Disturbi del movimento nelle encefaliti autoimmuni pediatriche: biomarcatori infiammatori e immunogenetici di severità e risposta all’immunoterapia
Data di inizio: 01/08/2026
Data di fine: 31/07/2027
Costo complessivo: € 25.000
5x1000 (redditi anno 2024): € 25.000
Le encefaliti autoimmuni pediatriche sono patologie neuroinfiammatorie eterogenee caratterizzate da da una risposta immunitaria anomala contro il sistema nervoso centrale. Possono manifestarsi con alterazione dello stato mentale, crisi epilettiche, sintomi psichiatrici e disturbi del movimento, quali corea, distonia, stereotipie e discinesie oro-facciali. I disturbi del movimento, in particolare nelle encefaliti anti-NMDAR, nell’encefalite autoimmune post-erpetica e nelle forme associate ad anticorpi anti-MOG, costituiscono una manifestazione frequente e disabilitante; tuttavia, i meccanismi che ne determinano severità, persistenza e risposta all’immunoterapia restano parzialmente definiti.
Evidenze recenti indicano che, oltre alla risposta anticorpale adattativa, l’attivazione dell’immunità innata, delle vie dell’interferone e di pathway infiammatori intracellulari possa contribuire alla neuroinfiammazione persistente e al danno neuronale. Varianti genetiche coinvolte nella regolazione immunitaria e nella risposta farmacologica potrebbero inoltre contribuire all’eterogeneità clinica e terapeutica. Parallelamente, alcune patologie neurogenetiche possono presentarsi con esordio acuto-subacuto di disturbi del movimento in seguito a trigger infettivi o febbrili, mimando quindi quadri immunomediati e rendendo complesso il corretto inquadramento diagnostico.
Il presente studio osservazionale retrospettivo-prospettico si propone di caratterizzare biomarcatori periferici di immunità innata, infiammazione, risposta interferonica e apoptosi in pazienti pediatrici con encefalite autoimmune e disturbi del movimento, valutandone l’associazione con fenotipo motorio, severità clinica, persistenza dei sintomi e risposta all’immunoterapia. In sottogruppi selezionati saranno analizzati polimorfismi immunoregolatori e farmacogenetici, tra cui CTLA4 e FCGR3A. Infine, nei casi sieronegativi o con decorso atipico saranno ricercate possibili diagnosi neurogenetiche alternative mediante NGS.
L’obiettivo principale è identificare biomarcatori infiammatori e immunogenetici associati a maggiore severità o persistenza dei disturbi del movimento. I risultati potranno migliorare la stratificazione precoce del rischio, orientare il follow-up e l’intensità dell’immunoterapia e favorire approcci personalizzati nelle encefaliti autoimmuni pediatriche.