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Contact tracing: coinvolti gli specializzandi Unibo della Scuola di Igiene e Medicina preventiva

Data di pubblicazione: 31/03/2021 13:47

I giovani medici iscritti al primo anno partecipano ad un progetto di formazione-interventoper dare supporto al Dipartimento di Sanità pubblica dell’AUSL di Bologna e alla Medicina del Lavoro dell’Alma Mater

Ultimo aggiornamento : 01/04/2021

Gli  specializzandi iscritti  al  primo  anno  della  Scuola  di  Igiene  e  Medicina  preventiva dell’Università  di  Bologna supportano  il  Dipartimento  di Sanità  pubblica  dell’AUSL  di Bolognae la Medicina del Lavoro dell’Alma Mater nell’attività di contact tracing dei casi di COVID-19.

“Questodoppio progetto di formazione-intervento vede i giovani medici impegnati sul campo in importanti attività di contrasto alla  diffusione della  pandemia nel  contesto cittadino e universitario, che si rivelano molto utilianche dal punto di vista formativo per la  costruzione delle loro competenze”, racconta Maria  Pia Fantini, direttrice della Scuola di Igiene e Medicina Preventiva.

Spazi dedicati, linee telefoniche e connessioni con i database universitari e dell’AUSL sono stati predisposti nella  sede della  Scuola di  specializzazione, in via  San Giacomo12. Qui gli specializzandi –dopo un periodo di formazione–si avvicendano nelle attività di tracciamento, confrontandosisui dati epidemiologici e sulle modalità di svolgimento delle interviste.

"Questo progetto sta portando ad una crescita culturale di tutti: se da un lato i medici in  formazione  specialistica  mettono  in  pratica  quanto  da  loro  studiato,  dall'altro  i professionisti  vengono  contaminati  da  questo  esplosivo  sapere",  dice  Davide  Resi, responsabile  delle  attività  di  formazione  degli  specializzandi  messe  a  punto  dal Dipartimento di sanità pubblica della AUSL di Bologna.

In  parallelo  all’avvio  della  collaborazione  con  il  Dipartimento  di  Sanità Pubblica,  la Scuola di Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Bologna ha avviato anche un progetto per supportare la gestione dei casi positivi al COVID-19 in Ateneo. Anche in questo caso, dopo un periodo di training  con i responsabili della  Medicina del Lavoro dell’Alma Mater, gli specializzandi supportanole attività di“Referente COVID di Ateneo”attraverso contatto  diretto  dei  casi  positivi,  tracciamento  dei  contatti  negli  ambienti universitari  e  segnalazione  dei  contatti  a  rischio  al  Dipartimento  di  Sanità  pubblica, nonché conl'attivazione delle procedure di sanificazione negli ambienti universitari."Quello  offerto  dai  nostri  specializzandi,  grazie  alla  Scuola  di  Igiene  e  Medicina preventiva e alla AUSL di Bologna, è un contributo importante, che mostra ancora una volta  l'impegno  messo  in  campo  dall'Alma  Mater,  su  tanti  fronti,  per  superare l'emergenza sanitaria", dichiara Mirko Degli Esposti, prorettore vicario e responsabile del Servizio per la salute e la sicurezza delle persone nei luoghi di lavoro dell'Università di Bologna.

"Una  collaborazione,  quella  tra  Unibo  e  Ausl  di  Bologna,  che  va  oltre  l’opportunità formativa, rinforza la capacità di risposta del sistema di sorveglianza ed evidenzia conancora più forza le potenzialità di una sinergia tra università e servizio sanitario per la salute  dell'intera  comunità", dichiara  Lorenzo  Roti, direttore sanitario  dell'Azienda sanitaria locale.L’attività  di “contact  tracing”prevede  l’identificazione  e  gestione  degli  individui  che possono  essere  stati  a  contatto  con  una  persona  positiva  al  coronavirus  durante  il periodo di contagiosità: l’obiettivo è identificare e isolare i nuovi casi secondari il più rapidamente  possibile  e  interrompere  così  la  catena  di  trasmissione  dell'infezione.  Il tracciamento avviene in questo caso contattando telefonicamente le persone risultate positive ad un tampone e chiedendoloro, attraverso un questionario, quali sono stati i contatti a rischio che devono essere ulteriormente rintracciati, verificati con tampone e messi poi in quarantena o in isolamento. Le informazioni raccolte vengono inserite in specifici database che comunicano con il sistema di rilevazione delle malattie infettive della Regione, con la Prefettura e con i database per la prenotazione dei tamponi.

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