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Nuova Domiciliarità. Esperienze, scenari e proposte per il welfare metropolitano del futuro.

Data di pubblicazione: 16/01/2014 17:30

Un convegno, il 17 gennaio, a Casalecchio di Reno. Ne parliamo con Monica Minelli, Direttore del Dipartimento delle Attività Socio-Sanitarie dell’Azienda

Ultimo aggiornamento : 28/01/2014

Domani, venerdì 17 gennaio, a Casalecchio di Reno si parlerà di come affrontare la necessità di fornire una adeguata assistenza domiciliare alle persone fragili e anziane. L’occasione nasce dal  convegno dedicato a Nuova domiciliarità. Esperienze, scenari e proposte per il welfare metropolitano del futuro, che si terrà nel Teatro Pubblico di Casalecchio di Reno, in Piazza del Popolo n. 1. Appuntamento al quale prenderanno parte, tra gli altri, Beatrice Draghetti, Presidente della Provincia e co-Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Bologna, Simone Gamberini, Sindaco di Casalecchio di Reno e Presidente del Comitato di Distretto, Maria Cecilia Guerra, Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Simonetta Saliera, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Francesco Ripa di Meana, Direttore generale della Azienda USL di Bologna. Il Convegno è promosso da Provincia di Bologna, Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria e Azienda USL di Bologna, in collaborazione con il Sindacato Pensionati Italiani e la CGIL di Bologna.

A Monica Minelli, Direttore del Dipartimento delle Attività Socio-Sanitarie dell’Azienda Usl di Bologna, abbiamo chiesto qualche anticipazione sui temi che saranno trattati nel corso della giornata.

La popolazione invecchia e i bisogni sanitari e sociali evolvono di pari passo. Nella Provincia di Bologna, secondo il censimento 2011, sono 235.954 i cittadini anziani over 65, pari al 23,4% dell’intera popolazione provinciale. Come reagisce il sistema a questi cambiamenti?
Le persone anziane e fragili hanno sempre di più bisogno di sostegno e, in particolare, di sostegno a domicilio. Da anni, infatti, si cerca di istituzionalizzare sempre meno le persone fragili e non autosufficienti, in modo da consentire loro il più possibile la permanenza presso la propria casa e, quando presenti, presso i loro familiari.

Chi deve fornire questi servizi?
Questo è il punto e anche il senso del convegno. A far fronte a questa situazione è chiamato tutto il sistema, a cominciare dai Servizi Sanitari e Sociali, coinvolgendo sempre più anche il mondo delle associazioni e del volontariato. L’attenzione è massima, proprio verso le azioni che servono per mettere a sistema tutte queste realtà.

Qualche esempio concreto?
Nel corso della giornata si farà il punto sugli strumenti già messi in campo, come lo sportello unico, già sperimentato nei Comuni dei distretti di Bologna e di Casalecchio di Reno, al quale i cittadini possono rivolgersi per richieste di assistenza socio-sanitaria, come accessi in strutture residenziali, in centri diurni o alle cure domiciliari, e per la scelta delle assistenti familiari, le cosiddette badanti. Si ragionerà sui progetti in fase di elaborazione, come la mappa delle fragilità di Bologna e provincia, per prevenire o ritardare, per quanto possibile, tutte quelle situazioni che potrebbero evolversi verso una condizione di non autosufficienza. E ancora, verranno presentate proposte per migliorare il sostegno pubblico alla domiciliarità, ovvero fare il punto sul contributo che può dare una rete importante di associazioni e di volontari, ricchezza assoluta del nostro territorio, a sostegno delle azioni delle istituzioni pubbliche, sanitarie e sociali.  



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