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Nuovo Accordo integrativo con i Medici di famiglia: un investimento per la valorizzazione dei medici di medicina generale e un’assistenza territoriale più adeguata e vicina ai bisogni dei cittadini

Firmato l’Accordo integrativo tra Azienda USL di Bologna e Medici di Medicina Generale della FIMMG

25/07/2009

“Abbiamo trascorso un anno cercando di trovare punti in comune, di costruire un clima di fiducia, che in qualche momento era venuto meno. Questo Accordo rappresenta un vero punto di partenza per il rilancio dei Medici di Medicina Generale come snodo essenziale di una sanità pubblica che deve essere in grado di prendere in carico sempre più capillarmente i pazienti e, in particolare, le cronicità. E’ la base dalla quale muoversi per vincere definitivamente la grande sfida della reale integrazione su base paritaria tra tutti i professionisti, medici e non medici, dell’ospedale e del territorio.” Questo il commento di Francesco Ripa di Meana, direttore generale dell’Azienda USL di Bologna, alla firma del nuovo accordo integrativo con la FIMMG regionale, il principale  sindacato dei Medici di Medicina Generale.

L’accordo, del valore di oltre 5 milioni di euro per anno (1.4 in più rispetto al 2008), interessa 650 medici di medicina generale ed è stato firmato a cinque anni di distanza dal precedente. Finanzierà progetti che si pongono come obiettivo prioritario una maggiore integrazione tra medici di medicina generale, specialisti, professionisti non medici, la riqualificazione dei servizi all’insegna di una effettiva centralità del cittadino, un investimento sulla umanizzazione dei percorsi assistenziali.

Importanti le novità per i cittadini. Sarà garantito un ampliamento della fascia di apertura degli studi medici che presentano particolari requisiti di integrazione tra professionisti. Si intensificheranno le azioni a sostegno dello sviluppo dei Nuclei di Cure Primarie, a partire dall’ulteriore promozione delle forme di associazionismo tra medici e di integrazione con gli specialisti e gli infermieri. Queste azioni saranno finalizzate, in particolare, alla più estesa ed efficace presa in carico delle cronicità, e ad una maggiore appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici, garantendo cambiamenti concreti e misurabili. Il monitoraggio costante di alcune cronicità, come il diabete, o di condizioni come il post infarto, consentirà di ottenere effetti positivi sul miglioramento della qualità della vita di questi pazienti. Lo sviluppo ulteriore del progetto Sole permetterà ai cittadini di usufruire della consegna dei referti online, oltre che delle prescrizioni.

Infine, la forte integrazione dei medici di medicina generale con la continuità assistenziale consentirà lo scambio di informazioni e la condivisione delle cartelle cliniche dei pazienti,  e lo sviluppo di ambulatori di medicina generale in grado di assicurare una evoluzione dei servizi particolarmente interessante per i cittadini.

 

 

 

 

 

 

 

Audit clinico della presa in carico di persone dimesse dall’ospedale a seguito di Infarto Miocardico Acuto

Nell’ambito dello sviluppo della rete cardiologica metropolitana, i medici di medicina generale esamineranno e valuteranno, attraverso un audit specifico, l’assistenza nel post infarto, con particolare attenzione al confronto con quanto previsto dalle linee guida internazionali. L’obiettivo è individuare e promuovere la diffusione dei trattamenti più sicuri ed efficaci, incrementandone la omogeneità. Si procederà attraverso una valutazione sistematica dei pazienti già trattati nel periodo 2003-2007 per mettere a punto, successivamente, percorsi di presa in carico e modelli di assistenza più appropriati e omogenei.

Particolare attenzione sarà dedicata alla valutazione dell’impatto della educazione dei pazienti riguardo ai necessari cambiamenti negli stili di vita e all’utilizzo delle risorse sanitarie.

Un metodo innovativo, sperimentato anche nell’ottica della estensione della sua utilizzazione ad altre patologie e percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali.

 

 

Percorso diabete

L’Accordo prevede l’incremento della percentuale di pazienti presi in carico dai medici di Medicina Generale, sino a superare la metà del numero complessivo di malati. La cura del diabetico si pone come obiettivo fondamentale il mantenimento dello stato di salute fisica, psicologica e sociale del paziente. L’incremento della percentuale di pazienti presi in carico punta, anche attraverso una corretta informazione, alla diffusione di un approccio più responsabile e corretto alla cura del diabete, patologia ad elevato tasso di prevalenza e incidenza nella popolazione generale.

 

 

Assistenza Domiciliare Integrata

Si conferma, anche alla luce delle esperienze positive degli ultimi anni, la valutazione dell’ADI come forma di assistenza qualificante nel sistema delle cure del territorio. In questo quadro, si consolida il percorso di Dimissione Protetta assicurando la massima tempestività della presa in carico e dell’integrazione con gli altri operatori  e articolazioni organizzative della Azienda coinvolti.

L’Accordo prevede l’aggiornamento delle procedure, anche allo scopo di rafforzarne gli elementi di flessibilità a sostegno di una maggiore personalizzazione della assistenza.

 

 

Integrazione con la continuità assistenziale (Guardia Medica)

Gettate le basi per una maggiore integrazione tra medici di Medicina Generale e di Continuità Assistenziale: i primi compileranno, per le persone a forte rischio di ospedalizzazione, una scheda elettronica, il “Patient Summary”, comprendente patologie croniche e acute in atto, terapia continuativa, eventuali allergie e intolleranze. La scheda sarà disponibile su SOLE. I medici di Continuità Assistenziale potranno consultarla dalla propria postazione e registrare l’eventuale intervento medico effettuato. Il referto della Continuità Assistenziale sarà così a disposizione, attraverso SOLE, del medico di Medicina Generale.

Tutto ciò anche nella prospettiva di realizzare ambulatori di medicina generale con la presenza di specialisti, infermieri e attrezzature diagnostiche, in grado di esercitare una funzione di filtro sull’iperafflusso ai reparti di pronto soccorso.

 

 

 

Maggiore accessibilità degli studi medici

L’Accordo punta sulla promozione di un più efficace coordinamento delle ore di apertura degli ambulatori, dal quale dovrebbe derivare un ampliamento complessivo della accessibilità alla Medicina Generale e, conseguentemente, ad un ricorso più appropriato ai ricoveri  ospedalieri.

 

 

Progetto Sole

L’Accordo prevede il completamento della connessione alla piattaforma da parte degli studi dei medici di Medicina Generale e, soprattutto, l’incremento delle prescrizioni telematiche di esami di laboratorio, specialistica ambulatoriale e diagnostica strumentale. Lo sviluppo ulteriore del progetto Sole garantirà ai cittadini la possibilità di usufruire, oltre che delle prescrizioni, anche della consegna dei referti online.

 

 

 

Formazione

L’Accordo oltre a prevedere momenti di formazione specifica, valorizza la professionalità dei medici di medicina generale come formatori, a testimonianza della attenzione che le parti hanno voluto prestare a questo aspetto, e al riconoscimento alla qualità del servizio che i medici di Medicina Generale offrono, anche in questo ambito, alla comunità bolognese.

 

SCHEDA - Audit clinico della presa in carico di persone dimesse dall’ospedale a seguito di Infarto Miocardico Acuto

 

L’obiettivo di questa parte dell’Accordo è raggiungere una migliore pratica clinica nel trattamento di chi è stato dimesso a seguito di un infarto miocardico acuto e nella prevenzione delle recidive cardiovascolari, garantendone una più omogenea applicazione.

L’Accordo prevede, a questo scopo:

 

  • il confronto con le Linee Guida;
  • l’integrazione con gli specialisti e il confronto e la collaborazione fra dipartimenti;
  • la revisione fra pari  all’interno del Nucleo di Cure Primarie;
  • l’analisi della  propria attività,  con elaborazione dei dati;
  • la sperimentazione di nuovi modelli di formazione.

 

Queste attività sono mirate alla individuazione e definizione di un modello sostenibile di integrazione tra Audit, Formazione e Ricerca Osservazionale per il raggiungimento della migliore pratica clinica nell’ambito della cura di una patologia cronica, in particolare nelle fase post-acuta delle malattie cardiovascolari.

 

Il progetto si sviluppa secondo tre direttrici: audit,  formazione e ricerca osservazionale per il raggiungimento della migliore pratica clinica.

 

  1. Audit Clinico sulla assistenza post-ricovero ai pazienti che sono stati trattati in ospedale per un episodio di Infarto Acuto del Miocardio (IMA) o Sindrome Coronarica Acuta (SCA) nel periodo 2003-2007;

 

  1. Formazione condivisa tra Medici di Medicina Generale (MMG)  e Cardiologi Ospedalieri e Territoriali sui contenuti della Lettera di Dimissione adottata a livello aziendale su indicazione del Gruppo di Lavoro multidisciplinare Regionale;

 

  1. Ricerca Osservazionale sulla trasferibilità nell’ambito della Medicina Generale delle raccomandazioni sui trattamenti farmacologici e sugli stili di vita dei pazienti;

 

L’Accordo prevede, inoltre, anche la collaborazione con il Dipartimento Farmaceutico Aziendale per integrare il progetto “Farmacista Facilitatore - Informazione Indipendente” dell’autunno 2008  in una attività di formazione dei Nuclei di Cure Primarie  che vedrà coinvolti riuniti Animatori di Formazione per la Medicina Generale, Coordinatori di NCP, Cardiologi Territoriali e Farmacisti Aziendali  e che utilizzerà il Pacchetto Informativo CeVEAS sulle strategie della Prevenzione Secondaria e i dati generali aziendali che costituiscono il baseline dell’AUDIT post-IMA/SCA.

 

 

SCHEDA - Percorso Diagnostico Terapeutico “Diabete”

 

L’Azienda USL di Bologna persegue costantemente il miglioramento dell’appropriatezza delle cure. I percorsi diagnostico terapeutico assistenziali rappresentano, da questo punto di vista, uno strumento particolarmente prezioso. I percorsi diagnostico terapeutico assistenziali favoriscono una maggiore equità di trattamento, sistematicità organizzativa, oltre che razionalizzazione dell’impiego delle risorse. L’elaborazione, condivisione e implementazione di un PDT struttura una visione integrata del processo di cura che coinvolge professionalità, ambiti di cura e tecnologie differenti secondo un approccio ritenuto ormai indispensabile per garantire risposte a bisogni di salute prioritari.

L’accordo punta sul rafforzamento di un corretto approccio alla cura del diabete,  malattia ad elevato tasso di prevalenza e incidenza nella popolazione generale, con interessamento multi sistemico, spesso associata a complicanze invalidanti e ad altre malattie di rilevante interesse clinico. Un approccio che non può che essere basato sul coinvolgimento, in maniera coordinata, dei Centri Specialistici di Diabetologia (CSD), dei Medici di Medicina Generale (MMG) e degli specialisti delle diverse branche coinvolte. Questi obiettivi si possono raggiungere attraverso la prevenzione primaria, la diagnosi precoce, una corretta terapia che comprenda l’educazione e la responsabilizzazione del diabetico, la prevenzione delle complicanze metaboliche e croniche della malattia. Queste ultime rappresentano, oggi, le cause più frequenti dello scadimento della qualità di vita del diabetico e rappresentano, peralro, le principali responsabili degli elevati costi economici e sociali della malattia stessa.

La gestione del paziente diabetico di tipo 2, non insulino trattato, in assenza di complicanze, da parte del proprio medico di medicina generale è da considerarsi ormai definitivamente consolidato nell’ambito delle politiche assistenziali territoriali.

L’obiettivo principale, per questa parte dell’Accordo, è di ampliare ulteriormente  il numero dei pazienti diabetici regolarmente seguiti, oltre che di rendere più omogeneo, ancora una volta, il percorso di presa in carico dei pazienti.

Considerate le dimensioni epidemiologiche del problema, che indicano una prevalenza totale del diabete del 5,7% della popolazione (0,2% diabete di tipo I, 1,8% diabete di tipo 2 complicato o insulinotrattato, 3,7% diabete tipo 2 non complicato e non insulinotrattato), si ritiene di aumentare la percentuale di pazienti presi in carico fino al 3%, raggiungendo così più del 50% della popolazione interessata.

 

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