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Strage di Bologna, gli angeli in camice bianco

Data di pubblicazione: 02/08/2020 12:30

Sul giornale di Enpam il racconto dei medici che il 2 agosto 1980 intervennero per prestare le cure ai feriti della bomba alla stazione: gli attimi drammatici, lo scenario di guerra e l’eccezionale risposta dei camici bianchi.

Ultimo aggiornamento : 02/08/2020

C’è voluta meno di una giornata per gestire l’emergenza clinica seguita all’esplosione alla stazione di Bologna, che fece 85 morti e 200 feriti. Ma a distanza di quarant’anni una ferita rimane aperta e profonda nella memoria. I medici che il 2 agosto 1980 intervennero per prestare le cure ai feriti della bomba che aveva sventrato un’ala della stazione ferroviaria raccontano al Giornale della previdenza ENPAM gli attimi drammatici, lo scenario di guerra e l’eccezionale risposta dei camici bianchi, gli angeli della strage di Bologna.

ORE 10.25: CALMA, POI IL BOATO

“Sì cara, oggi è una giornata tranquilla, penso che presto sarò a casa”. Poco dopo quella telefonata fatta alla moglie da Domenico Garcea, chirurgo dell’Ospedale Maggiore di Bologna, tutta la città sentì un boato. Una caldaia forse, si pensava sulle prime. Ma fu chiaro da subito che si poteva parlare di strage, con una terribile emergenza da gestire.

Era un sabato di agosto, un sabato caldissimo, quando mezza Italia era in vacanza o passava per Bologna per andarci. Il medico reperibile, appena 32enne, già specializzato in chirurgia vascolare, raccolse l’ordine della mobilitazione generale: richiamare tutto il personale e liberare quanti più letti possibile in chirurgia. “Chiedemmo a chi poteva di rivestirsi e tornare a casa”, racconta il camice bianco.

“Arrivarono soprattutto traumatizzati e ustionati. Ricordo un ragazzo scandinavo – prosegue Garcea – bello come un Apollo, ustionato per il 90 per cento della superficie e un bimbo di undici anni, solo, che mi guardava con gli occhi di un animale ferito. Immagini che ci hanno fatto sentire impotenti”.

Uno scenario di guerra, dice il camice bianco rievocando l’immagine della stazione, che vide una volta uscito dal reparto, molte ore dopo: “Quel giorno capii cosa può accadere in un bombardamento”.

CHIAMATA GENERALE

L’ordine di rientrare è per tutti i camici bianchi. Chi è di riposo, chi in ferie, tutti...

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