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Regione. Sanità, Governo ricorre contro norma taglia-costi

Data di pubblicazione: 24/05/2010 18:05

"No" a uso farmaci senza autorizzazioni per ridurre spese

Ultimo aggiornamento : 30/06/2012

L’Agenzia di Stampa DIRE, a firma SIR alle 15.17 di lunedì 24 maggio ha messo on line la notizia riguardante una nuova frizione tra il Governo e la Regione Emilia Romagna sulla possibilità di utilizzare in Regione, a parità di efficacia e sicurezza, medicinali al di fuori delle indicazioni terapeutiche registrate (Articolo 35 della Finanziaria Regionale 2010)

Di seguito il lancio dell’Agenzia DIRE:


(DIRE) Bologna, 24 mag. - Nuovo scontro in punta di diritto tra Governo ed Emilia-Romagna. L'esecutivo Berlusconi ha infatti deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale l'articolo 35 della Finanziaria regionale 2010, che introduce, con l'obiettivo di contenere la spesa farmaceutica, la facolta' di utilizzare in regione, a parita' di efficacia e sicurezza, medicinali al di fuori delle indicazioni terapeutiche registrate.
Una sorta di liberalizzazione del farmaco che per il Governo merita una tripla censura della Consulta: la norma crea una "evidente- recita il testo del ricorso depositato lo scorso 2 marzo- disparita' di trattamento" tra gli emiliano-romagnoli ed il resto degli italiani. E poi, prevedendo l'uso di terapie altrove non consentite, l'Emilia-Romagna si muove "senza minimamente tener conto del piu' stringente criterio della mancanza di valide alternative sul piano curativo" ed in spregio ad ogni prescrizione dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Senza dimenticare che la Regione si mette a legiferare in una materia, i livelli essenziali di assistenza (Lea), di esclusiva competenza statale.

Dopo i Dico e la fresca bocciatura della Regione sui canoni demaniali (c'e' in ballo anche il ricorso di viale Aldo Moro contro la legge "Sviluppo" e la nuova stagione del nucleare in Italia), stavolta l'ennesima battaglia costituzionale si disputa quindi sul terreno sanitario. Oltretutto, nel pieno dei rumors che segnalano il Governo intenzionato a metter mano ai ticket sanitari nella preannunciata manovra economica tutta lacrime e sangue.

Ecco il testo dell'articolo 35 della Finanziaria contestata: "La Regione, avvalendosi della Commissione regionale del farmaco, puo' prevedere l'uso di farmaci anche al di fuori delle indicazioni registrate nell'autorizzazione all'immissione in commercio, quando consenta, a parita' di efficacia e di sicurezza rispetto ai farmaci gia' autorizzati, una significativa riduzione della spesa farmaceutica a carico del Servizio sanitario nazionale e tuteli la liberta' di scelta terapeutica da parte dei professionisti del Ssn".

Ma il Governo fissa nel mirino tre profili di incostituzionalita' della norma taglia-spese. Primo: la legge della Regione "impatta negativamente sui Livelli essenziali di assistenza, determinando una evidente disparita' di trattamento tra gli assistiti soggetti alle sue disposizioni ed il resto dei fruitori del Ssn su scala nazionale", recita il ricorso (nella stessa istanza si contesta pure la legittimita' costituzionale dei Dico "all'emiliana", introdotti sempre con l'ultima finanziaria regionale). Non solo. L'Emilia-Romagna "mira in modo evidente ad estendere l'uso dei farmaci, al di la' delle indicazioni terapeutiche autorizzate, al precipuo fine di controllare la spesa sanitaria". Un obiettivo, quello finanziario, che pero' fa passare in secondo piano quello terapeutico e che, lasciando il potere di decidere sull'utilizzo dei medicinali alla Commissione regionale del farmaco, "oblitera completamente le competenze della commissione unica nazionale dell'Aifa".

Al contrario, decreto legge 4 del 1998 alla mano, il governo Berlusconi ricorda i paletti per impiegare farmaci con indicazioni terapeutiche diverse da quelle registrate: la mancanza "documentabile" di alternative di cura, la piena assunzione di responsabilita' da parte del medico e la "conformita'" della somministrazione di farmaci a studi apparsi su "pubblicazioni scientifiche accreditate".

Da ultimo, l'esecutivo rammenta alla giunta Errani che l'articolo 35 "eccede dalla competenza legislativa regionale, incidendo sui Lea e percio' violando l'articolo 117" della Costituzione, che riconosce un ambito di "esclusiva competenza statale".

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