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Salute mentale e giovani, ad Imola il confronto tra ricerca, clinica, scuola e territorio

Pubblicato il 13/04/2026 - Redattore Colonna Duilio
Il convengno promosso dall'Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche, nell'ambito di un progetto finanziato dal Ministero della Salute ha riunito ricercatori, esperti sanitari, psicologi scuola e riabiliazione per definire nuove strategie di diagnosi precoce e presa in carico dei giovani.

La salute mentale nei giovani è un tema con una centralità crescente nella pratica clinica e nei contesti scolastici. Lo dimostrano le giornate del convegno “Bisogni emergenti di salute mentale nei giovani”, svoltesi il 27 e 28 marzo 2026 a Imola, che hanno registrato un’ampia partecipazione di professionisti dell’area sanitaria, psicologica, educativa e della riabilitazione psichiatrica. Le presenze accreditate per ciascuna giornata hanno infatti definito il perimetro di un confronto qualificato e ad alta densità interdisciplinare.

Promosso dall’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna nell’ambito del progetto “Analisi dei bisogni emergenti di salute mentale nelle giovani generazioni e dell’offerta di psicoterapia: uno studio sul territorio” finanziato dal Ministero della Salute, il convegno si è articolato in due giornate e due ambiti di lavoro complementari: il 27 marzo dedicato al ruolo della scuola e il 28 marzo focalizzato sugli aspetti clinici, psicoterapeutici e organizzativi dei servizi.

La prima giornata ha approfondito il ruolo della scuola come luogo di intercettazione precoce del disagio psicologico. Dopo l’introduzione ai temi dell’incontro del prof. Raffaele Lodi, direttore scientifico dell’IRCCS ISN, e del Prof. Giuseppe Schena dell’Ufficio scolastico regionale, il confronto si è concentrato su ansia, disregolazione emotiva, e formazione del personale docente delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Su questo punto, il prof. Marco Menchetti del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie e responsabile scientifico del convegno, ha richiamato un dato clinico preciso: “Le manifestazioni più frequenti riguardano i disturbi d’ansia e dell’umore - sottolineando come oggi si osservi - la tendenza a un esordio sempre più precoce” dei sintomi psicopatologici.

La seconda giornata ha spostato il focus sulla presa in carico clinica e sull’evoluzione dei servizi per la fascia 14-24 anni, affrontando temi specifici: i disturbi dell’alimentazione e comorbidità psicopatologiche, gli aspetti clinici e neurobiologici della disregolazione, l’offerta di psicoterapia per adolescenti e giovani adulti, lo strumento del budget di salute, l’impatto dei social network.

Nel passaggio dalla riflessione clinica ai modelli di intervento, il prof. Lodi ha evidenziato la direzione della ricerca neuroscientifica applicata alla salute mentale dei giovani: “I progressi delle neuroscienze stanno rendendo possibile una diagnosi più precoce e interventi più mirati”, con l’obiettivo di evolvere da un approccio reattivo a uno predittivo e personalizzato.

Dal confronto di Imola sono emersi con particolare forza tre assi di lavoro: anticipare l’intercettazione dei segnali di disagio; rafforzare il raccordo tra scuola, psicologia scolastica e clinica e servizi di salute mentale territoriali per minori e per adulti; e sviluppare interventi capaci di leggere in modo integrato i fenomeni oggi centrali discussi nel corso di queste giornate.

La qualità e la concretezza dei contributi scientifici hanno restituito indicazioni operative immediatamente trasferibili alla prevenzione e alla presa in carico, consolidando il ruolo dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna nello sviluppo di modelli integrati che mettono in relazione ricerca, clinica, scuola e rete territoriale.