I bolognesi lo fanno di più. E i risultati si vedono
Il 16 ottobre torna VIVA! la settimana per la rianimazione cardiopolmonare promossa da Italian Resuscitation Council (IRC): oltre 500 studenti e cittadini a Palazzo d'Accursio per imparare le manovre salvavita con i professionisti di AUSL e Sant'Orsola
Lo diciamo senza falsa modestia: i bolognesi lo fanno di più. Parliamo di massaggio cardiaco, defibrillatore e soccorso. E lo fanno bene.
A Bologna sopravvive all'arresto cardiaco il 17% delle persone colpite. In Italia la media è del 6,6%, in Europa del 7,5% (dati EuReCa Three, IRC – AUSL Bologna). Il dato è quasi tre volte quello italiano e più del doppio di quello europeo.
Non è fortuna. Nel 57% dei casi, nel 2025, un cittadino ha risposto all'allerta del 118 e ha accettato di intervenire: 206 persone pronte a correre per salvare qualcuno che magari non avevano mai visto.
Un arresto cardiaco al giorno, a due passi da casa
Nel 2025 il 118 dell'Emilia-Romagna è intervenuto 1.789 volte per persone in arresto cardiaco. Di questi casi, 364 sono avvenuti nell'area metropolitana di Bologna: praticamente uno al giorno. Può succedere al supermercato, in palestra, sul bus. Più spesso succede in casa.
In quei momenti il tempo è tutto. Se si usa un defibrillatore entro 3-5 minuti, la sopravvivenza può salire fino al 50-70%. Se nessuno fa niente, le probabilità scendono del 10-12% per ogni minuto che passa. Il conto è semplice e brutale: chi aspetta l'ambulanza senza agire perde tempo prezioso.
Per salvare una vita non serve essere un sanitario. Servono due mani, il coraggio di usarle e un telefono per chiamare il 112. Dall'altra parte c'è sempre un operatore sanitario che ti guida passo dopo passo.
DAE RespondER: quando il 118 ti chiama, rispondi
Il segreto bolognese ha un nome: DAE RespondER, l'app regionale sviluppata dall’Azienda USL di Bologna, con cui il 118 avvisa i cittadini vicini a un arresto cardiaco in corso e indica il defibrillatore più vicino.
In cinque anni la risposta dei cittadini in regione è raddoppiata, dal 25% al 50%. Oggi in un caso su due qualcuno si attiva, e nel 28% dei casi più di una persona. Bologna è tra le province in cui i cittadini allertati riescono sempre più spesso ad arrivare prima dei mezzi di soccorso.
Da fine 2024 l'allerta non riguarda più solo i luoghi pubblici, ma anche le abitazioni private, dove avviene la maggior parte degli arresti cardiaci. Così il sistema può intervenire su tutti i casi.
Il risultato nasce dal lavoro di squadra di Regione, Comune, Aziende sanitarie e associazioni del soccorso, che da anni investono nella formazione e nelle tecnologie diffuse sul territorio.
Il 16 ottobre tutti in piazza a imparare
Il 16 ottobre Palazzo d'Accursio si trasforma in una grande palestra salvavita. Oltre 500 tra studenti e cittadini imparano a riconoscere un arresto cardiaco, a effettuare una chiamata di soccorso, a fare il massaggio cardiaco e a usare il defibrillatore.
Ci sono dieci postazioni con manichini e defibrillatori, insieme a operatori sanitari della Rianimazione del Maggiore e del 118. I professionisti della Pediatria del Sant'Orsola insegnano le manovre di disostruzione delle vie aeree nei bambini: quelle che ogni genitore, nonno o insegnante dovrebbe conoscere.
Durante la giornata viene proiettato il docufilm "La differenza tra l'otto e il nove". Realizzato da Fondazione IRC, racconta cinque storie di persone sopravvissute a un arresto cardiaco e il loro lungo viaggio verso una nuova normalità. A partire da oggi 16 ottobre è disponibile su RaiPlay.
L'evento è organizzato da Azienda USL di Bologna, IRCCS Policlinico di Sant'Orsola e Comune di Bologna nell'ambito di VIVA! La settimana della rianimazione cardiopolmonare promossa da Italian Resuscitation Council.
Sono presenti la Direttrice Generale dell'Azienda USL di Bologna Anna Maria Petrini, l'Assessora al Welfare del Comune di Bologna Matilde Madrid e l'Assessore alla Scuola Daniele Ara. Partecipano anche rappresentanti del 118, dell'IRCCS Policlinico di Sant'Orsola, delle Pubbliche Assistenze di Bologna, della Croce Rossa Italiana, dei Vigili del Fuoco e della Polizia di Stato.
Sempre più defibrillatori, anche di notte
Nell'area metropolitana sono registrati 2.143 defibrillatori, di cui 652 nella sola città di Bologna. In tutta l'Emilia-Romagna sono 11.824.
La Regione ha finanziato con quasi 450.000 euro l'Azienda USL di Bologna per distribuire 230 nuovi DAE nei comuni dell'area metropolitana. La consegna è quasi completata. L'obiettivo è coprire il territorio in modo uniforme, dando la precedenza ai luoghi aperti anche di notte. I DAE sono andati ai Comuni e anche a chi lavora nelle emergenze accanto al 118: Forze dell'Ordine, Vigili del Fuoco e Soccorso Alpino.
Come funziona DAE RespondER
- Chi può usarla: tutti i maggiorenni presenti in Emilia-Romagna. È gratuita e non serve aver fatto un corso.
- Quanti la usano: è attiva dal 2017 e l'hanno scaricata 31.000 cittadini in regione, di cui 7.700 bolognesi.
- Come funziona: con il tuo consenso, l'app sa dove ti trovi. Se vicino a te c'è un sospetto arresto cardiaco, il 118 manda l'ambulanza e, nello stesso momento, ti invia una notifica. Puoi accettare o rifiutare.
- Se accetti: un operatore del 118 ti guida in tempo reale, ti indica il defibrillatore più vicino e coordina gli altri soccorritori. Uno può andare a prendere il DAE mentre un altro inizia il massaggio cardiaco, in attesa dell'ambulanza.
- Oltre i confini: il sistema è nel Portale del Riuso della Pubblica Amministrazione ed è gratuito per le altre Centrali 118. Lo usano già il Friuli-Venezia Giulia, le Marche, la Provincia Autonoma di Trento, la Val d’Aosta e la Repubblica di San Marino.
Scarica DAE RespondER. Impara le manovre. La prossima mano che fa la differenza potrebbe essere la tua.