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Attività radiologica in simil-Alp al Maggiore: nessuna anomalia né comportamenti opportunistici riscontrati nelle verifiche dell'Azienda Usl di Bologna

Data di pubblicazione: 15/10/2013 15:06

Gli esiti presentati oggi in Commissione assembleare. L'assessore Lusenti: "Prima di mettere a repentaglio la buona reputazione e l'immagine del nostro sistema sanitario regionale, bisogna avere i fatti e le prove. E bisogna anche metterci la faccia"

Ultimo aggiornamento : 21/10/2013

Nessuna disposizione organizzativa orientata a “gonfiare” le liste di attesa e giustificare, in questo modo, il ricorso alle attività in simil-Alp (straordinario serale). E’, in estrema sintesi, l’esito delle verifiche svolte dall’Azienda Usl di Bologna, in seguito all’esposto anonimo presentato in Procura. Verifiche da cui emerge come gli esami radiologici in simil-Alp per l’intera Azienda rappresentino il 5% del totale svolto, per l’Ospedale Maggiore il 9%, e come i fermi macchina siano contenuti e in linea con le ordinarie esigenze di manutenzione. Inviate all’assessore regionale alle Politiche per la Salute Carlo Lusenti dalla direzione dell’Azienda, le conclusioni delle verifiche sulle attività di simil-Alp radiologiche dell’Ospedale Maggiore sono state presentate oggi in Commissione politiche per la salute e politiche sociali.

“E’ stata fatta una verifica a tappeto – ha spiegato Lusenti incontrando i giornalisti dopo la Commissione – . Una tac, per usare una metafora, a 64 strati di tutto il sistema. E l’abbiamo fatto perché questa lettera anonima – che noi peraltro non abbiamo – configura un’idea, una sorta di pregiudizio: l’esistenza, in uno dei più grandi ospedali d’Italia, di un’associazione che avrebbe adottato comportamenti truffaldini per fare il proprio interesse. Se fosse vero – ha aggiunto l’assessore – i nostri cittadini si preoccuperebbero, e a ragione. Di qui le verifiche condotte, da cui non è emerso nulla di anomalo: dunque – ha concluso Lusenti – prima di mettere a repentaglio la buona reputazione e l’immagine del nostro sistema sanitario regionale, bisogna avere i fatti e le prove. E bisogna anche metterci la faccia, anziché inviare lettere anonime”.

“Gli elementi emersi dall’analisi dell’attività radiologica in simil-Alp al Maggiore non giustificano le ipotesi di comportamenti opportunistici o anomali riferiti dai media in relazione all’esposto anonimo – ha ribadito il direttore generale dell’Azienda Usl di Bologna Francesco Ripa di Meana – . Abbiamo condotto verifiche sistematiche, esaminando prestazione per prestazione, referto per referto, l’attività di ogni singola apparecchiatura radiologica, le modalità di accesso per i cittadini, grazie alla completa tracciabilità informatica dell’intero ciclo, dalla prenotazione alla refertazione. Una mole rilevante – ha sottolineato il direttore  –  di dati, informazioni, incroci tra database, analisi, che ci ha impegnato per un intero mese, durante il quale abbiamo guardato con severità ogni minimo dettaglio e non abbiamo trovato nulla, per quanto possibile verificare con gli strumenti a nostra disposizione, di ciò che abbiamo letto sulla stampa”.

Le verifiche svolte dall’Azienda USL
Il periodo preso in esame comprende gli anni 2011, 2012 e il 1° semestre 2013. Sono state esaminate le prestazioni radiologiche effettuate in Azienda e, in particolare, quelle eseguite dalla Radiologia dell’Ospedale Maggiore, per pazienti ricoverati, da Pronto Soccorso ed esterni; le prestazioni radiologiche in simil-Alp svolte in tutti gli ospedali dell’Azienda; le modalità di accesso per i cittadini; il numero di mancate presentazioni agli esami; il numero di prestazioni radiologiche pe lo stesso utente nel corso di un anno; i referti presenti a sistema nonostante non sia stata conclusa la prestazione; l’esecuzione di esami con prescrizione compilata erroneamente; i fermi macchina e la manutenzione ordinaria e straordinaria delle apparecchiature TAC e RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) del Maggiore; il numero di sonde angiografiche utilizzate, in relazione agli esami svolti.

A conclusione delle verifiche, non è stata trovata nessuna disposizione di carattere organizzativo (blocchi della attività produttiva, inserimenti discrezionali di pazienti in lista, ecc.) orientata a “gonfiare” le liste di attesa e giustificare, in questo modo, il ricorso alle attività in simil-Alp.

L’attività di simil-Alp, svolta, come da normativa, al di fuori dell’orario di lavoro, è stata utilizzata dalla Azienda Usl di Bologna per garantire ai cittadini una risposta tempestiva a fronte di aumenti non ordinari della domanda o di temporanee insufficienze di personale. E’ stata monitorata con continuità da parte della direzione aziendale, con un progressivo affinamento degli strumenti di controllo, sia sulla produzione che sulla congruità rispetto alla programmazione delle attività.

Dalla fine del 2012 l’Azienda ha definito nuove modalità organizzative per le attività in simil-Alp, in particolare per quanto riguarda la programmazione e la remunerazione. E’ stato individuato un tempario per ogni singola prestazione e l’orario aggiuntivo (simil-Alp) è stato remunerato su questa base. I controlli sono effettuati, in maniera incrociata, dalle Direzioni amministrative degli ospedali e dall’Ufficio del Personale aziendale.

La produzione di esami radiologici dell’Azienda negli anni 2011 e 2012 è stabile (525.000 prestazioni nel 2012) così come quella dell’Ospedale Maggiore (231.000 esami nel 2012), dove si effettua il 46% del totale degli esami radiologici eseguiti dall’intera Azienda.

La maggior parte degli esami radiologici effettuati al Maggiore (il 66% nel periodo 2011-1° semestre 2013) è destinato a pazienti ricoverati e provenienti dal Pronto Soccorso. Il Maggiore, infatti, è uno dei principali ospedali italiani nelle aree dell’emergenza-urgenza per casistica trattata, qualità dell’assistenza e risultati: ciò spiega perché le prestazioni radiologiche per pazienti ricoverati e da Pronto Soccorso sono di gran lunga più numerose di quelle per pazienti esterni.

Gli esami radiologici in simil-Alp per l’intera Azienda rappresentano il 5% del totale degli esami eseguiti; all’Ospedale Maggiore la percentuale è del 9%.  Questa differenza, comunque ridotta se si considerano le funzioni di emergenza dell’ospedale, è dovuta al fatto che la domanda di prestazioni di diagnostica pesante si concentra da sempre sulle strutture di Bologna.

La produttività di tutte le apparecchiature diagnostiche dell’Ospedale Maggiore è elevata, e i fermi macchina contenuti e in linea con le ordinarie esigenze di manutenzione. Nel dettaglio, all’Ospedale Maggiore sono attualmente in funzione tre TAC e una RMN (Risonanza Magnetica Nucleare). La TAC 3 Pronto Soccorso (64 strati, collocata al piano atrio), attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, nel 2012 ha prodotto 27.190 TAC (media di 74.9 TAC/g) registrando, sia nel 2011 che nel 2012, 4 giorni di fermo macchina. La TAC 20 (40 strati, collocata al piano rialzato), attiva dalle ore 8 alle ore 19.30, dal lunedì al venerdì e il sabato dalle 8 alle 13.30, nel 2012 ha prodotto 11.011 TAC (media di 36.82 TAC/g), con 2 giorni di fermo macchina sia nel 2011 che nel 2012; la TAC 8 (16 strati, collocata al piano atrio) è dedicata quasi esclusivamente a garantire la continuità di erogazione delle prestazioni e come supporto in caso di fermo macchina delle altre apparecchiature (backup), e nel 2012 ha prodotto 982 TAC, con 2 giorni di fermo macchina sia nel 2011 che nel 2012. La RM, infine, è attiva dalle 8 alle 20, dal lunedì al venerdì, oltre che al sabato, la domenica e durante le urgenze. Nel 2012 ha prodotto 3.768 RMN, con 3 giorni di fermo macchina nel 2011 e 4 nel 2012.

L’84% delle prestazioni in simil-Alp effettuate in tutta l’Azienda Usl di Bologna, è stato prenotato tramite CUP, la parte restante attraverso i punti di accoglienza degli ospedali, o direttamente dagli specialisti ambulatoriali. Al Maggiore queste prestazioni sono destinate a percorsi specifici (percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali, Day Service, Protocollo Interaziendale Urgenze, Urgenze differibili e prenotazioni da presa in carico degli specialisti) e sono totalmente tracciabili attraverso i sistemi informatici.

La percentuale di cittadini che non si è presentata ad un appuntamento radiologico in simil-Alp all’Ospedale Maggiore è equivalente a quella registrata nell’intera Azienda, circa l’8% del totale degli esami prenotati tramite CUP per gli anni 2011 e 2012, ed è in miglioramento nel primo semestre 2013 (7,2%). Le mancate presentazioni ad esami radiologici in simil-Alp sono percentualmente più basse rispetto al canale istituzionale.

La refertazione di esami non conclusi, eseguiti in simil-ALP, nel 2012 è di entità tale (0,2%, 12 casi) da potersi ritenere casuale. Si tratta di esami non conclusi per ragioni che possono dipendere dal paziente - per esempio pazienti claustrofobici o di taglia superiore a quella tollerata dalla macchina - o dalla apparecchiatura e, in ogni caso, non sono rendicontati né retribuiti.

Diversamente da quanto riportato dai media, le prestazioni angiografiche eseguite e il numero di cateteri e di stent  impiegati sono coerenti con la programmazione e con l'attività svolta.

 


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