18 marzo, Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid
Bologna continua a ricordare le vittime della pandemia con fiori negli ospedali e l’installazione artistica L’umanità creata collettivamente dai cittadini, dai parenti delle vittime e dalle associazioni.
Un momento di raccoglimento e di commemorazione nel Cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio si è tenuto oggi, mercoledì 18 marzo, Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid, dedicato a tutte le famiglie bolognesi che hanno vissuto un lutto durante la pandemia.
Presenti il sindaco Matteo Lepore, Anna Maria Petrini, direttrice generale Azienda USL, Chiara Gibertoni, direttrice generale IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, Laura Campanacci, IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli, Marco Gamberini, presidente Comitato di Bologna Croce Rossa Italiana, Alberto Pratelli (TARP), artista e Giovanni Beccari, Atelier del fienile insieme a rappresentanti degli ordini professionali sanitari e delle organizzazioni di volontariato promotrici delle iniziative, coordinate dal Comitato di Bologna della Croce Rossa Italiana.
“Oggi rinnoviamo il nostro impegno a non dimenticare, chi non è più con noi e allo stesso tempo chi si è speso duramente durante la pandemia come gli operatori sanitari e il mondo del volontariato” – dichiara il sindaco Matteo Lepore – “La memoria per Bologna è una responsabilità e una forza, è la volontà di non perdere di vista la dignità delle persone e la solidarietà tra noi”.
In seguito, la scopertura di una delle tele dell’opera d’arte collettiva allestita negli ospedali e da oggi anche all’interno di Palazzo d’Accursio. Davanti a tutte le opere in questi giorni sono stati deposti fiori da parte di cittadini e operatori sanitari in memoria delle vittime.
L’opera d’arte di memoria collettiva, dal titolo “L’umanità” e firmata da TARP e l’Atelier del Fienile, nasce a partire dallo striscione di 120 metri, composto da lenzuoli ospedalieri cuciti insieme, realizzato dai bolognesi in piazza Maggiore il 18 marzo 2025. Su questa lunga tela sono stati scritti a mano i nomi e l’anno di nascita delle 4.488 persone decedute a causa del Covid-19, sullo sfondo di volti umani stilizzati per ricordare ogni persona scomparsa e mantenere viva la memoria dell’impatto sociale che ha avuto un evento epocale come la pandemia.
Ogni allestimento è stato studiato e personalizzato dall'artista, associando in continuità con il lenzuolo una pittura muraria diversa, che raffigura scene di bambini che giocano e interagiscono con i volti delle vittime, a rappresentare una nuova umanità, resa più forte dall’esperienza vissuta durante la pandemia.
Le opere sono visitabili a Bologna presso l’atrio dell’ospedale Maggiore, al Padiglione 5 del Policlinico Sant’Orsola, al Centro Ricerca Codivilla-Putti dell’Istituto Ortopedico Rizzoli e al Padiglione Tinozzi dell’ospedale Bellaria, mentre in provincia presso l’ospedale di Bazzano, Bentivoglio, Budrio, Loiano, San Giovanni in Persiceto, Porretta Terme e Vergato.