Azienda USL di Bologna: ferma condanna per l’aggressione all’operatrice sanitaria del Maggiore
L’Azienda USL di Bologna esprime ferma condanna per l’aggressione subita domenica da un’operatrice sociosanitaria in servizio nell’area rossa del Pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore e manifesta alla lavoratrice la propria vicinanza e solidarietà.
Anche in questa occasione è stato attivato il Pulsante Rosso, con collegamento diretto con la Questura, e le Forze dell’Ordine sono intervenute tempestivamente, procedendo alla reclusione dell’aggressore.
L’episodio conferma come la situazione non sia tollerabile. L’Azienda ha da tempo messo in campo diverse misure per aumentare la sicurezza degli operatori, tra cui il Pulsante Rosso in collegamento diretto con la Questura e la presenza di guardie giurate 24 ore su 24 nei presidi ospedalieri. Sono strumenti importanti, ma evidentemente non sufficienti a prevenire tutti gli episodi e rendono necessario continuare a rafforzare le azioni di prevenzione e tutela.
Per questo l’Azienda USL di Bologna conferma anche in questo caso la propria intenzione di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale nei confronti dell’aggressore. All’operatrice saranno inoltre garantiti il sostegno psicologico e l’assistenza legale da parte dell’Azienda, per accompagnarla nell’affrontare le conseguenze dell’episodio.
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