altri disturbi del sonno possono mimarne i sintomi, contribuendo ad una non corretta stima della patologia.

Per rispondere a questi limiti, nasce il progetto BRAVA (Behaviours in REM sleep: personalised Automatic 3D Video Analysis), un progetto di ricerca multicentrico finanziato dall'Unione Europea che propone un approccio innovativo per l’identificazione del disturbo del comportamento in sonno REM. Il progetto si basa sull’utilizzo di piccole e leggere videocamere 3D portatili, installate nelle stanze di diversi centri del sonno, in grado di rilevare con precisione i movimenti corporei durante la notte. Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, i movimenti vengono poi analizzati automaticamente per riconoscere i pattern motori tipici dei pazienti con RBD.

L’obiettivo del progetto è validare questa tecnologia come strumento diagnostico affidabile, più semplice e accessibile rispetto agli standard attuali. In prospettiva futura, la soluzione proposta potrebbe essere utilizzata anche a domicilio, consentendo l’identificazione precoce di soggetti a rischio di sviluppare una patologia neurodegenerativa e aprendo nuove possibilità per la diagnosi e il monitoraggio di altri disturbi del sonno.

All’interno del progetto BRAVA, l’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna partecipa attraverso l’UOC Clinica Neurologica – Rete Neurologica Metropolitana (NeuroMet), con la Prof.ssa Federica Provini nel ruolo di responsabile locale. L’unità ha contribuito in modo rilevante all’arruolamento dei pazienti, alla caratterizzazione clinica dei disturbi del sonno e alla validazione della nuova tecnologia in ambito clinico.

Il progetto valorizza inoltre il ruolo delle nuove generazioni di ricercatori. Il video divulgativo del progetto BRAVA, riportato di seguito, è statopresentato dai giovani ricercatori che, in diversi paesi europei, hanno contribuito attivamente allo studio, illustrando obiettivi, metodologia e potenziali ricadute cliniche. Tra questi, il Dott. Luca Baldelli,Ricercatore a Tempo Determinato presso l’IRCCS, che ha preso parte alle attività di ricerca e alla diffusione dei risultati del progetto.

Il progetto BRAVA rappresenta un esempio concreto di come l’integrazione tra competenze cliniche, tecnologie avanzate e intelligenza artificiale possa contribuire a rivoluzionare la diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative, migliorando l’accesso alle cure e aprendo nuove prospettive per la loro prevenzione.