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FAQ per strutture socio-sanitarie anziani e disabili

Data di pubblicazione: 10/07/2020 17:37

Domande e risposte elaborate dal servizio Prevenzione Rischio Infettivo nelle Strutture Sanitarie e Socio Sanitarie Territoriali in collaborazione con il servizio Prevenzione e Protezione Aziendale, sulla base dei principali quesiti posti durante gli eventi formativi realizzati nel periodo aprile-giugno 2020. Le informazioni hanno la finalità di fornire indicazioni di carattere generale e di orientamento in relazione alla normativa e agli atti di indirizzo nazionali, regionali e aziendali vigenti.

Mezzi di trasporto

Come posso essere sicuro nell’utilizzo di un’auto aziendale o di un mezzo di trasporto?

Segui queste semplici regole:

  • prima e dopo aver guidato o essere stati dentro un autoveicolo lavarsi o igienizzarsi le mani e non toccarsi occhi, naso e bocca con mani non lavate
  • all'interno del veicolo mantenere la distanza di sicurezza di almeno 1 metro (es. in un auto il passeggero deve sedersi sul sedile posteriore destro) e, se possibile, tenere aperto il finestrino
  • pulire tutte le superfici che possono essere state toccate da altre persone con un preparato a base di alcol: volante, leva del cambio, freno a mano, bocchette dell’aria, cinture di sicurezza, indicatori di direzione, interruttori per tergicristalli e luci, specchietto retrovisore interno, leva per regolare lo specchietto retrovisore esterno, chiavi, maniglie.
Per maggior sicurezza posso usare i guanti e la mascherina?

L’utilizzo delle mascherine non è necessario se si viaggia da soli, ma lo diventa se si è insieme a persone che non convivono nella stessa abitazione o che hanno sintomi respiratori.

L’uso dei guanti non è raccomandato perché non sostituisce la corretta igiene delle mani.

 
Quanti operatori e utenti possono essere trasportati su di un mezzo di trasporto?

Il numero di persone che posso essere trasportate dipende da quanti posti sono occupabili in relazione alle regole del distanziamento sopra indicate.

 
Gli utenti devono avere tutti la mascherina o è sufficiente mantenere 1 metro di distanza sul mezzo?

Quando si viaggia con altre persone che non siano dello stesso nucleo familiare si deve indossare la mascherina.

Durante l'assistenza

Per assistere un utente COVID-19 positivo sono necessari due operatori?

Non vi sono indicazioni stringenti in tal senso: l’effettuazione di manovre a uno o più operatori dipende dalla natura dell’intervento da effettuare, dal grado di collaborazione dell’utente e dalla propria organizzazione del lavoro e delle attività. 

 
Per effettuare alcune manovre sull’utente (es. igiene) la distanza di sicurezza non può essere mantenuta. Quali precauzioni adottare in questo caso?

Vanno indossati indumenti barriera e dispositivi di protezione individuale allo scopo di prevenire l’esposizione dell’operatore a materiale biologico dell’utente. Il tipo di indumenti barriera da utilizzare dipende dalla manovra assistenziale da svolgere e, conseguentemente, dal tipo di esposizione occupazionale (ad es. indumento impermeabile/idrorepellente in corso di igiene del paziente o in caso di previste contaminazioni da fluidi). 

Come mantenere il distanziamento con gli utenti che hanno problemi comportamentali o anziani con malattia di Alzheimer o wandering?

Il distanziamento sociale viene indicato come misura basilare tutte le volte in cui è possibile attuarlo. Nelle situazioni con ospiti non completamente collaboranti, occorrerà mettere in atto  iniziative e misure di protezioni specifiche anche avvalendosi di strumenti di comunicazione aumentativa e alternativa adeguate all'utente. 

A questo proposito, si suggerisce la consultazione del rapporto ISS COVID-19 n. 8/2020  “Indicazioni ad interim per un appropriato sostegno delle persone nello spettro autistico e/o con disabilità intellettiva nell'attuale scenario emergenziale SARS-CoV-2. Versione del 30 aprile 2020”.  

 
Per ospiti con scialorrea continua, stereotipie per le quali si portano le mani in bocca, o nelle parti intime o sugli oggetti, che non controllano tosse e starnuti, quali DPI sono indicati?

Se le condizioni lo consentono e se bene tollerata, si può fare indossare una mascherina e far effettuare un frequente lavaggio delle mani e disinfezione delle superfici attorno all'ospite e frequentemente toccate.

 
Agli utenti COVID-19 positivi devono essere garantiti pasti monoporzione?

Non vi sono indicazioni cogenti in tal senso: vige la regola generale relativa alla corretta manipolazione e somministrazione degli alimenti. Per quanto riguarda invece la gestione delle stoviglie, se non monouso dovranno essere accuratamente lavate in lavastoviglie ad alta temperatura (60°C) con normale detersivo come indicato nel Rapporto ISS COVID-19 n. 4/2020 “ Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 in strutture residenziali sociosanitarie”.

 
Gli operatori domiciliari o di altre strutture devono essere informati della positività dell’utente da assistere?

Sì, devono essere informati dalle competenti autorità sanitarie anche nel caso di positività sospetta. In questa ultima evenienza, fino a nuove disposizioni, l’assistito dovrà essere trattato come un caso accertato.

Se gli operatori al domicilio assistono un utente positivo, devono informare anche gli altri utenti di questa situazione?

No, tale informazione non deve essere divulgata a tutela della privacy dell’interessato.

 

Strutture semi-residenziali (centri diurni)

Per i centri diurni che sono all'interno delle Case Residenze Anziani e Disabili, sono previste particolari restrizioni?

Sì, le linee di indirizzo regionali indicano che i centri diurni non possono condividere accessi, attrezzature, spazi e personale con le strutture residenziali (allegato B della Delibera di Giunta Regionale Emilia Romagna n. 526 del 18.05.2020 e Decreto del Presidente della Giunta Regionale Emilia Romagna n. 113 del 17.06.2020).

 
Con quale frequenza devono essere sanificati gli ambienti del Centro Diurno, considerando l’accesso scaglionato di più gruppi nell'arco della giornata?

È buona norma sanificare gli ambienti ad ogni cambio turno, ossia tra un gruppo e l’altro.

 
Come viene definita la capienza di persone nei Centri Diurni?

I documenti regionali che regolamentano tale aspetto sono due:

  • la Delibera di Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 526 del 18.05.2020 (allegato B) fornisce indicazioni circa la suddivisione degli utenti in piccoli gruppi stabili (massimo 5 utenti) che frequentano il Centro Diurno Disabili in turni giornalieri e/o giornate alternate. Inoltre, qualora le condizioni della struttura lo permettano, la norma consente la compresenza di più gruppi purché in locali separati e con servizi igienici dedicati.
  • Il Decreto del Presidente della Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 113 del 17.06.2020 fornisce le medesime indicazioni per quanto concerne i Centri Diurni Anziani, con l’unica eccezione di elevare a 7 il numero di utenti che possono far parte dei piccoli gruppi stabili.
 
Verranno ridotte le presenze degli anziani con la malattia di Alzheimer più gravi?

Nelle norme di riferimento non ci sono indicazioni specifiche. In linea generale, si sottolinea che il Decreto del Presidente della Giunta Regionale Emilia Romagna n. 113 del 17.06.2020 indica la necessità di rimodulare l’attività  dei Centri Diurni con specifico riferimento alle capacità/bisogni dell’utente e alla necessità di garantire il contenimento del rischio da COVID-19.

 
Ipotizzando che il rischio infettivo maggiore nei Centri Diurni possa essere determinato dalla trasmissione da ospite a ospite, su cosa è meglio agire? Inserire come attività fisica il lavaggio ricorrente delle mani?

Il coinvolgimento attivo degli ospiti è un’ottima idea sia per l’igiene mani sia per ogni altra attività che consenta il mantenimento delle misure di controllo, come: distanziamento, uso di mascherina, attività in piccoli gruppi, ecc.

 
Per i nuovi ingressi nei Centri Diurni, quale prassi si utilizza?

La Delibera di Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 526 del 18.05.2020 per i Centri Diurni Disabili e il Decreto del Presidente della Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 113 del 17.06.2020 per i Centri Diurni Anziani, precisano che "al fine di garantire il distanziamento, la riprogrammazione del servizio deve tenere in considerazione il numero complessivo degli utenti, le dimensioni del centro, l'articolazione degli spazi interni ed esterni, il livello di autonomia degli ospiti e la loro capacità di rispettare i comportamenti per contenere il rischio di contagio (distanziamento, igiene delle mani, uso delle mascherine). Tenendo conto di tali condizioni, che possono variare nei diversi servizi, l'Ente gestore definisce in co-progettazione con la Committenza pubblica e propone agli utenti/famiglie una rimodulazione delle attività del centro …".

 
La stabilità dei gruppi e in generale la rimodulazione delle attività fino a quando devono essere mantenute? E quando potranno rientrare gli altri utenti che hanno preferito per ora stare a casa?

La Delibera di Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 526 del 18.05.2020 per i Centri Diurni Disabili e il Decreto del Presidente della Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 113 del 17.06.2020 per i Centri Diurni Anziani, riportano testualmente: "la rimodulazione sarà sottoposta a monitoraggio e adeguamento continuo, fino al ripristino completo delle attività ordinarie sulla  base delle indicazioni nazionali e regionali in merito alla gestione dell’emergenza sanitaria".

 
Agli utenti dovrà essere rilevata la temperatura prima dell’accesso nelle strutture diurne?

Sì, al momento del trasporto, se non autonomo, e al momento dell’ingresso in struttura, come pure si dovrà procedere a rilevazione di sintomi e intervista su possibili contatti pregressi, come indicato nelle norme di riferimento: Delibera di Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 526 del 18.05.2020 (allegato B) e Decreto del Presidente della Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 113 del 17.06.2020 (vedi allegato – Check list valutazione ospite).

 
E’da ritenersi necessario che all’ingresso gli ospiti provvedano al cambio delle scarpe, a indossare copri calzari oppure a una igienizzazione delle scarpe con le quali arrivano?

No, non è necessario in quanto il trasferimento interno alla struttura del virus attraverso la suola delle scarpe, a meno che l’ospite non venga da un’area COVID-19 positiva, è improbabile in questa fase.

 

Riammissioni e nuovi ingressi di ospiti nelle strutture residenziali

Nelle strutture residenziali, come ci si deve comportare per quanto concerne i nuovi ingressi programmati e i reingressi da ricovero in ospedale?

Il Decreto del Presidente della Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 113 del 17.06.2020, fornisce indicazioni specifiche di seguito testualmente riportate:

  • Nel caso di reingresso da ricovero in ospedale, l’ospite deve essere stato sottoposto a tampone prima della dimissione (per ricoveri di durata superiore a 48-72 ore) in modo da disporre del referto prima dell’accesso in struttura residenziale. Se il ricovero è avvenuto per malattia COVID-19, prima del rientro in struttura devono essere fatti due tamponi a distanza di 24 ore con esito negativo.
  • Per i nuovi ingressi programmati, va garantita l’esecuzione del tampone prima dell’accesso in struttura, come già richiamato nelle misure generali.
  • In caso di stato COVID non noto (assenza di criteri clinici e di criteri epidemiologici compatibili con COVID), acquisito l’esito negativo del tampone effettuato prima dell’ingresso, come da misure generali, occorre procedere direttamente a isolamento precauzionale e rivalutazione in base a esito del tampone; se il tampone è negativo, l’isolamento prosegue per un totale di 14 giorni al termine del quale andrà eseguito un nuovo tampone.
  • In caso di stato COVID confermato (caso in corso) è necessario il rinvio dell’accesso fino a conferma di negativizzazione (due tamponi negativi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro). Dopo la negativizzazione, evitare di ritestare il paziente in assenza di sintomi riferibili a COVID-19.
  • In caso di stato COVID sospetto (presenza di criteri clinici e/o criteri epidemiologici) si procede al rinvio dell’accesso fino a risoluzione dei sintomi e conferma della negatività. Anche per i contatti di caso asintomatici si rinvia l’accesso al termine del periodo di quarantena (14 giorni dall’esposizione al rischio) e conferma della negatività.
  • In caso di stato COVID guarito (caso con doppio tampone negativo e asintomatico), l’accesso in struttura può avvenire senza specifiche limitazioni, nel rispetto delle misure generali. È opportuno evitare di ri-testare il paziente in assenza di sintomi riferibili a COVID-19.
  • Ai fini dei nuovi ingressi, l'ospite che proviene dal domicilio deve essere valutato preliminarmente (es. check list in allegato), secondo i percorsi e le procedure definite a livello distrettuale, in modo da verificare la negatività del tampone e l’assenza di sintomatologia o elementi di rischio epidemiologici dell'utente che deve entrare. Per il nuovo ingresso dimesso dall'ospedale, il medico ospedaliero dimettente esplicita nella lettera di dimissione che non vi sono motivi ostativi (Tampone negativo, assenza sintomi) per il paziente all’ingresso in struttura. Se il triage fatto dalla struttura dovesse rilevare dei fattori di rischio non noti, ovvero la comparsa di sintomi che possano far rientrare il caso nei criteri di caso sospetto positivo al COVID-19, l’Ente Gestore provvede all’isolamento immediato del caso sospetto e ad informare immediatamente i familiari e il medico curante il quale provvederà a contattare il Dipartimento di Sanità Pubblica (DSP) per la programmazione  dell’effettuazione del tampone naso-faringeo e disporre le modalità di gestione e le precauzioni da adottare in attesa degli approfondimenti diagnostici, compresa la possibilità che sia disposto il trasferimento in allocazione più idonea.
 

Accesso dei visitatori nelle strutture residenziali

Come organizzarsi per ripristinare le visite dei parenti in struttura?

Il Decreto del Presidente della Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 109 del 12.06.2020, fornisce dettagliate indicazioni per regolamentare l’accesso  dei visitatori: esse riguardano la definizione di modalità organizzative, logistiche,  di valutazione del rischio COVID-19 e di controllo dell’applicazione delle misure di prevenzione  nella struttura. Il documento precisa inoltre  che la responsabilità dell’autorizzazione all’accesso e dell’applicazione delle misure precauzionali  rimane in capo ai soggetti gestori delle strutture residenziali che esercitano la propria autonomia gestionale nell’ambito della cornice normativa di riferimento.

Il documento infine prevede la sospensione degli accessi in presenza di almeno un caso confermato o di focolai di casi con quadri clinici riconducibili,  con alta probabilità, a COVID-19 oppure di un incremento significativo di casi nella comunità locale.

 

Contact tracing e check point

Se un nostro assistito da negativo dovesse risultare positivo, dobbiamo aspettarci un tampone o le analisi del sangue? O almeno una quarantena preventiva nell’attesa del risultato?

Per ogni persona risultata positiva, viene condotta una indagine epidemiologica dal Dipartimento di Sanità Pubblica finalizzata a individuare tutte le persone con cui la stessa è venuta in contatto, al fine di intraprendere gli accertamenti e i provvedimenti del caso. 

In seguito all’indagine epidemiologica, viene comunicata l’eventuale necessità di effettuare tampone di controllo, indagine sierologica o isolamento. Diverso sarà il comportamento clinico da attivare in base a presenza o meno di sintomi, ma in ogni caso si deve procedere a isolamento dell’utente, fin dal primo sospetto, e avvio della sorveglianza per gli operatori coinvolti nell’assistenza all’utente positivo. 

 
Gli operatori dei Centri Diurni verranno sottoposti a test sierologico o tampone prima della riapertura?

Sì, verranno sottoposti a test sierologico come indicato nelle norme di riferimento: Delibera di Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 526 del 18.05.2020 (allegato B) e Decreto del Presidente della Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 113 del 17.06.2020.

 

Disinfezione

L'ozono è accettato come modalità di sanificazione ambientale?

Come riportato nel rapporto ISS COVID-19 n. 20/2020  “Indicazioni ad interim per la sanificazione degli ambienti interni nel contesto sanitario e assistenziale per prevenire la trasmissione di SARS-CoV-2, versione  del 14 maggio 2020”, l’igiene ambientale si basa su accurate metodiche di pulizia e successiva disinfezione con prodotti principalmente a base di cloro (0,1-0,5%) e alcol al 70%. Ulteriori trattamenti (es. con ozono), ancorché ritenuti sistemi di sanificazione validi,  non sono ad oggi raccomandati e/o certificati come metodi di elezione o specifici per SARS-CoV-2.

 
Si può utilizzare l'alcool al 70% o l'ipoclorito di sodio per le tastiere pc o schermo del tablet, senza danneggiarli?

Occorre valutare la compatibilità della superficie del dispositivo con il prodotto chimico, facendo riferimento alle indicazioni del produttore contenute nella scheda tecnica del prodotto.

 

Impianti di riscaldamento, raffrescamento e climatizzazione

Durante l'estate è possibile utilizzare l'aria condizionata o è sconsigliato?

La Delibera di Giunta Regionale Emilia Romagna n. 526 del 18.05.2020 per i Centri Diurni Disabili e il Decreto del Presidente della Giunta Regionale Emilia-Romagna n. 113 del 17.06.2020 per i Centri Diurni Anziani, testualmente raccomandano la "manutenzione e corretto utilizzo con pulizia settimanale dei filtri degli impianti di riscaldamento/raffrescamento e senza la funzione di ricircolo dell'aria".

Uso della mascherina chirurgica

Quando va usata la mascherina chirurgica per l’operatore e l’utente?

Tutte le volte in cui non può essere mantenuto il distanziamento di almeno 1 metro.

Ogni quanto va sostituita?

In generale va sostituita ogni 3-4 ore e tutte le volte in cui si sporca, si rompe o si bagna, ma occorre attenersi alle specifiche indicazioni del produttore.

 
Se un utente non vuole o non può usare la mascherina come comportarsi?

Occorre che l’operatore indossi la mascherina chirurgica e mantenga il distanziamento di sicurezza.

 
Le mascherine riutilizzabili oggi in commercio sono validi dispositivi? E senza lo stringinaso superiore sono efficaci?

Una nota dell’Istituto Superiore di Sanità ne autorizza il commercio. Peraltro, i costruttori devono indicare chiaramente l’uso consentito e le metodologie di lavaggio/disinfezione.

 
Qual è la migliore maniera per sanificare una mascherina lavabile?

I disinfettanti attivi contro il COVID-19 sono quelli su base alcolica, di ipoclorito di sodio o perossido e comunque i costruttori indicano chiaramente le metodologie di lavaggio/disinfezione.

 
Le mascherine di comunità possono essere utilizzate dagli utenti e dagli operatori?

Le mascherine di comunità hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni (come previsto dall’articolo 16 comma 2 del Decreto Legge n. 18 del 17.03.2020). 

Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-CoV-2. Pertanto se i protocolli prevedono l’utilizzo di mascherine chirurgiche per l’assistenza ai pazienti queste non possono essere sostitutive.

 
Si possono sanificare le mascherine con il procedimento ad ozono?

Il trattamento con ozono non è ancora riconosciuto come efficace dall’Istituto Superiore di Sanità. Gli studi sono in corso e pertanto è sempre opportuno utilizzare sistemi noti come efficaci e comunque quelli previsti eventualmente dal produttore.

 
Le mascherine lavabili in un bilaminato poliuretano (PU/poliestere poli) vanno bene per l’assistenza?

Queste mascherine sono assimilabili a quelle definite come di “comunità” come indicato precedentemente e quindi utilizzabili solo dove non esistono protocolli o indicazioni specifiche per l’uso di mascherine chirurgiche.

 

Uso della cuffia

I capelli vanno coperti con cuffia?

È buona norma al fine di proteggere i capelli dall’eventuale esposizione a materiale biologico.

 

Uso dei guanti

I guanti quando devono essere portati?

Quando c’è il rischio di contaminazione delle mani con materiale biologico.

L’uso dei guanti non sostituisce l’igiene delle mani, che deve essere effettuata prima e dopo l’uso dei guanti. I guanti, se indicati, devono essere indossati per lo stretto necessario e immediatamente rimossi dopo l’uso.

 
I guanti possono essere alternati ad una frequente igienizzazione delle mani?

Assolutamente no, perché non sono equivalenti. L’uso dei guanti non sostituisce l’igiene delle mani, che deve peraltro essere effettuata prima e dopo l’uso dei guanti. Inoltre, i guanti, se indicati, devono essere indossati per lo stretto necessario e immediatamente rimossi dopo l’uso.

 
Ho una forte dermatite alle mani, che peggiora con uso dei guanti. Uso 2 paia di guanti e cerco di tenerli sempre. Così facendo peggioro la situazione?

Visto che l’utilizzo sistematico dei guanti è controproducente, in linea generale si ritiene più appropriata l’indicazione, peraltro di documentata efficacia, di non indossare i guanti ed effettuare igiene delle mani. Occorre tuttavia che il caso specifico sia valutato da un medico specialista.

 

Uso dei camici

Quando va utilizzato il camice?

Quando vi è il potenziale rischio di contaminazione da materiale biologico.

 
I camici di protezione indicati nelle raccomandazioni sono quelli monouso?

Sì.

Il camice o la divisa da lavoro sono obbligatori nei Centri Diurni?

Sono suggeriti abiti da lavoro dedicati in alternativa all’uso dei camici.  

 
Vanno bene divise o camici lavabili dando le indicazioni sulle dovute modalità di lavaggio, considerando che quelle monouso si trovano con difficoltà?

Si, ma non nelle situazioni in cui serva l’impermeabilità/idrorepellenza.

 
Il camice monouso può essere sostituito da abbigliamento che gli operatori indossano solo al Centro Diurno?

Si, ma non nelle situazioni in cui serva l’impermeabilità/idrorepellenza.

 
Le divise da lavoro che sono state indicate dalla visita della task force, vengono sostituiti dai camici monouso o lavabili?

Si, ma non nelle situazioni in cui serva l’impermeabilità/idrorepellenza.

 

Uso di occhiali e visiere protettive

Quando è necessario l'occhiale/visiera protettiva?

Visiere e occhiali possono essere indossati nei contatti ravvicinati per proteggere il viso dalla esposizione a materiale biologico emesso con tosse o starnuti. 

 
Gli occhiali protettivi non sono usa e getta dobbiamo disinfettarli: vanno bene il gel o le salviettine disinfettanti?

La disinfezione degli occhiali protettivi deve essere fatta con un prodotto di riconosciuta efficacia nei confronti del virus SARS-CoV-2 (es. cloro derivati allo 0,1-0,5% o alcol al 70%).

 

Facciale filtrante

Quando va usato il facciale filtrante?

Dipende dalla valutazione del rischio, ma in generale nelle attività dove vi è rischio maggiore di inalazione di particelle virali per aerosol quindi nelle procedure che lo possono generare tipo aerosol terapia, ossigenoterapia, bronco aspirazione, ecc.

 
Indossando l’FFP2 con sopra mascherina chirurgica per assistenza ai casi sospetti oppure conclamati, dopo la svestizione posso poi mantenere FFP2 posizionata fino a fine turno?

Sì, lo scopo della mascherina chirurgica è proprio quello di preservare il FFP2 e permetterne il riutilizzo, con attenzione nella fase di svestizione a operare correttamente per non contaminarlo.

 
L’FFP2 lavabile è affidabile?

L’FFP2 se indossato correttamente è assolutamente affidabile e protettivo. In generale non è lavabile o riutilizzabile se è del tipo monouso. Esistono in commercio dei facciali FFP2 riutilizzabili che però sono più ingombranti e vanno decontaminati a fine turno per permetterne il riutilizzo.

 

Indumenti barriera e dispositivi di protezione in generale

I dispositivi barriera si possono riutilizzare?

No, tranne gli occhiali e le visiere che, essendo pluriuso, devono essere trattate tra un utilizzo e l’altro.

 
Rispetto ai DPI, che tipo di documentazione dobbiamo avere in struttura nel caso di controlli (tipo fabbisogno, scorte, schede tecniche, ecc)?

È obbligo del produttore fornire con il DPI una informativa in lingua italiana sul corretto utilizzo che può essere separato nella confezione o stampigliato direttamente sulla confezione del singolo DPI. 

Il DPI, se ad esempio a protezione delle vie respiratorie, deve riportare sullo stesso indicazioni delle conformità normativa, il marchio CE e il numero indicativo dell’Ente di Certificazione. 

L’ingresso sul mercato dei produttori cinesi e la difficoltà a reperire DPI da produttori italiani ed europei ha determinato alcune difficoltà a operare secondo queste indicazioni e spesso troviamo situazioni altamente variabili pur in presenza di DPI efficaci.

 
Se non si è in grado di dedicare il personale in maniera separata fra sani e malati, quali sono le attenzioni da dedicare se un operatore passa dall'ambiente dei malati a quello dei sani e viceversa?

In generale l’ambiente “malati” è considerato sporco, e pertanto se vi è passaggio da questo a un ambiente di sani ovvero “pulito”, l’operatore dovrebbe cambiare i DPI (camice, guanti, mascherina chirurgica, ecc.) prima di entrare nella zona pulita. 

Se utilizza un FFP2 protetto da una mascherina chirurgica, è possibile rimuovere solo questa e riutilizzare il FFP2. 

Va fatta però una attenta valutazione della logistica e della necessità di movimento degli operatori, nonché delle prestazioni da effettuarsi nelle due zone per ottimizzare i percorsi e ridurre il consumo di DPI.

 
Come comportarci con le scarpe una volta usciti dal domicilio di un positivo e prima di entrare in macchina?

Si possono adottare due strategie: 

  1. si indossano sovrascarpe usa e getta da smaltire all’uscita;
  2. in alternativa, all’uscita imbibire un pannetto a terra con disinfettante a base di ipoclorito e decontaminare le scarpe. 

E’ possibile anche spruzzare direttamente il disinfettante sulla parte superiore delle scarpe qualora si sospetti siano contaminate.

 

Vestizione e svestizione

Quali sono le procedure di vestizione e svestizione corrette?

Al seguente link sono disponibili i video tutorial e i cartelli da affiggere che riportano le sequenze di vestizione e svestizione negli ambienti con rischio di diffusione via aerosol e non.

Sequenze di vestizione e svestizione per operatori

È possibile quantificare i tempi di vestizione e svestizione al domicilio?

Non è definibile un tempo, ma c’è una precisa sequenza da seguire i cui tempi dipendono dalla manualità e dalla confidenza con l’operazione da parte dell’operatore.

 
Quando ci troviamo a casa di una persona COVID-19 positiva, la vestizione e soprattutto la svestizione sull'uscio della porta non comporta un rischio eccessivo, considerando di non avere il comfort di uno spogliatoio?

Assolutamente no, sono protocolli in uso anche per la gestione di altre malattie e il rischio di tale operazione dipende sempre dalle modalità con cui l’operatore la effettua e dall’aderenza ai passaggi previsti.

 
La stessa procedura di vestizione e svestizione vale anche per le persone che sono state in quarantena?

Se sono “guariti” non è necessario accedere con tutti i DPI previsti per i casi sospetti o positivi.

 
Il luogo di vestizione deve essere diverso da quello di svestizione?

No, in quanto la vestizione si considera operazione pulita e la svestizione sporca, quindi è possibile farle nello stesso luogo.

 
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