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Al via dal 15 al 24 giugno in città e in provincia “le giornate dell'inter-dipendenza”

Data di pubblicazione: 13/06/2022 12:09
Ultimo aggiornamento : 13/06/2022

Un ciclo di iniziative non più per "lottare contro” la droga ma per prevenire e curare insieme i soggetti più fragili

Dialoghi, viaggi, spettacoli, incontri, confronti, fuori e dentro la città per affrontare insieme il tema della dipendenza, o meglio dell'inter-dipendenza. Perché citando lo slogan delle iniziative: “la dipendenza ci fa schiavi; l’indipendenza ci fa soli; l’interdipendenza ci fa liberi: insieme!”.

Si disegna così la rassegna di eventi promossi dalle comunità terapeutiche insieme all'Azienda USL di Bologna e in collaborazione con istituzioni ed enti locali, tra i quali il Comune di Bologna e la Curia.

"Le giornate dell'inter-dipendenza" approderanno a Bologna e provincia dal 15 al 24 giugno in luoghi emblematici per tutta la città, non solo per le persone e/o i nuclei famigliari presi in carico dai servizi.

È infatti una scelta, quella dell'Ausl e delle comunità terapeutiche, ribattezzare la tradizionale "giornata della lotta contro la droga" come un percorso, un viaggio fatto di tanti piccoli passi per condividere con il maggior numero di cittadini esperienze, consapevolezze, progetti, mete e traguardi. E così, guardare al futuro delle dipendenze con uno sguardo nuovo: corale ed inclusivo, riflettendo su questo tema a partire da diversi punti di vista, capaci di offrire lenti, letture e approcci inediti. Ogni evento rappresenta infatti un modo per dialogare insieme su un tema tanto profondo quanto complesso, le cui radici risiedono nel dolore del singolo - che non è mai solo tale - perché il più delle volte è espressione di una ferita sociale. 

Nel corso del ciclo di eventi saranno molteplici le opportunità per approfondire i diversi aspetti dell'inter-dipendenza. 

In primis, la tavola rotonda che si terrà in Piazza Verdi il 21 giugno alle ore 20 intende focalizzare l'attenzione sugli esiti della pandemia nei soggetti più fragili, giovani e adulti. Un’occasione, dunque, per esaminare insieme i cambiamenti in atto: dai consumi di sostanze, ai disagi con cui le dipendenze si manifestano, fino ad arrivare ai bisogni latenti sottesi dalle dipendenze. Temi su cui tutte le istituzioni e i cittadini hanno la necessità di riflettere insieme per rimodellare i servizi, rendendoli sempre più integrati e pertanto capaci di rispondere alle più attuali esigenze della comunità. L’incontro sarà preceduto da uno spettacolo teatrale a cura di CEIS Arte.

Il 23 giugno alle ore 18 presso Villa Angeletti sarà la volta del dialogo con il Cardinale Matteo Zuppi con cui i professionisti del SerDP e delle comunità terapeutiche rifletteranno sulle radici della dipendenza che, forse, trovano un senso proprio nell' inter-dipendenza, nonché nella consapevolezza di che cosa sia e cosa significhi "sentire il piacere e provare il desiderio". A seguire, alle ore 21, i ragazzi della comunità terapeutica San Giuseppe, in collaborazione con la Compagnia Teatrale dell’Argine, saranno protagonisti di uno spettacolo teatrale.

Infine, non meno importante, il 24 giugno dalle ore 10 alle 14 sarà il momento per fare il punto con Raimondo Pavarin, responsabile dell'Osservatorio Epidemiologico Metropolitano dell'Ausl di Bologna che rappresenterà lo scenario attuale in un'ottica di prevenzione evidence based, guardando al futuro delle nuove generazioni.

In sostanza, un insieme di appuntamenti con cui avviare una nuova stagione in cui riportare l'attenzione di cittadini, istituzioni e terzo settore sul tema delle dipendenze, consapevoli che un problema così ampio e diffuso possa essere affrontato al meglio solamente unendo le forze: promuovendo l'inclusione e favorendo la conoscenza, la consapevolezza e lo sguardo critico dei più giovani, senza mai stigmatizzare e/o giudicare. L’impegno condiviso di istituzioni e cittadini sarà pertanto quello di rafforzare le reti di sostegno al fine di accogliere e accompagnare i soggetti più vulnerabili nell'accesso ai servizi, perché solo così sarà possibile curare davvero il profondo dolore di ciascuno e con lui prendersi cura della salute e del benessere dell'intera comunità - nei quartieri della città, così come della provincia. Dopotutto è proprio questo l’insegnamento che ci ha lasciato la pandemia: nessuno si salva da solo e se la dipendenza ci fa schiavi, l’inter-dipendenza ci rende liberi insieme!

 
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