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Dalla prevenzione ai meccanismi eziopatogenetici e fisiopatologici della demenza: un cambiamento di paradigma nel continuum biologico del declino cognitivo

Pubblicato il 03/04/2026
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    • Corrado Zenesini – IRCSS Istituto Scienze Neurologiche di Bologna
    • Francesco Nonino – IRCSS Istituto Scienze Neurologiche di Bologna
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La Commissione Lancet segnala 12 fattori di rischio modificabili per la demenza: bassa istruzione, ipertensione, problemi di udito, fumo, obesità di mezza età, depressione, inattività fisica, diabete, isolamento sociale, consumo eccessivo di alcol, trauma cranico e inquinamento atmosferico che rappresentano circa il 40% dei casi in tutto il mondo.

Lo studio PREV-ITA-DEM propone un cambio di paradigma cercando di identificare nuovi meccanismi neurodegenerativi nella relazione tra fattori di rischio e invecchiamento cerebrale. L'ipotesi di questo studio è che i fattori di rischio modificabili dell'insorgenza della demenza agiscano innanzitutto sugli elementi biologici associati all'invecchiamento come la microglia e la disfunzione dei mitocondri.

Al progetto l'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche ha contribuito in modo sostanziale.