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Archivio 2013

Contro l’obesità, “Personal Shopper” al supermercato

Data di pubblicazione: 13/05/2013 09:46

Per una spesa più sana e consapevole, psicologi della Psicologia Clinica Ospedaliera e dietisti dell’Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell’Azienda USL di Bologna con le persone colpite da obesità.

Ultimo aggiornamento : 27/06/2013

Il neologismo “globesity” utilizzato dall’OMS bene esprime quanto l’obesità sia un problema di diffusione globale, da affrontare su più fronti. All’interno degli “Incontri Aperti”, appuntamenti a cadenza bimestrale pensati per i pazienti obesi in trattamento presso la Psicologia Clinica Ospedaliera, è stato avviato un piccolo esperimento: convogliare le energie dei professionisti dell’Unità Organizzativa Igiene degli Alimenti e Nutrizione del Dipartimento Sanità Pubblica per creare occasioni d’acquisto guidate. Un gruppo di pazienti in cura per obesità, accompagnati da Chiara Zaglia, psicologa-psicoterapeuta responsabile del percorso, e dalle dietiste Chiara Rizzoli ed Elena Aprile, ha lavorato direttamente “in loco”, ossia al supermercato. Tre “personal shopper” multiprofessionali con l’obiettivo di rendere i pazienti protagonisti di una spesa più consapevole e responsabile, a sostegno di un’alimentazione varia, equilibrata e sana.

Dalla Sede del dipartimento Sanità Pubblica di via Gramsci 12, si taglia via Milazzo per scendere fino alla Coop di Via Montebello. Qui ci si divide in piccoli gruppi e si leggono le etichette dei prodotti, magari partendo proprio da quelli acquistati abitualmente dai partecipanti, e le sorprese non mancano. I cosiddetti prodotti light, ad esempio, non sono sempre i migliori da un punto di vista nutrizionale. Attraversando i vari reparti, dal fresco ai surgelati, dal banco frigo allo scatolame, si imparano a leggere le informazioni sulle confezioni, dando priorità al contenuto calorico, il tipo e la quantità dei grassi contenuti, l’apporto di fibre, di colesterolo e sodio. 

L’altro “come” importante del fare la spesa, riguarda la sua preparazione. Arrivare con una lista della spesa pensata limita le tentazioni e permette di organizzare meglio i pasti per le giornate seguenti, liberandoci da altri fattori emotivi legati alla spesa, come le seduzioni del packaging.

“Abbiamo chiamato questo tipo di appuntamento "Personal shopper" ispirandoci nel nome a quanto offrono alcune grandi catene di distribuzione alimentare nord-americane che da qualche tempo prevedono una tale figura professionale all’interno dei loro punti vendita” dice Chiara Zaglia, che prosegue: “In realtà l’idea è nata dalla collaborazione tra i due Servizi (uno ospedaliero e l’altro territoriale) che ci consente un approccio più completo al problema dell’ obesità.”

Nell’ultimo anno l’Italia ha raggiunto il triste primato europeo nella maggior incidenza dell’obesità infantile: il 23% dei bambini risulta in sovrappeso, l’11,2% obeso, con percentuali più alte nelle Regioni del Centro e del Sud. I bambini che hanno almeno un genitore obeso hanno inoltre probabilità maggiori di essere a loro volta obesi. La prevenzione e la presa in carico dell’obesità è quindi una priorità di sanità pubblica, anche nell’ottica del benessere degli adulti di domani. Secondo l’Ocse, una persona obesa comporta annualmente una spesa sanitaria superiore del 25% rispetto a chi è normopeso; l’obesità sarebbe responsabile dell’1-3% della spesa sanitaria totale nella maggior parte dei Paesi Ocse.

 
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