Mutilazioni genitali femminili: «Un problema globale che coinvolge più di 200 milioni di donne nel mondo»
Ogni anno, milioni di donne e ragazze nel mondo subiscono mutilazioni genitali femminili (MGF), una pratica che va oltre la cultura o la tradizione e che riguarda direttamente la sanità pubblica, i diritti delle donne e il lavoro quotidiano dei servizi socio-sanitari.
Giulia La Face, educatrice professionale dell’Azienda USL di Bologna, riflette su questo tema nel saggio Mutilazioni genitali femminili. Oltre il rito e la ferita. Il libro affronta il fenomeno in modo chiaro e accessibile, intrecciando analisi storiche e culturali, implicazioni sanitarie, aspetti psicologici e politiche di prevenzione.
L’approccio riflette anche l’esperienza professionale dell’autrice, maturata all’interno dei servizi, dove le conseguenze delle mutilazioni emergono spesso durante percorsi di cura ginecologica, ostetrica, psicologica ed educativa. Le complicanze delle MGF sono molteplici: problemi ginecologici e ostetrici, infezioni ricorrenti, traumi psicologici e modificazioni nella socialità delle bambine e delle donne coinvolte.
«Nei servizi sanitari le incontriamo più spesso di quanto si pensi – spiega La Face – donne che convivono con esiti fisici importanti, ma anche bambine e ragazze di prima, seconda o terza generazione che possono essere a rischio o aver già subito la pratica».
Nel suo ruolo di educatrice, Giulia La Face opera a supporto delle équipe multi professionali, contribuendo alla costruzione di percorsi di ascolto, orientamento e accompagnamento. Un lavoro che richiede competenze educative e relazionali specifiche, capacità di mediazione culturale e una conoscenza approfondita del fenomeno, per poter affrontare temi così delicati senza stigmatizzazione, ma promuovendo fiducia e consapevolezza. «Per affrontare questi temi servono strumenti, non giudizi – sottolinea l’autrice – senza un linguaggio adeguato e senza un rapporto di fiducia, spesso non si riesce nemmeno ad arrivare a parlarne».
L’autrice è coinvolta nel progetto pERsone per il Dipartimento Cure Primarie dell’Azienda USL di Bologna, dove attualmente collabora con i servizi dedicati alla popolazione immigrata, in particolare alle donne. La Face racconta di interventi complessi, che richiedono collaborazione tra servizi sanitari, sociali e scolastici, e coordinamento tra città diverse per garantire sicurezza e continuità alle donne migranti vittime di violenza o con MGF.
Mutilazioni genitali femminili. Oltre il rito e la ferita non è solo un libro di analisi, ma una riflessione sul cambiamento possibile: un cambiamento lento, che passa dal dialogo interculturale, dalla formazione degli operatori e dalla capacità di fare rete, elementi fondamentali per rispondere alla complessità dei bisogni di salute e di cura nelle nostre comunità.