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Giornata Mondiale del Sonno. All’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche ricerca e nuove opportunità di cura per i disturbi del sonno

Pubblicato il 13/03/2026 - Redattore Colonna Duilio
L'Istituto è un punto di riferimento internazione sui disturbi del sonno.

Il sonno non è solo riposo. In molti casi è uno dei primi segnali di una malattia neurologica. Per questo all’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna il sonno è diventato un ambito centrale di ricerca clinica, con un obiettivo concreto: offrire ai pazienti diagnosi più precoci e nuove possibilità terapeutiche.

Tra i progetti in corso c’è BRAVA, studio europeo dedicato al Disturbo del Comportamento del Sonno REM (RBD), una condizione in cui la persona può muoversi o parlare durante i sogni. Questo disturbo può precedere di anni l’esordio della malattia di Parkinson e di altre patologie neurodegenerative.

Il progetto sperimenta videocamere 3D portatili e algoritmi di intelligenza artificiale per riconoscere automaticamente i movimenti tipici del disturbo. L’obiettivo è rendere la diagnosi più semplice e accessibile rispetto agli esami attuali. L’IRCCS di Bologna partecipa allo studio attraverso la UO Clinica Neurologica – Rete Neurologica Metropolitana (NeuroMet), con la Prof.ssa Federica Provini responsabile locale.

La ricerca sul sonno all’Istituto riguarda anche nuove terapie per le ipersonnie centrali, disturbi che provocano sonnolenza diurna intensa e possono compromettere studio, lavoro e vita sociale.

Il Centro Narcolessia dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche, che fa parte dell’UO Clinica Neurologica guidata dal Prof. Rocco Liguori, è leader mondiale in numerosi protocolli di ricerca clinica dedicati alle ipersonnie centrali, disturbi del sonno caratterizzati da eccessiva sonnolenza diurna e forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti. Gli studi in corso, coordinati dal Prof. Giuseppe Plazzi, comprendono trial internazionali su farmaci innovativi, tra cui molecole che agiscono sul sistema orexinergico (fondamentale per regolare la veglia), con l’obiettivo di migliorare la vigilanza e offrire nuove prospettive terapeutiche. Tra i protocolli attivi figurano studi di fase I, fase II, fase III e studi di estensione a lungo termine su molecole sperimentali come Oveporexton, Alixorexton, TAK-360 e ORX750, oltre a ricerche osservazionali sul burden di malattia dei disturbi centrali dell’ipersonnolenza in diversi Paesi europei. Le ricerche coinvolgono pazienti adulti e pediatrici e confermano il ruolo del centro come uno dei principali poli internazionali nella ricerca clinica sulle ipersonnie centrali.
La Giornata Mondiale del Sonno diventa così l’occasione per ricordare un punto chiave: il sonno è un indicatore importante della salute neurologica. Riconoscere e trattare i disturbi del sonno significa migliorare la qualità della vita dei pazienti e, in molti casi, intercettare precocemente alcune malattie neurologiche.