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Insonnia cronica come priorità di salute pubblica, l’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche protagonista del Policy Paper presentato a Roma

Pubblicato il 15/04/2026 - Redattore Colonna Duilio
Questo l’obiettivo del documento nato su iniziativa dell’Intergruppo Parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer. Con il Ministro Orazio Schillaci, all’evento presenti il direttore scientifico Raffaele Lodi e Giuseppe Plazzi

Al Centro Studi Americani di Roma è stato presentato il Policy Paper sull’insonnia cronica, documento che punta al riconoscimento della patologia come priorità di salute pubblica. Un contributo scientifico rilevante è stato assicurato dall’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, attraverso il lavoro del prof. Giuseppe Plazzi, responsabile del Centro Narcolessia e Disturbi del Sonno dell’Istituto, presidente NAIT e componente del Comitato tecnico-scientifico del Gruppo di lavoro su "Insonnia cronica e altri disturbi del sonno" istituito all’interno dell’Intergruppo Parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer.

Ad aprire i lavori in collegamento è stato il Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha ricordato come l’insonnia cronica “per troppo tempo sia stata considerata un disturbo secondario, mentre i dati mostrano con chiarezza che si tratta di un tema di sanità pubblica che richiede una maggiore consapevolezza e un approccio più strutturato”.

Subito dopo il Ministro è intervenuto il direttore scientifico dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche, prof. Raffaele Lodi, presidente della Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione e Consulente tecnico-scientifico dell’Intergruppo.

“Il valore di questo lavoro sta nell’avere portato evidenze neuroscientifiche solide dentro un percorso istituzionale che può tradursi in strumenti concreti di prevenzione, diagnosi e presa in carico. Riconoscere l’insonnia cronica come priorità di salute pubblica significa agire precocemente su una condizione che incide su funzioni cognitive, salute mentale, rischio neurologico e sostenibilità del sistema sanitario”, ha dichiarato Lodi.

Il Policy Paper punta quindi al riconoscimento dell’insonnia cronica come patologia prioritaria di salute pubblica, alla luce di un impatto sanitario, sociale ed economico che in Italia coinvolge fino a 13,4 milioni di persone e genera costi stimati in circa 14 miliardi di euro l’anno, tra costi sanitari diretti e costi indiretti legati a perdita di produttività, ricoveri, accessi al pronto soccorso e incidenti.

Il documento analizza il peso sanitario, economico e sociale della patologia, le criticità nel percorso diagnostico-terapeutico e le barriere di accesso alle cure, formulando raccomandazioni per rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico. A oggi, infatti, si stima che solo il 40% dei pazienti riceva una diagnosi e appena il 21% un trattamento adeguato, a conferma di una condizione ancora largamente sottodiagnosticata e sottotrattata.

“L’insonnia non si esaurisce nell’incapacità di dormire, ma si esprime come una compromissione globale del funzionamento diurno, configurandosi come un disturbo della veglia che si estende ben oltre le ore notturne e incide, in ogni fase della vita, dall’età pediatrica all’anziano, in modo pervasivo sulla quotidianità”, ha sottolineato Plazzi, richiamando la necessità di un inquadramento diagnostico ampio e multidimensionale, capace di intercettare precocemente anche condizioni neurologiche, psichiatriche e internistiche correlate.

La presenza del prof. Lodi e il contributo del prof. Plazzi al Comitato tecnico-scientifico che ha redatto il Policy Paper consolidano il ruolo dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna come interlocutore nazionale di riferimento nel trasferimento delle evidenze neuroscientifiche verso le politiche pubbliche sui disturbi del sonno.