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Screening del colon retto - "Occhio non vede, cuore non duole? In questo caso è il contrario"

Data di pubblicazione: 09/07/2020 16:10

Vincenzo Cennamo, direttore dellla gastroenterologia dell'AUSL di Bologna, spiega perchè è importante aderire. - Sottoscritto un accordo con le organizzazioni delle farmacie: a partire da lunedi 13 luglio, il test può essere ritirato e riconsegnato in farmacia. L'elenco delle farmacie aderenti

Ultimo aggiornamento : 10/08/2020

Dr. Cennamo, le persone tendono a sottovalutare l’importanza dello screening del tumore del colon retto. E’ cosi importante partecipare?

Il tumore del colon-retto è il tumore più diffuso in Italia, nel totale tra uomini e donne. Considerando separatamente i due sessi è il secondo più comune nelle donne e il terzo negli uomini. Partecipare a un progetto di screening rappresenta, quindi, un enorme valore, perché dimostra un'attenzione alla salute individuale e pubblica. Non solo il modello dello screening  avvantaggia la singola persona ma, se l’adesione degli invitati è alta, alle positive ricadute individuali si associano quelle sul sistema sanitario e sulla Salute della Regione intera, contribuendo alla riduzione dell’incidenza dei tunori e dei costi sanitari ed umani correlati alle patologie oncologiche. Si contribuisce a costruire una Regione più sana e felice. 

La stragrande percentuale dei tumori del colon-retto insorge dopo anni per la degenerazione di un polipo benigno che noi andiamo ad intercettare precocemente e quindi spesso, rimuovere con tecniche endoscopiche innovative, chirurgia mininvasiva e nuove terapie farmacologiche avanzate, ottenendo risultati davvero sorprendenti in termini di sopravvivenza e guarigione completa

D’altra parte il detto “occhio non vede, cuore non duole”, puo' avere il suo valore nei rapporti d’amore ma non in medicina, dove vale l’esatto contrario. Accorgersi il prima possibile di qualcosa che comunque eiste già, in forma nascosta, nell’organismo,porta solo a benefici, modificandone completamente l’evoluzione grazie ai trattamenti peecoci.

In ambiente sportivo si usa spesso il motto attribuito al barone De Coubertin  "L'importante non è vincere, ma partecipare"  ma, nel caso dello screening del Colon retto, noi possiamo smentire il barone. Nel nostro caso partecipare equivale a vincere.  Si vince la tranquillità di sapere di non avere quasi con certezza un tumore o di diagnosticarlo in fase precoce.

Ma questo screening funziona?

In sintesi ogni 1.000 persone che fanno lo screening, 45 risultano avere un test delle feci positivo, a 1 viene diagnosticato un tumore del colon retto (spesso in fase iniziale) e a 8 una lesione pre-tumorale, che, rimossa durante la colonscopia stessa, evita la eventuale progressione verso un tumore maligno.

Da quando è iniziato lo screening l’insorgenza di tumori del colon retto si è ridotta del 30% e il risultato sarebbe ancora migliore se tutti partecipassero.

Vista l’efficacia di questo screening l’obiettivo che ci siamo prefissi è che il 70% delle persone invitate aderisca, adesso siamo circa al 50%.


Chi viene invitato a eseguire il test del sangue occulto?

Tutte le persone residenti o domiciliate con il medico di medicina generale di età compresa tra i 50 e i 69 anni.

Come vi siete organizzati per recuperare il blocco degli inviti dovuti all’emergenza Covid?

Per consentire alle persone di effettuare il test abbiamo scelto di non sospendere l’attività nel periodo estivo. Abbiamo sottoscritto un accordo con le organizzazioni delle farmacie e , a partire da lunedi 13 luglio, il  test può essere ritirato e riconsegnato in farmacia. La collaborazione con le farmacie rappresenta un elemento di grande valore. In termini pratici crediamo  possa facilitare la partecipazione al programma di screening e agevolare i più indecisi. In termini culturali sottolinea ancor più con chiarezza quanto il progetto di screening sia una partita culturale, sociale, multidisciplinare e multiprofessionale, Dal cittadino ai professionisti siamo tutti importanti tasselli di un “puzzle” con l’ambizione di costruire, nel tempo, una regione “tumor free” , per quanto riguarda i tumori prevenibili.

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