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Radiologia del Maggiore, le prime reazioni alla conferenza stampa del 15 ottobre

Data di pubblicazione: 15/10/2013 16:40

Aggiornamenti in diretta, dalle agenzie e le principali testate web

Ultimo aggiornamento : 21/10/2013
ADNKronos

 

Sanita': Regione Emilia Romagna, nessuna anomalia al 'Maggiore' di Bologna

Bologna, 15 ott. - (Adnkronos) - Nessuna disposizione organizzativa orientata a gonfiare le liste di attesa e giustificare, in questo modo, il ricorso alle attività in simil-Alp, cioè in straordinario serale. E’, in estrema sintesi, l’esito comunicato oggi dalla Regione Emilia Romagna, delle verifiche svolte dall’Ausl di Bologna, in seguito all’esposto anonimo presentato in Procura e riguardante il reparto di radiologia dell'ospedale 'Maggiore' di Bologna. Dagli accertementi emerge che gli esami radiologici in simil-Alp per l’intera Azienda rappresentano il 5% del totale svolto, per l’Ospedale Maggiore il 9%, e che i fermi macchina sono contenuti e in linea con le ordinarie esigenze di manutenzione. Inviate all’assessore regionale alle Politiche per la Salute Carlo Lusenti dalla direzione dell’Azienda, le conclusioni delle verifiche sulle attività di simil-Alp radiologiche dell’Ospedale Maggiore sono state presentate oggi in Commissione politiche per la salute e politiche sociali. "E’ stata fatta una verifica a tappeto – ha spiegato Lusenti incontrando i giornalisti dopo la Commissione – una tac, per usare una metafora, a 64 strati di tutto il sistema e non è emerso nulla di anomalo". "Dunque – ha concluso Lusenti – prima di mettere a repentaglio la buona reputazione e l’immagine del nostro sistema sanitario regionale, bisogna avere i fatti e le prove e bisogna anche metterci la faccia, anziché inviare lettere anonime".

 

 

Il Resto del Carlino

Ospedale Maggiore, Lusenti: "Nessuna anomalia sulle liste d'attesa a radiologia"
L'accusa: "Liste gonfiate per fare soldi"

L'assessore regionale alla Sanità: "Fatte verifiche straordinarie approfondite: i fatti denunciati dalla lettera anonima non ci sono"

Bologna, 15 ottobre 2013 - L'assessore regionale alla Sanità  Carlo Lusenti scrive la parola fine (almeno sul fronte istituzionale) sulla lettera anonima che denunciava attivita’ irregolari nella radiologia dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Un fatto che non esiste, ripete piu’ volte Lusenti, oggi in conferenza stampa in Regione al fianco del numero uno dell’Ausl di Bologna, Francesco Ripa di Meana, per tirare le somme sulle verifiche a tappeto fatte sul sistema sanitario bolognese (esteso poi a livello regionale), dalle quali “non emerge nessuna anomalia ne’ comportamenti opportunistici”, sentenzia. “Qui i fatti non ci sono e prima di mettere a repentaglio la reputazione del servizio sanitario di questa regione e di questa citta’, paragonandolo a comportamenti truffaldini, bisogna avere i fatti, le prove e bisogna metterci la faccia”.

 

“Noi non siamo contrari che qualsiasi operatore o cittadino, a conoscenza di fatti specifici, vada in Procura a denunciare - afferma Lusenti- siamo favorevoli perché vogliamo essere completamente trasparenti. Ma la delazione, la lettera anonima e i corvi, in Emilia-Romagna no”.

 

La lettera in questione “parte da un non fatto”, scandisce Lusenti, ma soprattutto “reca un grave pregiudizio alla reputazione meritata e solida” della sanita’ bolognese. Tant’e’ vero che l’assessore non esclude, in futuro, la strada della richiesta di risarcimento danni per via giudiziaria. “Attendiamo il lavoro della magistratura e siamo a disposizione- afferma Lusenti- quando poi tutte le carte saranno in tavola, valuteremo se da parte della Regione o dell’Ausl sia opportuno intraprendere azioni”. Lusenti ribadisce che quella lettera anonima “non l’abbiamo e supponiamo solo che esista”.

 

L’Ausl di Bologna, in accordo con la Regione, ha svolto “una verifica straordinaria e molto di dettaglio, puntuale, profonda, a tappeto, su tutto il sistema. E’ stata fatta una Tac a 64 strati” di tutta l’attivita’ in Simil alp dal 2011 a oggi. Un controllo su tutti i fronti: prenotazione ed effetuazione esami; attivita’ e fermi delle macchine, orari e prestazioni erogate, refertazione e tutta la programmazione della Simil Alp.

“Filiere separate che- sottolinea Lusenti- se si volesse forzare il sistema, andrebbero tutte manomesse da una sorta di associazione a delinquere talmente potente che non solo lascerebbe tracce e farebbe suonare i campanelli d’allarme dopo un minuto, ma che perseguirebbe l’obiettivo” di portare a casa “60 euro lordi per un radiologo e 31 euro per un tecnico”, con una “potenza di fuoco che meriterebbe ben altra causa, come manomettere i forzieri della Banca d’Italia”. In poche parole, “non sta in piedi, neppure dal punto di vista logico”.

il Meteo.it

Liste 'gonfiate' Maggiore Bologna: verifiche Ausl, nessuna anomalia

(AGI) - Bologna, 15 ott. - Nessuna anomalia ne' alcuna disposizione organizzativa, come blocchi della attivita' produttiva, inserimenti discrezionali di pazienti in lista, orientata a 'gonfiare' le liste di attesa e giustificare, in questo modo, il ricorso alle attivita' in simil-Alp (straordinario serale). E', in estrema sintesi, l'esito delle verifiche svolte dall'azienda usl di Bologna in seguito all'esposto anonimo in cui un gruppo di tecnici di radiologia dell'ospedale Maggiore denunciava presunte irregolarita'. In base all'esposto la Procura felsinea aveva aperto un'inchiesta. (AGI) Bo1/AriVai sul sito di AGI.it

RADIO CITTA' DEL CAPO

 

La Regione smonta il caso radiologia: “Nessuna irregolarità”

15 ott. – Non ha dubbi il direttore dell’Ausl Ripa di Meana: “Non c’è nessuna irregolarità“. Sulla stessa linea l’assessore alla sanità regionale Carlo Lusenti: “Qui non ci sono i fatti, stiamo parlando del nulla“. In una conferenza stampa di un’ora i vertici della sanità emiliano romagnola presentano due pagine fitte di dati che dimostrebbero “l’inesistenza delle accuse che ci sono state fatte, accuse tra l’altro arrivate da denunce anonime”. Il caso è nato lo scorso 10 settembre, quando un gruppo di tecnici di radiologia dell’ospedale Maggiore di Bologna inviarono un esposto in Procura per denunciare “truffe e frodi” nelle liste d’attesa, gonfiate artificialmente a loro dire per permettere agli operatori di fare più straordinario.

I dati forniti da Lusenti e Ripa di Meana parlano di un sostanziale allineamente dell’Ospedale Maggiore rispetto ad altri ospedali per quanto riguarda gli esami radiologici eseguiti in simil-Alp (straordinario serale). Nessuna lista di attesa gonfiata insomma, fermi macchina contenuti e in linea con le esigenze tecniche di un reparto di radiologia, controlli che sono sempre stati stringenti. La differenza di tre punti percentuali tra il Maggiore e l’intera Ausl nel suo complesso (9% contro 5% di esami radiologici eseguiti in straordinario serale) è stata giustificata con l’importanza del Maggiore, “ospedale da sempre sottoposto a carichi di lavoro intensi”. L’84% delle prestazioni in simi-Alp è stato prenotato tramite Cup, la parte restante tramite ospedali e ambulatori. La refertazione di esami non conclusi, altra questione su cui si sono concentrate le accuse, “è di un’entità risibile”: 12 casi sul totale, lo 0,2%. “Si tratta di esami non conclusi per ragioni che possono dipendente dal paziente, attacchi di claustrofia ad esempio – spiega Lusenti – e comunque non sono né retribuiti né rendicontati”.

 

DIRE
LUSENTI: UN DANNO A BUONA REPUTAZIONE SISTEMA, VALUTEREMO AZIONI
 

(DIRE) Bologna, 15 ott. - "Qui i fatti non ci sono e prima di mettere a repentaglio la reputazione del servizio sanitario di questa regione e di questa citta', paragonandolo a comportamenti  truffaldini, bisogna avere i fatti, le prove e bisogna metterci la faccia". A denti stretti, quasi trattenendosi nel togliersi un gran peso dalle spalle, l'assessore regionale alla Sanita', Carlo Lusenti, scrive la parola fine (almeno sul fronte istituzionale) sulla lettera anonima che denunciava attivita' irregolari nella radiologia dell'Ospedale Maggiore di Bologna. Un fatto che non esiste, ripete piu' volte Lusenti, oggi in conferenza stampa in Regione al fianco del numero uno dell'Ausl di Bologna, Francesco Ripa di Meana, per tirare le somme sulle verifiche a tappeto fatte sul sistema sanitario bolognese (esteso poi a livello regionale), dalle quali "non emerge nessuna anomalia ne' comportamenti opportunistici", sentenzia.

"Noi non siamo contrari che qualsiasi operatore o cittadino, a conoscenza di fatti specifici, vada in Procura a denunciare- afferma Lusenti- siamo favorevoli perche' vogliamo essere completamente trasparenti. Ma la delazione, la lettera anonima e i corvi, in Emilia-Romagna no". La lettera in questione "parte da un non fatto", scandisce Lusenti, ma soprattutto "reca un grave pregiudizio alla reputazione meritata e solida" della sanita' bolognese. Tant'e' vero che l'assessore non esclude, in futuro, la strada della richiesta di risarcimento danni per via

giudiziaria. "Attendiamo il lavoro della magistratura e siamo a disposizione- afferma Lusenti- quando poi tutte le carte saranno in tavola, valuteremo se da parte della Regione o dell'Ausl sia opportuno intraprendere azioni". Lusenti ribadisce che quella lettera anonima "non l'abbiamo e supponiamo solo che

esista".

 

(DIRE) Bologna, 15 ott. - Eventuali ipotesi di reato "non spetta a noi verificarle", afferma Lusenti, ma quel che e' certo e' che quella lettera "da' luogo a un pregiudizio sull'esistenza in questa citta', in uno dei piu' grandi ospedali italiani, di un'associazione che adottava comportamenti opportunistici e truffaldini per piegare ai suoi interessi il sistema". Parlare di liste d'attesa gonfiate e macchine lasciate spente, per fare un'attivita' fuori orario che genera una maggiore retribuzione, insiste Lusenti, da' vita a una "teoria che reca un grave

pregiudizio alla reputazione meritata e solida del servizio sanitario in questa citta' e ingenera nei cittadini una preoccupazione. Perche' se qualcuno sostiene che qui ci sia un sistema simil-camorristico, i cittadini si preoccupano e hanno

pure ragione". Da qui l'Ausl di Bologna, in accordo con la Regione, ha svolto "una verifica straordinaria e molto di dettaglio, puntuale, profonda, a tappeto, su tutto il sistema. E' stata fatta una Tac a 64 strati" di tutta l'attivita' in Simil alp dal 2011 a oggi. Un controllo su tutti i fronti: prenotazione ed effetuazione esami; attivita' e fermi delle macchine, orari e prestazioni erogate, refertazione e tutta la programmazione della Simil Alp.

"Filiere separate che- sottolinea Lusenti- se si volesse forzare il sistema, andrebbero tutte manomesse da una sorta di associazione a delinquere talmente potente che non solo lascerebbe tracce e farebbe suonare i campanelli d'allarme dopo un minuto, ma che perseguirebbe l'obiettivo" di portare a casa

"60 euro lordi per un radiologo e 31 euro per un tecnico", con una "potenza di fuoco che meriterebbe ben altra causa, come manomettere i forzieri della Banca d'Italia". In poche parole, "non sta in piedi, neppure dal punto di vista logico".

 

ANSA

Liste attesa 'gonfiate' Bologna, da verifiche no anomalie (2) 
BOLOGNA 

 

(ANSA) - BOLOGNA, 15 OTT - La questione delle presunte liste d'attesa 'gonfiate' e delle 'tac fantasma' era stata sollevata da un esposto anonimo alla Procura, il cui contenuto era stato pubblicato dall'edizione bolognese di Repubblica. Sulla base dell'esposto era stato aperto un fascicolo conoscitivo (affidato al pm Morena Plazzi) ed stati erano immediatamente avviati accertamenti da parte del Nas dei carabinieri. Le indagini sono ancora in corso, anche se l'inchiesta - a quanto si apprende - ha perso consistenza e, se identificato, l'autore dell'anonimo verrà chiamato a chiarire.

Il tutto, ha sottolineato infatti oggi Lusenti, in una conferenza stampa insieme al direttore generale dell'Ausl, Francesco Ripa di Meana, "è stato innescato da una lettera anonima basata su una teoria falsa e calunniosa che ha messo in discussione l'onorabilità dell'ospedale e del nostro sistema sanitario. L'organizzazione è sana, chi manda denunce anonime abbia il coraggio di presentarsi in Procura con fatti e ci metta la faccia. Non accettiamo la delazione, le lettere anonime i corvi e l'uso dei corvi in Emilia-Romagna". La verifica svolta è stata "profonda e puntuale, una 'tac a 64 strati'", ha detto l'assessore. Le verifiche sono state rese necessarie dal fatto che la lettera "configura un'idea, una sorta di pregiudizio: l'esistenza, in uno dei più grandi ospedali d'Italia, di un'associazione che avrebbe adottato comportamenti truffaldini per fare il proprio interesse. Se fosse vero i nostri cittadini si preoccuperebbero, e a ragione".

Le conclusioni sono state presentate anche in commissione Politiche per la salute e politiche sociali.

Dai controlli è emerso come gli esami radiologici in simil-Alp per l'intera Ausl rappresentino il 5% del totale, per il Maggiore il 9%, e come i fermi macchina siano contenuti e in linea con ordinarie esigenze di manutenzione. Non è stata trovata nessuna disposizione di carattere organizzativo (blocchi della attività produttiva, inserimenti discrezionali di pazienti in lista, etc.) orientata a 'gonfiare' le liste di attesa. Dalla fine del 2012 l'Azienda ha definito nuove modalità organizzative per quanto riguarda la programmazione e la remunerazione. E' stato individuato un tempario per ogni singola prestazione e l'orario aggiuntivo (simil-Alp) è stato remunerato su questa base. I controlli sono fatti, in maniera incrociata, dalle direzioni amministrative degli ospedali e dall'ufficio del Personale aziendale.

La percentuale di cittadini che non si è presentata ad un appuntamento radiologico in simil-Alp al Maggiore è equivalente a quella registrata nell'intera Azienda, circa l'8% del totale degli esami prenotati tramite CUP per gli anni 2011 e 2012, ed è in miglioramento nel primo semestre 2013 (7,2%). Le mancate presentazioni ad esami radiologici in simil-Alp sono percentualmente più basse rispetto al canale istituzionale. La refertazione di esami non conclusi, eseguiti in simil-Alp, nel 2012 è di entità tale (0,2%, 12 casi) da potersi ritenere casuale. Si tratta di esami non conclusi per ragioni che possono dipendere dal paziente - per esempio pazienti claustrofobici o di taglia superiore a quella tollerata dalla macchina - o dalla apparecchiatura e, in ogni caso, non sono rendicontati né retribuiti. (ANSA).

 


Bologna Today

 

Maggiore, straordinari 'sospetti' in Radiologia. Ausl: 'All'azienda non risulatano anomalie'
Così in difesa l'azienda sanitaria locale dopo gli accertamenti in corso sul fatto. Ripa Meana: "Massima collaborazione con l'Autorita´ giudiziaria visto che le ipotesi di illeciti rappresenterebbero danno in primo luogo per gli operatori, i cittadini e il Servizio sanitario pubblico"

 

A seguito del polverone nato  dopo l'esposto anonimo firmato dai tecnici di radiologia dell'Ospedale Maggiore che denunciava un presunto "sistema" messo in piedi da alcuni sanitari per arrotondare la busta paga  con più ore di straordinario serale, e le conseguenti indagini ad opera dei Nas scaturite, l'Ausl passa sulla difensiva e tiene a spiegare la totale intenzione di collaborare con le autorità. "I lavori del tavolo aperto sul tema - piaga in una nota l'azienda sanitaria - si concluderanno in tempi stretti con un documento tecnico che metterà a  disposizione della Regione un quadro esaustivo della regolamentazione attuale delle attività di simil-Alp radiologica, con particolare attenzione per la programmazione, la gestione e il controllo".

 

Dal direttore generale dell'Azienda Usl di Bologna, Francesco Ripa di Meana, la garanzia: "Stiamo assicurando massima collaborazione con l’Autorita´ giudiziaria  visto che le ipotesi di illeciti adombrate nell’esposto anonimo e diffuse dalla stampa rappresenterebbero un danno in primo luogo per gli operatori, i cittadini e il Servizio sanitario pubblico. L’Azienda - ha concluso Ripa di Meana – considera indispensabile fare chiarezza, nell’ottica della massima trasparenza nei confronti dei cittadini sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche e sul buon funzionamento dei servizi."

 

Sulla base delle prime verifiche effettuate, l'Ausl ribadisce che: 'La Direzione Aziendale non è mai venuta a conoscenza di informazioni di qualsiasi genere su comportamenti meno che leciti riguardanti le attività di simil-Alp. Non c’è alcun legame tra le misure organizzative riguardanti la simil-Alp assunte dalla Direzione Sanitaria nel dicembre 2012, prima fra tutte la centralizzazione della programmazione delle attività, e la segnalazione di presunti illeciti".

 

ANSA

 Liste attesa 'gonfiate' Bologna, da verifiche no anomalie

 Regione, messa a repentaglio nostra reputazione senza le prove

 BOLOGNA, 15 OTT - Nessuna disposizione organizzativa per 'gonfiare' le liste di attesa e giustificare, così, il ricorso alla simil-Alp (straordinario serale), né anomalie o comportamenti opportunistici sono emersi dalle verifiche dell'Ausl di Bologna dopo l'esposto anonimo su presunte irregolarità alla Radiologia del Maggiore. ''Prima di mettere a repentaglio la buona reputazione del nostro sistema sanitario, bisogna avere i fatti e le prove'', ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti. (ANSA).

 

 

Corriere di Bologna on line

Radiologia del Maggiore, «nessuna lista 'gonfiata'»
Le verifiche dell'Ausl non hanno trovato anomalie. Lusenti: «Prima di rischiare la reputazione del sistema sanitario, bisogna avere le prove»


L'ospedale Maggiore
BOLOGNA - Nessuna disposizione organizzativa per «gonfiare» le liste di attesa e giustificare così il ricorso alla simil-Alp (lo straordinario serale), nè anomalie o comportamenti opportunistici sono emersi dalle verifiche dell'Ausl di Bologna dopo l'esposto anonimo su presunte irregolarità alla Radiologia del Maggiore. «Prima di mettere a repentaglio la buona reputazione del nostro sistema sanitario, bisogna avere i fatti e le prove», ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti. 

 

Sanità, Lusenti: nel reparto Radiologia del Maggiore di Bologna ''nessun comportamento anomalo''
Attraverso l’analisi sistematica dell’attività del reparto di Radiologia dell'ospedale Maggiore di Bologna "nessun comportamento opportunistico o anomalo si è verificato nelle attività di simil-Alp del dipartimento": ad affermarlo è stato l’assessore alla salute della Regione Emilia-Romagna Carlo Lusenti intervenendo in Commissione politiche per la salute e politiche sociali.

24 emilia


Il fatto, ha ricordato Lusenti, "è stato innescato da una lettera anonima basata su una teoria falsa e calunniosa che ha messo in discussione l’onorabilità dell’ospedale e del nostro sistema sanitario. L’organizzazione è sana, chi manda denunce anonime abbia il coraggio di presentarsi in procura con fatti e ci metta la faccia”.

L'assessore ha poi illustrato i contenuti dell’indagine che l’azienda sanitaria e la Regione hanno deciso di attivare: 59 pagine di dati e analisi (dal 2011 al 2013) che hanno evidenziato la complessità di un sistema "tracciato e verificato con continuità”. Per Lusenti, dunque, “è impossibile, all’interno di questo sistema, commettere infrazioni: per farlo occorrerebbe manomettere più sistemi”.

Come si legge nella relazione, la simil-Alp (una delle 3 Tac presenti e funzionanti al Maggiore) è una macchina di altissima definizione (64 strati) in funzione al pronto soccorso 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno per far fronte a situazioni non ordinarie di aumento della domanda o di insufficienza del personale (relative e temporanee) e per garantire ai cittadini tempestività di risposta, compatibilmente con la disponibilità delle apparecchiature, attraverso il prolungamento dell’orario di lavoro.

La disponibilità del personale, su base volontaria, la ripartizione dei carichi di lavoro e la verifica e la rendicontazione puntuale delle prestazioni effettuate è affidata alla responsabilità dei direttori di dipartimento. Secondo i dati emersi nella relazione, la simil-Alp esegue 75 prestazioni al giorno per 365 giorni all’anno. 

 

 

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