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All’Ospedale Maggiore di Bologna, per la prima volta in Italia, intervento di resezione epatica attraverso un unico foro di due centimetri

Data di pubblicazione: 24/09/2010 10:00

Il vantaggio di questa tecnica rispetto alla classica video laparoscopia è la ulteriore riduzione dell’invasività. La paziente dopo un solo giorno ha potuto mangiare e dopo due era già a casa.

Ultimo aggiornamento : 30/06/2012

Primato italiano all’Ospedale Maggiore di Bologna, dove nei giorni scorsi è stato eseguito, per la prima volta in Italia, un intervento di resezione del fegato in laparoscopica, con un unico accesso, attraverso l’ombelico, di soli 2 centimetri di diametro. Niente bisturi tradizionale, niente cuciture, durata dell’intervento ridotta a soli 90 minuti (contro i 180 di una operazione chirurgica tradizionale), tempi di recupero del paziente molto stretti e conseguenze estetiche praticamente nulle. 

L’intervento, eseguito da Elio Jovine direttore del Dipartimento Chirurgico dell’Azienda Usl di Bologna, è stato effettuato su una donna con una lesione epatica di natura benigna. Attraverso una incisione di 2 cm all’interno dell’ombelico, la resezione è stata eseguita utilizzando una telecamera, un bisturi a ultrasuoni e una suturatrice meccanica, tutti strumenti di 5 mm di diametro, che hanno consentito l’asportazione della parte di fegato interessata dalla lesione.

Si tratta di una ulteriore evoluzione di una tecnica già adottata dalla scorsa primavera dall’equipe chirurgica dell’Ospedale Maggiore per il trattamento di patologie della colecisti, dell’appendice e del colon. Nel corso di questi primi mesi di applicazione, l’equipe di Elio Jovine ha già eseguito 50 colecistectomie, 2 resezioni coliche e 1 appendicectomia.

Il vantaggio di questa tecnica rispetto alla classica video laparoscopia è la ulteriore riduzione dell’invasività. Con la classica videolaparoscopia, infatti, è necessario eseguire 4 o 5 fori di piccolissime dimensioni, ma pur sempre superiori all’unico accesso per via ombelicale previsto dalla nuova tecnica. La ridotta invasività minimizza l’impatto estetico, praticamente inesistente, grazie alla scomparsa dell’incisione all’interno dell’ombelico stesso e riduce sensibilmente il decorso post operatorio. La donna operata, che all’indomani dell’intervento era già in grado di mangiare, dopo soli 2 giorni dall’evento chirurgico è rientrata nella propria abitazione in perfette condizioni di salute.
 
La resezione epatica laparoscopica attraverso unico accesso ombelicale è una tecnica che richiede un’ampia esperienza in chirurgia laparoscopica, ormai consolidata per l’èquipe dell’Ospedale Maggiore, che ha realizzato oltre 400 interventi di resezione colica, diverse migliaia di colecistectomie, 40 surrenalectomie, 40 resezioni pancreatiche (20 delle quali particolarmente complesse).

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