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Psiconews - “Parlare civile”: istruzioni per l'uso

Data di pubblicazione: 11/04/2013 14:45

A Psicoradio, una puntata dedicata al significato delle parole

Ultimo aggiornamento : 15/04/2013

Le parole possono far male, perché le parole non sono neutre, possono allontanare o facilitare la comprensione dei problemi o tra le persone. Questo tema, che Psicoradio affronta spesso nelle sue puntate, è alla base del libro “Parlare civile – Comunicare senza discriminare” un libro che verrà presentato durante il seminario di formazione per giornalisti sui temi del disagio e delle marginalità, organizzato da Redattore Sociale, il 18 aprile a Roma.
 
Come scritto nell’introduzione, il libro “mette insieme inchiesta giornalistica, sociale e linguistica, con lo scopo di approfondire i principali temi a rischio discriminazione (disabilità, genere, immigrazione, povertà ed emarginazione, prostituzione, religioni, minoranze e salute mentale), e il linguaggio per parlarne.”

Raffaella Cosentino, giornalista di Redattore Sociale e autrice  del capitolo del libro dedicato alla salute mentale, racconta ai microfoni di Psicoradio che il libro non vuole essere una semplice denuncia dell’uso di un linguaggio inappropriato e a volte offensivo, ma  uno strumento di servizio per tutti gli operatori della comunicazione e per i lettori.

Alcune di queste parole vengono scritte per scarsa conoscenza dei temi e diventano titoli di giornale, amplificando pregiudizi e stereotipi sul disagio psichico, in particolare quelli legati alla pericolosità delle persone che ne sono colpite.

I pazienti psichiatrici rischiano quindi di essere visti come “persone da tenere ai margini, da estraniare e che hanno una malattia in continuo peggioramento o addirittura incurabile”, sottolinea Raffaela Cosentino; “se pensiamo che la legge Basaglia ha chiuso i manicomi 30 anni fa è impensabile che si debba ancora discutere sui termini da usare”.
 
Ancora, secondo Raffaella Cosentino, l’Italia è  indietro rispetto alla presa di coscienza sul peso che hanno le parole. In Gran Bretagna, ad esempio, già all’interno delle redazioni giornalistiche, esistono  norme che regolamentano l’uso di alcuni termini in ambito giornalistico e politico.
 
“Il prossimo passo è che siano le persone con disagio psichico a decidere come vogliono essere chiamate”, conclude la giornalista.
 
 I redattori di Psicoradio, in questi anni, lo hanno già fatto e hanno scelto di presentarsi come “cittadini seguiti dai servizi di salute mentale”.

Psicoradio trasmette su Popolare Network ogni venerdì alle 20.40 e su Città del Capo Radio Metropolitana ogni domenica alle 13.15, oltre che sul canale WebRadio del proprio sito.

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