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Due anni del Centro diurno Osservanza: un modello di cura che mette al centro gli adolescenti

Pubblicato il 22/04/2026 - Redattore Kregel John Martin
I risultati ottenuti presentati dalla educatrice Laura Zavatta, ospite al TGR RAI

A due anni dall’apertura, il Centro diurno per l’età evolutiva di via dell’Osservanza dell’Azienda USL di Bologna si conferma una risposta innovativa e altamente qualificata ai bisogni di salute mentale di preadolescenti e adolescenti con quadri di psicopatologia complessa.

Il Centro, attivo dal 2024 e pensato come struttura sanitaria intermedia tra ospedale e territorio, nasce per intercettare in modo precoce situazioni di grave sofferenza psicologica, riducendo il rischio di ospedalizzazioni prolungate e favorendo percorsi di cura intensivi, personalizzati e integrati con i servizi territoriali. Un progetto reso possibile grazie a fondi ministeriali, che ha arricchito in modo significativo l’offerta di salute mentale per l’età evolutiva sul territorio metropolitano bolognese.

Un luogo di cura, relazione e riappropriazione del futuro, come racconta Laura Zavatta, educatrice dell’Azienda USL di Bologna, referente dei progetti educativi del Centro, ospite in studio durante il telegiornale RAI Emilia-Romagna.

Il Centro Diurno Osservanza

Aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, il Centro accoglie quotidianamente piccoli gruppi di ragazzi, alternando attività di gruppo e interventi individuali. Le proposte terapeutiche, costruite dall’équipe multiprofessionale della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, integrano strumenti clinici tradizionali con laboratori espressivi, attività artistiche, musica, gioco, uscite sul territorio e produzione di contenuti multimediali, con l’obiettivo di rendere i ragazzi protagonisti attivi del proprio percorso di cura.

Particolare attenzione è rivolta ai giovani che faticano ad accedere ai servizi ambulatoriali, spesso bloccati in situazioni di ritiro sociale o abbandono scolastico, e ai preadolescenti sotto i 13 anni, per i quali un intervento tempestivo può prevenire l’aggravarsi dei quadri clinici.

I numeri dei primi due anni di attività

Nel corso dei primi due anni di attività, sono stati 84 i pazienti presi in carico, di cui 61 ragazze e 23 ragazzi, a testimonianza di un bisogno reale e crescente di interventi intensivi in età evolutiva.

L’età media è di 15 anni e 8 mesi, il paziente più giovane aveva 11 anni e il più grande 17 anni e 8 mesi. Circa il 65% dei ragazzi accede al servizio tra i 14 e i 17 anni.

I dati confermano quanto già emerso nel primo anno di attività: il Centro intercetta prevalentemente adolescenti in una fase cruciale dello sviluppo, spesso caratterizzata da disturbi d’ansia e dell’umore, difficoltà emotivo-comportamentali e quadri di marcata fragilità psicologica.

Efficacia dei percorsi e continuità della cura

Particolarmente significativi sono gli esiti dei percorsi terapeutici. Il tasso di drop out e abbandono precoce si attesta al 15% (12 pazienti), un dato nettamente inferiore rispetto a quanto riportato in letteratura scientifica per i casi di psicopatologia adolescenziale grave, dove il drop out può oscillare tra il 30% e il 50%.

Ancora più rilevante è il dato relativo al raggiungimento degli obiettivi terapeutici: il 78,6%, pari a quasi 8 pazienti su 10, conclude il percorso con il raggiungimento degli obiettivi prefissati e la prosecuzione della presa in carico nei servizi territoriali.

Numeri che raccontano non solo l’efficacia degli interventi, ma anche la solidità dell’alleanza terapeutica costruita con ragazzi e famiglie, elemento centrale del modello di cura del Centro Osservanza.

Il Centro diurno Osservanza rappresenta un punto di riferimento per il territorio: un luogo in cui la cura si intreccia con la relazione, la creatività e la possibilità concreta di riprendere un percorso di crescita e di vita.