Adolescenti e smartphone. L’approfondimento di RaiUno a Bologna sull’uso e abuso di dispositivi digitali in età evolutiva con Simona Chiodo, Neuropsichiatra AUSL
Quali disturbi dei giovanissimi sono legati all'eccessivo uso dello smartphone? Che nesso c'è tra il dispositivo tecnologico e lo sviluppo della personalità? Come è avvertito il problema dalle famiglie e che regole si possono stabilire?
Viaggio nel mondo digitale abitato dagli adolescenti bolognesi, mentre anche la Spagna, dopo Australia e Francia, si orienta verso il divieto dell’uso dei social per chi ha meno di 16 anni. A parlare ragazze e ragazzi, esperti di pedagogia e neuropsichiatria, insegnanti delle scuole e genitori impegnati nei Patti Digitali.
L’approfondimento settimanale Tv7 di RaiUno, a cura di Vincenzo Guerrizio della redazione Speciali del TG1, traccia un quadro di uso precoce, spesso incontrollato e inconsapevole, ma che anche i ragazzi riconoscono in alcuni casi come inappropriato e pericoloso.
L’impatto sullo sviluppo e sulla salute dei più piccoli è ormai stato dimostrato da diversi studi scientifici. Simona Chiodo, Direttrice della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza Attività Territoriale dell’Azienda USL di Bologna racconta uno scenario che vede numeri in crescita anche nel bolognese, in cui l’uso dei dispositivi è solo uno dei fattori che influenzano l’apprendimento e lo sviluppo ma che non deve essere sottovalutato.
Non servono divieti, serve dialogo: sono gli stessi ragazzi a richiedere regole chiare. Bisogna trovare attività alternative ugualmente stimolanti, promuovere un confronto sui contenuti e un accompagnamento da parte degli adulti in grado di sviluppare spirito critico nei ragazzi, oltre a dare il buon esempio, con un uso misurato degli stessi dispositivi.
Oggi, martedì 10 febbraio 2026, si celebra il Safer Internet Day (SID), la giornata mondiale per la sicurezza in Rete, promossa dalla Commissione Europea. Al centro della riflessione di quest’anno l’intelligenza artificiale e i social network, da non considerare come nemici, ma come strumenti potenti che richiedono educazione, dialogo e una guida adulta.