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Presentato il nuovo CDA del Montecatone Rehabilitation Institute. La presidenza a Gianni Pieroni

La presentazione di ieri è stata anche l’occasione per salutare Augusto Cavina, che lascia la Direzione Generale dell’Istituto

Ultimo aggiornamento : 06/11/2017

E’ Gianni Pieroni il Presidente del nuovo Consiglio di Amministrazione del Montecatone Rehabilitation Institute. Il nuovo Consiglio, nominato dalla Assemblea dei soci il 18 luglio, è stato presentato ieri alla presenza, tra gli altri, di Daniele Manca, Sindaco di Imola, e di Andrea Rossi, Direttore generale della Azienda USL di Imola.

Fanno parte del nuovo Consiglio Laura Calzà, nominata dall’Azienda USL di Imola; Marco Gasparri, amministratore delegato della Aepi Costruzioni Elettromeccaniche Srl di Imola e Presidente della Fondazione Montecatone Onlus, nominato di concerto da Comune e Azienda USL di Imola e Giovanni Pieroni, Direttore Operativo dell’ISNB, IRCCS delle Scienze Neurologiche di Bologna, nominato dalla regione Emilia-Romagna, che presiede il Consiglio di Amministrazione.

La presentazione di ieri è stata anche l’occasione per salutare Augusto Cavina, che lascia la Direzione Generale dell’Istituto, e scorrere i principali risultati conseguiti nel corso degli ultimi tre anni.

L’Istituto, centro per la riabilitazione delle persone colpite da lesione midollare o cerebrolesione, ha consolidato il proprio ruolo di punto di riferimento per la riabilitazione di alta specialità nella rete dei servizi sanitari regionali e nazionali, tanto riguardo alla attività assistenziale che alla ricerca clinica e alla didattica. Migliorata l’integrazione operativa con le diverse aziende sanitarie regionali, finalizzata prioritariamente a rendere i percorsi diagnostico terapeutico assistenziali (per esempio il PDTA per le mielolesioni) più adeguati ad una presa in cura tempestiva e a garantire la continuità della assistenza, con tempi di attesa ridotti tanto per il primo ricovero che per le riacutizzazioni.

Il rafforzamento del profilo nazionale dell’Istituto è dimostrato anche dalla elevata percentuale di pazienti ricoverati provenienti da altre regioni, che si è attestata nel 2016 al 65%.

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