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Estensione del numero della Continuità Assistenziale 0513131, nel territorio di Azienda USL Bologna, che sarà attivo sulle 24 ore per tutti giorni della settimana

Pubblicato il 11/08/2026 - Redattore Grana Marco
Dal 25 agosto, grazie a un accordo tra Azienda USL di Bologna e FIMMG. Firmato in questi giorni anche l’accordo sulla appropriatezza prescrittiva farmaceutica

Lo 0513131 ora è sempre attivo e assume nuove funzioni


Un numero a cui i Medici della Medicina Generale del Ruolo Unico rispondono 365 giorni l’anno, anche durante gli orari diurni feriali. Dal 25 agosto, il numero unico della Continuità Assistenziale 0513131 risponderà ai cittadini 7 giorni su 7 e h24 per i bisogni sanitari non differibili di assistenza primaria, fornendo una risposta qualificata e, se necessario, indirizzando alla prestazione e al luogo di cura più appropriati e più prossimi. Restano escluse le urgenze e le emergenze, per le quali sono a disposizione il Numero Europeo 112 e il Pronto Soccorso.

Un servizio ampliato e arricchito, che orienta i cittadini attraverso la consulenza telefonica qualificata di un Medico della Medicina Generale del Ruolo Unico e, in caso di necessità, può inviarli alla rete degli Ambulatori di AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) della Medicina Generale e dei CAU, oltre che ai punti di Continuità Assistenziale.

Una volta valutate le esigenze dei cittadini, infatti, i medici che rispondono al numero unico potranno anche indirizzare l’utenza, se necessario, presso il servizio territoriale o il luogo di cura più appropriato, compresi i 14 Ambulatori AFT della Medicina Generale attivati nelle ultime settimane sul territorio, i 5 CAU (Centri di Assistenza e Urgenza) e la rete esistente della Continuità Assistenziale, che sarà rimodulata a garantire capillarità e prossimità. Potranno fornire, inoltre, suggerimenti telefonici e attivare le postazioni mediche per le visite domiciliari notturne e festive.

Resta prioritario e centrale, naturalmente, il ruolo fiduciario del Medico di Medicina Generale a ciclo di scelta, che è il principale riferimento per la presa in carico continuativa dei propri assistiti.
“L’estensione del numero unico della Continuità Assistenziale è una ulteriore garanzia della presa in carico dei bisogni dei cittadini, alla quale l’Azienda USL intende rispondere in modo sempre più strutturato – spiega Anna Maria Petrini, Direttrice Generale dell’Azienda USL di Bologna –. I cittadini avranno quindi un riferimento unico per le loro esigenze non differibili: i Medici della Medicina Generale del Ruolo Unico risponderanno con indicazioni chiare su che cosa fare e dove recarsi se necessario. Il nuovo percorso si inserisce ad integrazione e in sinergia con la rete di prossimità che si è delineata sul territorio: sono infatti già 14 gli Ambulatori AFT della Medicina Generale attivati nelle ultime settimane, uno dei nodi centrali del servizio offerto per i bisogni di assistenza primaria”.


“L’istituzione di una Centrale di contatto telefonico con risposta qualificata da parte del Medico accoglierà le richieste dei cittadini e, a seconda delle necessità, le indirizzerà verso la soluzione più adeguata: potrà suggerire il contatto con il proprio Medico di Medicina Generale, fornire un consulto telefonico diretto, oppure orientare il paziente verso gli Ambulatori AFT o l'assistenza domiciliare “ – dichiara Ilaria Piana, segretaria provinciale FIMMG – “Questo accordo ottimizza l’efficacia del servizio di Continuità Assistenziale. La riorganizzazione punta a valorizzare il lavoro a quota oraria e a definire percorsi di cura più sicuri e appropriati, salvaguardando sempre il fondamentale rapporto di fiducia tra il cittadino e il proprio medico di famiglia”.

Antibioticoresistenza e riconciliazione terapeutica: un accordo per migliorare l’appropriatezza prescrittiva

Firmato in questi giorni, sempre con la FIMMG, anche l’accordo per migliorare la qualità prescrittiva in ambito farmaceutico: contrasto all’antibioticoresistenza e riconciliazione terapeutica tra i principali temi sui quali ci sarà collaborazione.


Teleconsulto con specialisti del Servizio Sanitario Regionale delle aree cliniche a elevata integrazione ospedale territorio, diagnostica rapida per il miglior uso di antibiotici ed il contrasto alla antimicrobico-resistenza, incontri di approfondimento con il supporto dei farmacisti aziendali su rischi di interazioni farmacologiche, farmacovigilanza, aderenza terapeutica, iniziative in tema di polifarmacoterapia e riconciliazione terapeutica: sono solo alcuni dei punti dell’accordo destinato a qualificare ulteriormente la prescrizione di farmaci da parte dei Medici di Medicina Generale dell’area metropolitana di Bologna.

L’accordo si focalizza sia su questioni emergenti, come la resistenza agli antibiotici e i rischi connessi a terapie che contemplano l’utilizzo di numerosi principi attivi soprattutto nei cronici e negli anziani, sia su determinate patologie come il diabete, quelle cardiovascolari, quelle dell’apparato gastro-intestinale, sia in tema di farmaci equivalenti e biosimilari.
L’accordo, che non prevede incentivi economici per la deprescrizione, ma investe nella fornitura di mezzi per migliorare appropriatezza e diagnostica, mira a favorire l’omogeneità di comportamento prescrittivo fra medici operanti nello stesso territorio, in linea con le più recenti evidenze scientifiche, e a minimizzare fenomeni di sotto- o sovra-trattamento farmacologico sulla nostra popolazione assistita.

“L’obiettivo dell’accordo è prioritariamente clinico e orientato all’appropriatezza, alla sicurezza delle cure e agli esiti di salute”, commenta Ilaria Piana “e gli auspicati effetti sulla sostenibilità della spesa rappresentano una conseguenza dell’appropriatezza prescrittiva e non un obiettivo di contenimento economico della prescrizione”.

“Un accordo con la medicina generale come questo” - dichiara Michele Meschi, Direttore Sanitario dell’Azienda USL di Bologna, “orientato a potenziare gli strumenti di lavoro e l’integrazione digitale tra Medico di Medicina Generale e Specialista, favorirà, nel tempo, non solo il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva e la salute dei cittadini, ma anche una maggiore sostenibilità di sistema”.

L’accordo dovrebbe produrre, tra l’altro, una riduzione dell’uso improprio di antibiotici sul territorio interessato, una scelta più corretta delle molecole, una riduzione nel medio-lungo periodo delle resistenze antimicrobiche responsabili di infezioni di comunità, maggior consapevolezza da parte della popolazione sul valore comunitario degli antimicrobici e sui rischi correlati al loro uso scorretto.

Dall’applicazione dell’accordo ci si aspetta un impatto positivo anche in tema di polifarmacoterapia. In area bolognese, in effetti, sono circa 13.000 i grandi anziani che assumono più di 9 farmaci al giorno (9% degli over 75 anni); se ampliamo la coorte ai pazienti anziani (over 65) la percentuale sale a circa il 20% del totale dei pazienti over 65.