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Un gioco da ragazze

Data di pubblicazione: 25/02/2013 10:43

2008 regia di Matteo Rovere

Ultimo aggiornamento : 23/09/2014

Elena, Michela e Alice sono tre ragazze della provincia toscana, tutte e tre di ottima famiglia, belle e senza freni. Padrone delle notti in discoteca e tiranne nella loro scuola, sono capeggiate da Elena, la più intelligente e freddamente manipolatrice delle tre, sempre pronta a prendere di mira le ragazze meno fortunate.
Il dominio di queste tre “bad girls” viene messo in discussione dall’arrivo di un nuovo professore di italiano: Mario Landi, giovane, idealista e sempre pronto a credere di potere trarre il meglio dai suoi studenti, anche da quelli più difficili.
Il suo altruismo, connotato da ingenuità, lo porterà però a diventare l’inconsapevole protagonista di uno spietato gioco organizzato da Elena, che avrà un tragico epilogo.


Superiori - Inseganti: Film nel suo complesso estremo. Sono affrontati i temi della relazione tra le amiche e dell’influenza del leader negativo nel gruppo.
Un altro tema affrontato, attraverso il personaggio di Elena, è quello della sfiducia nelle relazioni e nei sentimenti che porta alla distruzione di ogni legame affettivo, delle persone che stanno vicino e di se stessi. Questo tema può essere sviluppato vedendo anche Keith, Cruel intentions, Thirteen e Melissa P.
Infine c’è il tema della relazione insegnante/educatore–studente. Rispetto ad altri film analoghi (Es. L’attimo fuggente, Freedom writers), il finale è tragico: la vicinanza del professor Landi agli studenti e il suo tentativo di comprenderli sono eccessivi, fino a diventare autodistruttivi.

 

Proposte di discussione

Bullismo al femminile, il ruolo del leader negativo

  • 9.40-10.47

“Non commettere atti impuri”
“A meno che tu non ne abbia voglia”
“Ma siete matte?”
Elena, Michela e Alice urlano i loro desideri sul belvedere della città: diventare ricca come Kate Moss, scopare l’intera squadra di basket, fare tutto quel che gli pare.


Superiori: Elena comincia a urlare e le altre la seguono, pur con qualche resistenza. I desideri sono privati di qualunque affettività e diventano esclusivamente bisogni di potere. Riflessioni sul ruolo di Elena, sui motivi che portano le atre a comportarsi come lei. Riflessioni sul fascino espresso dal potere. 

  • 19.05-20.10

In bagno Elena e le sue amiche prendono di mira Martina, una compagna di classe un po’ emarginata, facendo finta di invitarla a una festa e poi prendendola in giro: “Sfigata!”

33.25-37.10
Martina denuncia al preside Elena e le amiche perché si fanno delle canne a scuola.
Elena, per vendicarsi, aspetta che Martina sia da sola nello spogliatoio della palestra e poi  la umilia fisicamente in modo molto pesante.


20.09-20.40
Una delle amiche di Elena dice che secondo lei il professor Landi non è poi così sfigato ed Elena la fulmina con lo sguardo, facendole ritrattare quello che ha detto.

24.30-25.22

Alla festa arriva il ragazzo con cui una delle amiche di Elena ha un appuntamento. “Mi tremano le gambe”
Elena: “Se stasera non te lo scopi, dopo tutto quello che ho fatto per te, sei una stronza ingrata”
Ma l’amica è in imbarazzo e non è convinta.
Elena le dice di lasciarsi andare e le dà due pasticche.

30.31- 31.36
Olivia, una compagna di scuola di Elena, ha dato una festa a casa sua e cerca conforto in Elena per il grande casino che hanno fatto. Elena però le risponde: “Mi hai rotto i coglioni, ok? Fai quello che ti pare, ma non angosciare me!”
“Ma che ti prende?”
Elena non risponde, ma tocca la pancia a Olivia con un sorriso cattivo: “Ti sei ingozzata stasera, eh? Si vede da morire!”.
Olivia, umiliata, va in bagno a vomitare.


Medie - Superiori: Riflessioni sul bullismo, in questo caso al femminile. Riflessioni sul “potere” del leader del gruppo: perché ci si uniforma al leader, rinunciando anche al proprio senso critico? Cos’è che dà tanto potere a un bullo? Perché fa così tanta paura?
Riflessioni sulle “prove” che il leader di un gruppo chiede per garantire l’appartenenza. Perché un leader chiede delle prove? Perché di solito si tratta di prove “negative”?

La caduta dell'ideale genitoriale

  • 10.50-12.16

Il professor Landi, appena entrato in aula, legge un brano di Philp Roth su suo padre. Philp Roth parla del suo desiderio omicida nei confronti del padre, del suo fastidio nei suoi confronti. La critica è molto aspra e dura.

Genitori - Inseganti: Il processo di de-idealizzazione dei genitori, che avviene in adolescenza, è descritto in modo molto crudo: Philp Roth parla sia del fastidio fisico che del fastidio intellettuale che prova nei confronti di suo padre. È evidente la rabbia che l’autore prova per la delusione suscitata dalla de-idealizzazione del genitore. Molto forte ma mediato dalla letteratura.
Si può anche riflettere sulle intenzioni del professor Landi, sul perché usa proprio un brano così duro contro gli adulti. Quale tipo di vicinanza cerca? Perché?

Il ruolo della madre e del padre nell'educazione

  • 14.00-14.41

Elena mangia uno yogurt e in cucina ci sono anche la mamma e il papà.
“Non penserai di mangiare solo quello”
“No, hai ragione, mi faccio anche 3 cheeseburger e magari anche un paio di gelati”
Elena esce con lo yogurt e la mamma chiede al marito: “Possibile che tu non le dica mai nulla?”


Genitori: il ruolo del padre e della madre nella relazione con gli adolescenti.

 

I limiti della relazione inseganti-studenti

  • 17.38-19.04

Il professor Landi fa leggere a Elena il suo tema in classe: “Era rimasto con la testa agli anni ’70 quando professori e studenti facevano la rivoluzione insieme, non sa che noi e lui siamo sui due lati opposti della barricata. A noi non piacciono le sue idee che puzzano di vecchio, non ci piacciono i suoi modi viscidi, non ci piacciono i suoi modi noiosi, non ci piacciono i suoi vestiti da mercatino delle pulci. Crede di esserci simpatico, poveretto! Non sa che quando ridiamo, noi non ridiamo con lui, noi ridiamo di lui.”
Si riferisce al professore stesso, che per tutta risposta le ha dato otto nel tema.
Alle proteste dei ragazzi, Landi spiega che quello che vuole da loro è che si esprimano liberamente, che raccontino qualcosa di sé.


Professori - Educatori: Quali sono le motivazioni del professor Landi? Cosa vuole ottenere? Perché?

Le difficoltà nell'uso del preservativo

  • 26.16-28.40

L’amica di Elena è sul letto con il ragazzo che le piace. Cominciano a baciarsi e lei a un certo punto dice che non sa se ha voglia di farlo, ma lui insiste: “Dai che ne hai voglia anche tu”. Il ragazzo prende un preservativo, cerca di metterlo ma non ci riesce e lo butta via.

29.13-29.19
Si tratta della continuazione della scena precedente: il rapporto va avanti senza la minima partecipazione della ragazza.

Superiori: Importante scena per parlare delle difficoltà nell’usare il preservativo e nell’assumersi la responsabilità da parte delle ragazze di fare usare il preservativo ai ragazzi.
Scena importante anche per riflettere su cosa succede tra i due ragazzi, sul perché non solo la ragazza non riesce a impedire che avvenga un rapporto, ma nemmeno si difende da malattie o gravidanza.

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