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Veloci come Valentino?

Data di pubblicazione: 22/07/2010 16:40

Dopo un incidente, è possibile ritornare alle normali attività con la stessa rapidità di Valentino Rossi? Le considerazioni di Luigi Prosperi, direttore della Traumatologia e Ortopedia dell’Ospedale Maggiore.

Ultimo aggiornamento : 30/06/2012

“Un’ultima sistemata e via come un razzo a battersi in mondovisione sul circuito Moto GP di Sachsenring (Germania). Ecco il momento è questo. Queste sono le immagini. I pazienti vorranno fare come lui, mi chiederanno di poter  recuperare velocemente, di essere rimessi in piedi il prima possibile – afferma Luigi Prosperi, direttore dell’ Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Maggiore – in un’intervista “Guarire in fretta” apparsa oggi, giovedì 22 luglio, su La Repubblica.  Succede ogni volta che un campione si fa male”.

Valentino Rossi ha goduto di un’assistenza assolutamente unica e particolare in momenti fondamentali dell’infortunio.

“Sono infatti tre le fasi importanti: quella immediatamente successivo all’incidente, il trattamento chirurgico e quindi il periodo riabilitativo. Dobbiamo tenere conto che nella prima Valentino, come sarebbe successo a qualsiasi pilota del Moto GP, è stato soccorso immediatamente, stabilizzato e portato dal circuito del Mugello in ospedale con l’elicottero. Arrivare velocemente in sala operatoria è fondamentale. Non a tutte le persone che si rompono tibia e perone capita. La maggior parte deve aspettare molte ore. Credo che questa sia la cosa più importante anche in prospettiva del recupero, come dimostrano varie ricerche scientifiche: prima si trattano le fratture meglio è. L’intervento invece, fatto in una struttura pubblica da un bravo chirurgo, accomuna Valentino Rossi a quasi tutti gli altri che presentano fratture simili alle sue o comunque importanti. Ma dopo arriva un’altra grande differenza. Non tutti hanno a disposizione 24 ore su 24 un fisioterapista, non tutti possono accedere alle sedute di camera iperbarica immediatamente o avere sempre a disposizione una piscina. Difficilmente ai nostri malati assicuriamo una riabilitazione  oltre i  40/50 minuti al giorno”.

Malgrado le speranze dei malati, il record di Valentino Rossi difficilmente si può replicare. Quello degli sportivi professionisti resta un altro mondo, per recuperare alla loro velocità bisogna associare due realtà diverse, da un lato le caratteristiche fisiche dall’altro disporre di modelli organizzativi capaci di rispondere rapidamente all’evento traumatico. Per un campione che riesce ad avere un recupero straordinario, sono migliaia le vittime di traumi che fanno i conti con la normalità.
“Il nostro sistema sanitario – conclude Prosperi – è sempre impegnato al miglioramento continuo della propria capacità di risposta nel campo dell’emergenza, attraverso l’innovazione organizzativa, professionale e tecnica  per ridurre i tempi di recupero dopo un evento traumatico.

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