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Sister

Data di pubblicazione: 29/12/2016 13:47

2012, regia di Ursula Meier

Ultimo aggiornamento : 29/12/2016

Il dodicenne Simon e sua sorella Louise vivono in Svizzera nelle case popolari del cantone Vallese, sulle Alpi. Simon mantiene entrambi rubando l'attrezzatura sportiva ai ricchi sciatori in vacanza per poi rivenderla.

Simon sembra così riuscire a legare a sé la sorella inaffidabile e sempre pronta a trascurarlo per l'uomo di turno da cui si fa maltrattare, ma proprio davanti a uno di questi il bambino farà la rivelazione capace di sconvolgere ulteriormente il debole equilibrio familiare e di spezzare la trama del film in due. Si scopre infatti che Louise è in realtà la madre del ragazzino e che tutta la sua insofferenza nell'essere madre non viene celata a Simon, costretto ad accontentarsi di un amore fraterno da parte di una mamma che si fa chiamare "sister" e si comporta come fosse sua figlia, discontinua, dalla presenza vaga e a volte crudele e ricattatoria.

Simon non ha molto interesse per il mondo là fuori e come molti bambini abbandonati e soli vede il mondo come qualcosa di estraneo e da usare in modo cinico e duro. L’unica cosa che conta è la determinazione con cui trascina la sua pesante slitta di sci rubati e la durezza con cui contratta con gente che ha 10, 20 anni più di lui. Ma lui è più disperato degli altri e così a volte è più duro e lucido. E li corrompe, oppure estrae dagli altri l’aspetto meschino e volgare che immagina e che conosce per sfruttarlo a suo vantaggio.

Anche con la sorella Simon non ha scrupoli, la vuole vicina, la vuole viva, ma la vuole come vuole lui, tutta per sè. E caccia via come può tutti gli uomini che si avvicinano. Le offre soldi se lei è arrabbiata con lui e non vuole averlo vicino e consolarlo. Simon e Louise sono due personaggi tragici che vivono un mondo ai confini della strada, desolato e solitario, dove non c’è speranza di riscatto.

Quando litigano, Simon per un momento si lascia andare a lacrime di bambino, da solo, nella stazione sciistica chiusa per fine stagione: è solo nella notte della montagna e piange. Ma poi arriva il mattino: forse quel mattino porta la fine della vecchia vita e la speranza che l’amore reciproco diventi maturo e porti la salvezza, come promette lo sguardo che i due, cercandosi, si scambiano dalle cabine della funivia che vanno in direzioni opposte nella scena finale.

 

 

Questo film parla in modo poetico della durezza dei bambini abbandonati e soli. Al di là di ogni pietismo, Sister indica con forza agli adulti che avranno a che fare con ragazzi come Simon, le difficoltà che incontreranno quando dovranno scontrarsi con una forza umana e di sopravvivenza così allenata a regole che gli altri -gli umani privilegiati- neanche immaginano.

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