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I Dipartimenti di produzione territoriale

Data di pubblicazione: 14/03/2008 11:55

L'attenzione al territorio e i dipartimenti territoriali

Ultimo aggiornamento : 12/12/2016

L’impegno degli ultimi anni, a livello territoriale, ha interessato la riqualificazione dell’assistenza sanitaria e l’integrazione con l’ambito sociale, attraverso:

  • lo sviluppo delle cure primarie, con l’avvio dei Nuclei (41) e la sperimentazione in ogni distretto di una esperienza pilota di carattere avanzato, basata sul modello della presa in carico di équipe, l’ampliamento del portafoglio assistenziale e l’introduzione della figura dell’infermiere di famiglia;
  • la definizione e l’avvio del programma per uniformare e riconvertire l’offerta residenziale per anziani. Un programma che, facendo leva anche su un significativo incremento dei posti letto disponibili, tende a facilitare l’accesso degli anziani nelle strutture attraverso la riorganizzazione delle attuali RSA e delle strutture protette verso modelli di carattere polifunzionale all’interno dello stesso presidio.

Punto di forza la realizzazione di strumenti e regole per il governo dell’accesso alle strutture e di facilitazione dei processi di integrazione tra ospedale e territorio; l’avvio di una serie di progettualità a sostegno della integrazione dell’assistenza territoriale, tra le quali si ritiene utile ricordare:

  • il Progetto Bosco-Bologna Scompenso (attivo presso il Distretto di San Lazzaro di Savena); il Progetto TAO (terapia anticoagulante orale), con l’estensione della rete alle diverse strutture aziendali che gestiscono i pazienti specifici e con messa in rete dei prescrittori; il Progetto Sindrome metabolica, che ha coinvolto i cittadini del Distretto di San Lazzaro di Savena con l'obiettivo di conoscere la frequenza della sindrome metabolica e identificarne i fattori di rischio;
  • l’avvio delle azioni connesse alla gestione del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza (FRNA) e per la contestuale istituzione delle Aziende per i Servizi alla Persona (ASP), alle quali è affidato anche lo sviluppo dell’assistenza domiciliare integrata, che presenta significative opportunità di produzione congiunta con la più tradizionale assistenza in ambito residenziale.

Sul tema della tutela dei soggetti fragili e sull’integrazione sociosanitaria si è proceduto, con il coinvolgimento degli Uffici di Piano, all’omogeneizzazione dei percorsi di accesso ai servizi sociosanitari a livello aziendale, con particolare riferimento alla definizione e applicazione dei criteri e dei percorsi per la corresponsione del Contributo aggiuntivo per la regolarizzazione delle assistenti familiari, e del Regolamento Aziendale Unico per la Gestione dei Posti.

Nell’ambito dei processi di integrazione ospedale territorio, con riferimento alla tutela dei soggetti fragili, riveste particolare rilievo la costituzione di un’unica Centrale Metropolitana per le Post-Acuzie (CeMPA), coordinata dal Distretto di Bologna, per l’invio dei pazienti ricoverati negli ospedali AUSL, area città di Bologna, e AOU in lungodegenza e RSA. Al contempo è stato anche realizzato il collegamento tra CeMPA e la Centrale di Continuità Ospedale Territorio (CCOT) del Distretto di Bologna, per la presa in carico precoce dei pazienti e l’invio in lungodegenza e RSA, in maniera da evitare le proroghe di permanenza in struttura.

L’Azienda USL di Bologna ha istituito tre dipartimenti territoriali:
  • delle Cure Primarie
  • Salute Mentale - Dipendenze Patologiche
  • Sanità Pubblica

 

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