Gli oculisti del Maggiore sempre più vicini a casa tua. La prima Virtual Clinic d'Italia compie tre anni
Continua a crescere l’impegno dell’Azienda USL anche sul fronte della telemedicina. Compiono tre anni e festeggiano con importanti incrementi di attività le Cliniche Virtuali Oculistiche. Sono centri diagnostici di primo e secondo livello, distribuiti sul territorio e collegati in rete con l’HUB dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Maggiore di Bologna.
Le Cliniche Virtuali si possono trovare presso la Casa della Comunità Navile, Valsamoggia (Bazzano), Bentivoglio e San Giovanni in Persiceto. Afferiscono al Programma Dipartimentale Cliniche Virtuali, Rete Hub e Spoke di telemedicina oculistica, di cui è responsabile Francesca Quagliano; un progetto innovativo del Dipartimento di Chirurgie Specialistiche diretto da Anna Maria Baietti.
In queste sedi territoriali vengono effettuati gli stessi esami diagnostici che tradizionalmente si svolgono in Ospedale, grazie all’impiego di strumentazioni tecnologicamente avanzate e di elevata qualità. Gli esami vengono eseguiti dagli ortottisti, che acquisiscono immagini e dati clinici attraverso specifici software dedicati. Tutto il materiale viene quindi trasmesso in sicurezza all’HUB dell’Ospedale Maggiore, dove il medico oculista analizza gli esiti e formula il referto.
Un sistema che consente di garantire ai cittadini la stessa qualità diagnostica e clinica dell’ospedale, ma in sedi più vicine a casa e ampliando l’offerta su tutto il territorio.
L’obiettivo del progetto è quello di garantire appropriatezza, continuità assistenziale e ridurre gli spostamenti dei pazienti, portando i servizi specialistici più vicino alle persone sul territorio.
Il modello nasce dall’analisi di studi che evidenziavano come molti pazienti avessero difficoltà a rispettare i tempi previsti per i controlli programmati e i follow-up specialistici. Il mancato rispetto delle tempistiche di monitoraggio può infatti ridurre l’efficacia dei trattamenti e compromettere la gestione ottimale di alcune patologie oculari.
Per rispondere a questa esigenza, l’Azienda USL di Bologna ha adottato un’organizzazione innovativa che permette di mantenere elevati standard clinici favorendo, allo stesso tempo, una maggiore accessibilità ai percorsi di cura.
Da progetto di follow-up a presa in carico completa
In una prima fase, le Cliniche Virtuali Oculistiche erano state pensate principalmente per la gestione dei pazienti già in carico e per il monitoraggio dei follow-up, con l’obiettivo di verificare la stabilità dei quadri clinici nel tempo. Grazie però ai risultati ottenuti e all’elevato gradimento da parte degli utenti, il modello è stato progressivamente ampliato, consentendo una presa in carico più completa e strutturata del paziente sul territorio.
Un’eccellenza a livello nazionale
L’esperienza dell’Azienda USL di Bologna, ormai tre anni fa, ha rappresentato la prima applicazione di questo modello in Italia, confermando il ruolo del territorio bolognese come laboratorio di innovazione organizzativa e tecnologica in sanità.
L’implementazione del progetto è stata accompagnata anche dall’acquisizione di nuovi professionisti dedicati alle attività territoriali e specificamente formati per l’utilizzo delle tecnologie diagnostiche e dei sistemi digitali di trasmissione delle immagini cliniche.
Dopo tre anni di attività e con oltre 60.000 prestazioni effettuate dall’inizio del progetto le Cliniche Virtuali Oculistiche rappresentano oggi un esempio concreto di come la trasformazione digitale possa migliorare l’accessibilità ai servizi, rafforzare la rete ospedale-territorio e offrire ai cittadini cure sempre più vicine, tempestive ed efficaci.