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I mondi dell’adolescenza, due appuntamenti su giovani italiani e stranieri

Data di pubblicazione: 07/09/2012 17:52

Ospite Miguel Benasayag, autore de L’epoca delle passioni tristi

Ultimo aggiornamento : 02/10/2012

Un confronto su salute e sessualità tra gli adolescenti italiani e di origine straniera, sia di prima che di seconda generazione. E’ l’oggetto di Giovani Adolescenti stranieri, progetto di intervento dello Spazio Giovani dell’Azienda USL di Bologna, al centro del convegno Nuove Generazioni. Genere, sessualità e rischio negli adolescenti di origine straniera, in programma lunedì 10 settembre alle 8.30 presso l’Auditorium Marco Biagi di Sala Borsa a Bologna.

Il convegno sarà preceduto, il  9 settembre alle ore 18, presso la Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio, da un incontro con Miguel Benasayag, psicoanalista e filosofo argentino da molti anni a Parigi. Interessato da sempre alla condizione giovanile contemporanea, Benasayag propone una riflessione su società e sistema educativo-familiare, chiedendosi come possano maturare gli adulti di domani in un’epoca che vede nel futuro un tempo buio.

Il progetto, finanziato della Regione Emilia-Romagna e svolto in collaborazione con i Dipartimenti di Psicologia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, ha coinvolto circa un migliaio di adolescenti della provincia di Bologna, dapprima in una indagine conoscitiva e, successivamente, in azioni di promozione della salute e di formazione.

Giovani e sessualità, qualche dato
Il dato di partenza del progetto è il maggior numero di interruzioni volontarie di gravidanza delle adolescenti straniere rispetto alle italiane, pari al 30% del totale, per un segmento della popolazione di riferimento pari al 12%. I risultati raccolti evidenziano disparità di comportamento e di informazione tra giovani italiani e stranieri nella fascia di età 14-20 anni. Se il 55,8% degli intervistati italiani si definisce sessualmente attivo, le percentuali scendono per i ragazzi di origine straniera, con il 48,7% delle seconde generazioni e il 49% degli immigrati. Il 41% dei giovani di seconda generazione ha la prima esperienza sessuale prima di aver compiuto 14 anni, contro il 31% dei migrati e il 28% degli italiani.
Un dato che accomuna tutte le tre fasce di giovani, invece, riguarda gli interlocutori privilegiati sugli argomenti legati alla sessualità. Il 47,6% degli intervistati indica gli amici, seguiti dai ragazzi più grandi al 27,6% e dai coetanei in generale al 22,4%. Se molti adolescenti italiani ritengono il nucleo familiare un luogo in cui chiedere informazioni, la maggior parte dei ragazzi stranieri trova difficile parlare di sessualità in famiglia e vorrebbe ricevere informazioni certe su internet. Gli argomenti di maggior interesse sono le malattie sessualmente trasmissibili (50%), l’amore e gli affetti (30%), i contraccettivi, la gravidanza e l’aborto (28%). Tra i luoghi fisici in cui si vorrebbero ricevere informazioni, la scuola, i servizi sanitari, i centri sociali e le discoteche.

La peer education
I dati ricavati dalla prima fase del progetto hanno evidenziato l’opportunità di utilizzare strumenti di educazione tra pari (peer-to-peer), che facilitano e incentivano la comunicazione tra coetanei per informare e promuovere comportamenti e stili di vita sani. In questa direzione è stato sperimentato, all’interno dello stesso progetto, un intervento di prevenzione attraverso un corso di formazione professionale Oficina, dove è elevata la presenza di adolescenti stranieri. Nel corso degli ultimi due anni scolastici è stato formato, in stretta collaborazione con tutor e docenti, un gruppo di peer educator e sono stati realizzati diversi strumenti multimediali, tra i quali un video informativo, una cartolina per la prevenzione e un flash mob in occasione della Giò art, festa delle scuole secondarie di Bologna.
Prima di questo intervento formativo solo il 44, 9% degli studenti conosceva i servizi ai quali rivolgersi per approfondire i temi della sessualità, una percentuale che è salita al 72% al termine dell’esperienza. Così come la conoscenza dei contraccettivi, valutata su una scala da 0 a 3, è salita da 1,75 a 2,02.
 

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