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Il registro prospettico dei glioblastomi in Emilia-Romagna presentato all’ASCO Meeting di Chicago

Data di pubblicazione: 23/07/2013 11:35

Alba Brandes racconta una parte del progetto PERNO, Progetto Emiliano Romagnolo in Neuro-Oncologia.

Ultimo aggiornamento : 26/08/2013

Anche quest’anno Alba Brandes, direttore dell’Oncologia del Bellaria, ha portato un po’ dell’Azienda USL di Bologna e dell'ISNB, l'IRCCS di Neuroscienze di Bologna, all’ASCO Meeting di Chicago, evento internazionale di riferimento per la diffusione delle conoscenze e delle buone pratiche in oncologia.

L’American Society of Clinical Oncology ha selezionato, infatti, la ricerca sui percorsi clinico-terapeutici nei pazienti con glioblastoma, inserita nell’ambito del Progetto Emiliano Romagnolo in Neuro-Oncologia (PERNO), di cui la Alba Brandes è coordinatore scientifico.

“Si tratta di uno studio realizzato osservando tutte le persone colpite da questo particolare tipo di tumore al cervello tra il 2009 e la fine del 2011 nella nostra Regione”, spiega Brandes, “per capire la qualità e le eventuali differenze nella cura sul territorio. L’obiettivo è renderci conto di quella che è la aspettativa di vita dei pazienti affetti da questa patologia nella nostra regione e, in secondo luogo, migliorare e rendere più omogenei diagnosi e trattamento di questa malattia.”

Il glioblastoma è un tumore raro che ogni anno colpisce meno di 5 persone ogni 100.000. L’analisi eseguita su 268 pazienti ha evidenziato che il 60% riceve il trattamento combinato di chemio e radioterapia, ad oggi considerato il più efficace.“

Siamo riusciti a realizzare un registro prospettico di territorio” continua Brandes, “l’unico in Italia. Sono pochissimi i paesi ad averne uno sui tumori cerebrali. Un registro di questo tipo rappresenta una garanzia, perché raccoglie al suo interno la popolazione realmente affetta da questa patologia nella nostra regione e rappresenta una fotografia puntuale e continua del livello di efficienza del sistema. Efficienza che nel caso dell’Emilia-Romagna è particolarmente alta”.

Il progetto ha coinvolto le Unità di Oncologia, Neurologia, Neurochirurgia, Radioterapia, Neuroradiologia e di Anatomia Patologica della Regione, consolidando ulteriormente il network regionale già esistente.

“Rendere quel network più solido è già di per sé un grande risultato, un’azione decisiva nella direzione dell’omogeneizzazione del trattamento all’interno della Regione. Va sottolineato, inoltre, ”conclude Brandes “il ruolo dell’ISNB – Istituto Scienze Neurologiche di Bologna, che ha svolto la funzione di segreteria scientifica. Una risorsa fondamentale per rilanciare la pratica clinica nella direzione della ricerca”.

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