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Mustang

Data di pubblicazione: 29/12/2016 14:22

2015, regia di Denize Gamze Ergüven

Ultimo aggiornamento : 29/12/2016

In un remoto villaggio turco cinque sorelle scatenano uno scandalo dopo aver giocato con dei ragazzini all’uscita di scuola. La reazione della nonna e dello zio è inaspettata e crudele. La casa in cui vivono si trasforma sempre di più in una prigione. Alle ragazze è vietato uscire e la prigionia domestica diviene una sorta di “fabbrica delle mogli” per preparare le ragazze ai tradizionali matrimoni combinati. Sonay, Selma, Ece, Nur e Lale non hanno, però, intenzione di cedere a questo castigo e faranno di tutto per riprendersi la loro libertà.

Rimaste orfane dieci anni prima, cresciute dalla nonna e controllate dall’irascibile e severo zio Erol, le ragazze vivono la spensieratezza della loro età, con giocosa innocenza e prive di malizia ma l’oscenità è nell’occhio di chi guarda e l’ingenua leggerezza della loro adolescenza è considerata inopportuna e indecente, tanto da venire assurdamente soffocata da una vera e propria prigionia domestica.
L’uomo di casa, con il consenso delle parenti anziane, proibisce a Sonay, Selma, Ece, Nur e Lale di uscire. Quest’ultima è la più piccola e la più ribelle, la prima a manifestare con veemenza il suo rifiuto a questa ingiusta punizione che assumerà, via via, i contorni di una vera e propria condanna. Si inizia dal sequestro di tutti quegli oggetti dalla potenzialità “peccaminosa” – non solo telefono e computer ma anche il trucco e i monili – per arrivare al cambio degli abiti, tristi e informi, la cui unica funzione è quella di coprire il corpo senza lasciarne intuire il contenuto.

Nella repressione di ogni forma di femminilità manifesta la famiglia e il villaggio vedono realizzata l’immagine della virtù, il simbolo puro di una donna che sarà degna di un marito al quale spetta, di diritto, il possesso di un angelo (muto) del focolare. Nonostante la reclusione alla quale sono sottoposte, le cinque ragazze non rinunciano a sperare di valicare, finalmente, i confini di quella casa-galera. Ancora non del tutto consapevoli del futuro che le attende si accontentano di sognare tra le pareti di una stanza, immaginare una piscina tuffandosi nel letto, raccogliere conchiglie tra le lenzuola, travestirsi “da grandi” e ricreare, nel loro spazio, un mondo di fantasia che renda più tollerabile quello reale.

 

Tuttavia il solo fantasticare, a quell’età, non basta e l’incoscienza dei loro anni le renderà più ardite fino a spingersi alle fughe notturne, alle rischiose “evasioni” durante le quali scopriranno, non solo il pericolo dell’inganno, ma anche i turbamenti e le inquietudini della crescita. La loro ribellione cresce di pari passo con l’ergersi delle barriere della casa: più forti si fanno le proteste, più alte diventano le recinzioni. Né i cancelli, né le sbarre saranno sufficienti, però, a contenere le reazioni delle giovani che, ciascuna a loro modo, andrà incontro al proprio destino, chi arrendendosi alla coercizione familiare, chi combattendola fino alla decisione più estrema.

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