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Dalla terra bruciata alla riduzione del danno

Pubblicato il 26/01/2026 - Redattore Bondioli Giulia
L'articolo di Cristina Albertazzi, Educatrice del nostro Servizio Dipendenze Patologiche (SerDP) pubblicato su Antigene

Trent’anni nei servizi per le dipendenze tra riforme mancate, stigma, gruppi che curano e un welfare che si ritira.

 Un estratto dall'articolo:

Quando sono arrivata al “Settore tossicodipendenze della psichiatria dell’USL 27” era il 1990. Appena 12 anni prima, nel 1978, erano state emanate due leggi che hanno avuto (e hanno ancora, nonostante le revisioni) un grosso impatto nel nostro paese : la legge 833 che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale gratuito e generalista e la legge 180 che superava i manicomi dando dignità alla malattia mentale. Tra i 15 e i 12 anni prima c’era stata la legge sul divorzio e la legge sull’aborto. Queste leggi erano frutto del fermento sociale nato nel ’68 è proseguito nel ’77, movimenti che però avevano portato con sé (qualcuno dice volutamente, per far tacere la voce degli studenti) il problema dell’eroina che a partire da quegli anni è diventata endemica. Proprio nel ’90 era uscita anche una grande legge quadro sulle tossicodipendenze che istituiva il SerT, ma al momento del mio arrivo nei servizi non era ancora stata applicata.
 
Nel ‘90 solo due servizi su più di 40 in Emilia Romagna somministravano il metadone: quello di Faenza e per l’appunto quello dell’USL 27 che si occupava della zona ovest di Bologna. Ricordo che nei primi anni ‘90 veniva redatta una classifica (fatta in Regione) dei SerT più virtuosi. Il SerT di Faenza e il SerT della USL 27 di Bologna si contendevano l’ultimo posto, proprio per il fatto che utilizzavano il metadone. Se lo contendevano veramente, chi arrivava penultimo un po’ ci rimaneva male. La contrapposizione tra i servizi “virtuosi” che non usavano il farmaco e quelli “complici della dipendenza” che lo utilizzavano era fortissima. Ma ancora più forte era la contrapposizione tra servizi pubblici e comunità terapeutiche.

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