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A Vergato e Porretta una maggiore offerta di servizi integrata

Approvato oggi dai sindaci in Comitato di Distretto il piano di riorganizzazione territoriale ed ospedaliera dell’Appennino bolognese proposto dall’AUSL: rivisti i punti critici che maggiori preoccupazioni avevano generato nella cittadinanza.

Ultimo aggiornamento : 06/11/2017


Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese - Durante il Comitato di Distretto dell’Appennino bolognese che si è concluso nella mattinata del 15 settembre sono emerse alcune importanti novità relative allo stato di avanzamento del piano di riorganizzazione territoriale ed ospedaliera, tecnicamente definito “Programmazione dell’Assistenza Territoriale e della Rete Ospedaliera nell’area metropolitana di Bologna (PATRO)”.

Quella che si delinea è un’offerta di servizi integrata tra gli ospedali di Vergato e Porretta, con il primo che si specializzerà prevalentemente nella cura dei malati cronici e nelle terapie riabilitative di cui l’area appennica oggi è sfornita, mantenendo anche la sua vocazione per le patologie acute (come anche Villa Nobili di Castiglione) e Porretta che si concentrerà sulla cura dei pazienti con patologie acute potenziando l'attività chirurgica, inclusa quella ortopedica di maggiore complessità. In questa logica si delinea un quadro in cui Vergato fornirà servizi di medicina interna, chirurgia ambulatoriale e riabilitativi mentre Porretta manterrà le attuali funzioni e svilupperà le attività chirurgiche di maggiore complessità a garanzia della sicurezza dei cittadini: l’obiettivo dell’azienda è quello di evitare doppioni che non forniscono numeri sufficienti a garantire un’alta qualità e continuità del servizio.

I servizi del presidio sanitario di Vergato saranno complessivamente potenziati, sia per quanto riguarda i servizi garantiti presso la Casa della Salute, (servizi specialistici ambulatoriali inclusa l'ortopedia, i servizi diagnostici e tutti i servizi di base anche valorizzando le tecnologie donate dai cittadini di Vergato) sia per quanto riguarda le attività ospedaliere, visto che i posti letto complessivi, con l'attivazione  dei posti letto per le cure intermedie, aumenteranno di 5 unità, che potrebbero crescere nel tempo.
In relazione agli investimenti previsti per il presidio sanitario di Vergato, l’AUSL ha confermato il progetto di implementare i servizi necessari per farne il perno di una rete di Case della Salute “periferiche” da collegare e strutturare - cioè le case della salute di Vado di imminente costruzione, Castiglione e Porretta Terme – e facendolo diventare punto di riferimento di tutto il distretto per le cure intermedie (dall’assistenza domiciliare al ricovero temporaneo). Il piano prevede  la nascita di una comunità professionale da sviluppare su progetti specifici, come ad esempio la collaborazione tra medici di famiglia e specialisti per la presa in carico di patologie complesse, comunità per la quale, conclusa l’analisi, si è avviata la fase di condivisione con i medici interessati che già sta dando risultati molto apprezzati sia dai professionisti che dagli utenti.

Sull’idea infine del ridimensionamento del pronto soccorso di Vergato - che tante preoccupazioni aveva suscitato nei cittadini, espresse in particolar modo durante il consiglio comunale aperto di Vergato del 12 aprile - il Comitato di Distretto ha preso atto della nuova proposta dell’AUSL che ha assicurato che il pronto soccorso manterrà la sua apertura 24 ore su 24 insieme a quelli di Porretta e Villa Nobili a Castiglione, potenziando quelli di Porretta e Vergato con personale del 118, specializzato nella gestione delle emergenze.

L'avvio del riordino si svilupperà su un arco temporale di due/tre anni con l'implementazione dei servizi inerenti la Casa della Salute con attenzione alle risorse disponibili e ai risultati delle azioni intraprese.

Molto soddisfatto del risultato il presidente del Comitato di Distretto Marco Mastacchi, ritiene che “con l’approvazione del piano, con voto unanime dei Sindaci e Assessori presenti, si sia data risposta positiva alle preoccupazioni e alle richieste sollevate dal territorio in occasione del consiglio comunale aperto tenutosi a Vergato il 12 aprile scorso. L’ospedale di Vergato non solo mantiene il pronto soccorso ma addirittura potenzia complessivamente i suoi servizi, con una diversa vocazione rispetto a Porretta, anch'esso potenziato grazie alla concentrazione delle attività chirurgiche, necessaria per garantire innovazione ed efficienza del sistema nel suo complesso e per dare garanzie di sicurezza, stabilità e continuità dei servizi”.

I sindaci maggiormente coinvolti dal piano di riordino territoriale e ospedaliero, cioè Massimo Gnudi di Vergato, Romano Franchi di Marzabotto, Graziella Leoni di Grizzana e Salvatore Argentieri di Castel d’Aiano commentano che “il risultato a cui siamo pervenuti è frutto di un impegno che ha coinvolto noi amministratori, le associazioni e i cittadini e che ha portato ad un confronto importante sia sul piano tecnico che su quello istituzionale. Tutto ciò conferma che la prima versione del piano era una proposta e non una decisione già presa. Abbiamo apprezzato la disponibilità al confronto dell’azienda che ha portato a condividere gran parte delle istanze emerse dal consiglio comunale aperto di aprile”.

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