World Cancer Day: l’importanza della diagnosi precoce e della ricerca
Ricevere una diagnosi di tumore cambia la vita, non solo di chi si ammala ma anche delle famiglie e delle persone che gli stanno accanto. Oggi si celebra il World CancerDay, una giornata per mettere l’accento sull’importanza della presa in cura globale e dei controlli, il primo, fondamentale, gesto di cura verso se stessi e verso gli altri.
Parlare di tumori del sistema nervoso può fare paura, ma informarsi è il primo passo per affrontarli. In Italia, nel 2024, sono state stimate circa 6.126 nuove diagnosi di neoplasie cerebrali, con un impatto rilevante anche in età giovane-adulta. La mortalità resta elevata, con 4.800 decessi stimati nel 2022, mentre a livello mondiale si registrano 308.000 nuovi casi e 251.000 morti per tumori cerebrali e del sistema nervoso centrale. Nella fascia tra i 20 e i 50 anni, queste neoplasie rappresentano la terza causa di morte oncologica negli uomini, un dato che richiama con forza l’attenzione sull’importanza di non ignorare i segnali.
“La diagnosi passa anche dall’ascolto del proprio corpo – spiega il dottor Enrico Franceschi, Direttore della UOC di Oncologia del Sistema Nervoso dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche e membro del Comitato Scientifico di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) – Sintomi come mal di testa persistenti, alterazioni comportamentali, nuovi disturbi neurologici fino a crisi epilettiche sono campanelli di allarme che non devono essere trascurati. Rivolgersi tempestivamente al medico e a strutture specializzate significa aumentare le possibilità di una diagnosi precoce e di cure più efficaci, costruite attorno alla persona”.
Già dal 2013 presso l’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche sono attivi Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) dedicati ai pazienti affetti da neoplasie cerebrali, con l’obiettivo di garantire una presa in carico tempestiva, integrata e multidisciplinare lungo tutto il percorso di cura. Negli ultimi cinque anni, più di 2.000 pazienti sono stati discussi in ambito multidisciplinare e oltre 300 hanno aderito a sperimentazioni di ricerca clinica, contribuendo in modo diretto allo sviluppo di nuove conoscenze e terapie.
Accanto alla diagnosi, la ricerca rappresenta una speranza concreta. Ogni studio, ogni sperimentazione clinica nasce dall’obiettivo di offrire risposte migliori ai pazienti di oggi e di domani, trasformando la complessità della malattia in nuove opportunità di cura. Negli ultimi anni, inoltre, si è assistito a un significativo avanzamento degli strumenti di diagnostica neuroradiologica e di anatomia patologica biomolecolare, che ha permesso non solo l’identificazione di nuove entità tumorali, ma anche di nuovi bersagli terapeutici, aprendo la strada a trattamenti sempre più mirati e personalizzati.
“Fare ricerca significa non arrendersi mai – sottolinea il professor Raffaele Lodi, Direttore Scientifico dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche – Significa lavorare ogni giorno per prevenire ed aumentare la comprensione di queste patologie, mettere in campo e tradurre, attraverso la ricerca traslazionale, le conoscenze scientifiche in terapie sempre più mirate, efficaci e personalizzate, con al centro la qualità di vita dei pazienti”.