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Ricerca. 1 milione e 652 mila euro all’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna (ISNB) per la ricerca su Ictus ischemico, epilessia, Demenza con corpi di Lewy, malattia di Alzheimer e sindrome di Down

Data di pubblicazione: 20/11/2020 13:41

4 progetti, 2 da giovani ricercatori, premiati dal Ministero della Salute nell’ambito del Bando Ricerca Finalizzata.

Ultimo aggiornamento : 20/11/2020

Ictus ischemico, epilessia, Demenza con corpi di Lewy, malattie di Alzheimer e sindrome di Down. Sono i temi sui quali, per i prossimi 3 anni, i ricercatori dell’IRCCS, Istituto delle Scienze Neurologiche  di Bologna, svilupperanno i loro progetti di ricerca. Con 1 milione e 652 mila euro, il Ministero della Salute ne ha finanziato 4, 2 dei quali coordinati da giovani ricercatori, grazie ai quali i professionisti potranno acquisire nuove conoscenze e proporre soluzioni innovative per migliorare la gestione clinica dei pazienti.

I progetti

Ictus ischemico. Rendere la trombolisi una pratica più diffusa e sicura per la cura dell’ictus. È l’obiettivo del progetto di ricerca coordinato da Andrea Zini, Direttore della Neurologia Ospedale Maggiore e Rete Stroke Metropolitana dell’ISNB. Nelle prime ore dopo la trombolisi, aumenta nel paziente il rischio di emorragie cerebrali ed extra-cerebrali. Il farmaco somministrato durante questo trattamento, infatti, oltre a sciogliere il coagulo responsabile dell’ictus, consuma il fibrinogeno, una proteina della coagulazione i cui livelli, se troppo bassi, possono causare emorragie. I ricercatori, con uno studio randomizzato, verificheranno se è possibile prevenire questi fenomeni con l’infusione di fibrinogeno in pazienti che ne hanno subito un calo dopo la trombolisi. Il progetto è stato finanziato con 450 mila euro.

Epilessia. Francesca Bisulli, neurologa del Programma Epilessia dell’ISNB, coordinerà uno studio per individuare i geni coinvolti in forme di epilessia focale farmacoresistente e migliorare l’individuazione del paziente candidabile all’intervento chirurgico. In un terzo delle persone che soffrono di questa malattia, infatti, le crisi sono farmacoresistenti, ovvero non rispondono ai farmaci. In questi casi la chirurgia, che consiste nella rimozione dell’area del cervello da cui si originano le crisi, può determinarne la guarigione. Il progetto è stato finanziato con 450 mila euro.

Demenza con corpi di Lewy. L’esposizione alla luce blu può migliorare i sintomi della Demenza di Corpi di Lewy e garantire quindi un miglioramento della qualità della vita dei pazienti? È la domanda alla quale il gruppo di ricerca coordinato da Micaela Mitolo, neuropsicologa e giovane ricercatrice del Laboratorio Neuroimmagini dell’ISNB, cercherà di rispondere. La Demenza con corpi di Lewy è una patologia neurodegenerativa invalidante tra i cui sintomi compaiono anche deficit delle abilità visuospaziali, allucinazioni, disturbi del sonno. I ricercatori studieranno, anche con tecniche di Risonanza Magnetica Funzionale, il ruolo di un particolare gruppo di cellule della retina – le cellule ganglionari che esprimono melanopsina – coinvolte nella sincronizzazione dell’alternanza sonno-veglia la cui alterazione contribuisce al peggioramento dei disturbi cognitivi e dell’invecchiamento fisiologico. Il progetto è stato finanziato con 302 mila euro.

Alzheimer e Sindrome di Down. Sviluppare un esame del sangue per diagnosticare precocemente la malattia di Alzheimer in persone con sindrome di Down. È l’oggetto di studio del progetto coordinato da Maria Giulia Bacalini, giovane ricercatrice e responsabile del Laboratorio di Brain Aging dell’ISNB. I ricercatori valuteranno diverse molecole di potenziale interesse, prodotte dalle cellule del sangue in seguito a processi infiammatori o rilasciate direttamente dal cervello a causa della neurodegenerazione. La Medicina ha migliorato di molto la qualità di vita delle persone con sindrome di Down aumentando anche l’aspettativa di vita, che oggi può superare i 60 anni. Tuttavia, la maggior parte di questi adulti è soggetta ad un invecchiamento precoce, con rischio elevato di sviluppare la malattia di Alzheimer già attorno ai 40 anni. Anticiparne la diagnosi permetterebbe di implementare interventi terapeutici mirati per ritardare e limitare gli effetti della neurodegenerazione. Il progetto è stato finanziato con 450 mila euro.

 

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