Vigilanza, profili cognitivi e correlati di RM multimodale nelle ipersonnie centrali con e senza deficit di orexina
Data di inizio: 20/07/2026
Data di fine: 19/07/2028
Costo complessivo: € 25.000,00
5x1000 (redditi anno 2024): € 1.459,06
Co-finanziamento: € 23.540,94 (fonte di co-finanziamento: fondi Clinica Neurologica)
Le ipersonnie di origine centrale (CDH) - narcolessia di tipo 1 (NT1), narcolessia di tipo 2 (NT2) e ipersonnia idiopatica (IH) -sono caratterizzate da eccessiva sonnolenza diurna e si distinguono per la presenza (NT1) o assenza (NT2/IH) di deficit di orexina. Oltre alla sonnolenza, i pazienti lamentano frequentemente difficoltà cognitive e “brain fog”, con deficit prevalentemente attentivi ed esecutivi. Le basi neurobiologiche di tali sintomi restano poco definite.
Studi di RM encefalo hanno mostrato assottigliamento corticale e alterazioni di connettività in NT1, senza chiara correlazione clinica. In NT2 e IH le evidenze di neuroimaging in letteratura sono scarse. Dati preliminari del nostro gruppo documentano, in NT1, una riduzione volumetrica ipotalamica, aumento della suscettibilità paramagnetica compatibile con processi iron-related, e alterazioni della connettività strutturale tra ipotalamo, talamo e corteccia frontale - suggerendo una disorganizzazione microstrutturale dei network dell'arousal estesa oltre il pathway orexinergico, e potenzialmente rilevante per i sintomi cognitivi.
Il progetto si propone di caratterizzare, comparando NT1, NT2/IH e soggetti con sonnolenza soggettiva senza CDH, il profilo cognitivo e di vigilanza (Aim 1), le alterazioni strutturali e microstrutturali dei circuiti ipotalamo-talamo-corticali tramite RM multimodale (Aim 2), e le relazioni tra biomarker di neuroimaging, funzioni cognitive e severità di sonnolenza (Aim 3).
Saranno reclutati 60 pazienti adulti (20 per gruppo) al momento del ricovero diagnostico presso il Centro Narcolessia IRCCS ISNB, sottoposti a valutazione neurofisiologica completa (PSG/MSLT/MWT, dosaggio orexina liquorale), batteria di test di vigilanza, attentivi, mnesici ed esecutivi, e studio RM 3T comprendente volumetria corticale e sottocorticale, DWI, trattografia e QSM/χ-separation per distinguere i depositi di ferro dal danno mielinico.
Sul piano traslazionale, la definizione di biomarker cognitivi e di neuroimaging specifici per ciascuna CDH potrebbe migliorare la fenotipizzazione differenziale, la comprensione dei substrati anatomo-funzionali della compromissione della vigilanza e dei sintomi cognitivi, e fornire endpoint sensibili - prospettiva di crescente rilevanza alla luce dei recenti effetti migliorativi di farmaci orexino-agonisti in NT1. La coorte costituirà inoltre una piattaforma per studi longitudinali sull'evoluzione dei biomarcatori nel corso del trattamento.