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Firmato il protocollo per il contrasto alle vulnerabilità sociale

Data di pubblicazione: 28/10/2016 13:05

Sottoscritto da Azienda USL, Comune e Università di Bologna, e associazioni di volontariato

Ultimo aggiornamento : 16/11/2016

È stato firmato il 19 ottobre scorso il “Protocollo d’intesa per l’assistenza alle popolazioni con vulnerabilità sociale”. A sottoscrivere il documento, l’Azienda USL, il Comune e l’Università di Bologna, e tre associazioni di volontariato - Sokos, Confraternita della Misericordia ed Emergency – attive nella lotta alla marginalità e all’esclusione.

Con questo protocollo i firmatari si impegnano ad assicurare una migliore assistenza sociale e sanitaria alle  persone in condizione di vulnerabilità, ed in particolare a coordinare i servizi e le prestazioni offerte da ciascuno per offrire un'assistenza più integrata e continuativa, nell'ambito di una condivisa strategia volta a rispondere alle necessità delle persone più deboli in ogni livello assistenziale.

Il progetto si rivolge a fasce di popolazione in condizioni di marginalità sociale: migranti privi di risorse e di assistenza sanitaria (con o senza permesso di soggiorno); persone senza fissa dimora; portatori di patologie spesso stigmatizzate socialmente (tossicodipendenti, sieropositivi, soggetti psichiatrici, ecc.); nuovi poveri o soggetti comunque a rischio di scivolare tragicamente nell’esclusione sociale. 

Con il protocollo vengono programmati congiuntamente gli interventi "in strada" per fornire orientamento e prima assistenza, l'assistenza ambulatoriale, le dimissioni protette dall'ospedale, l'ospitalità in dormitori dedicati nei quali è garantita l'assistenza medica e infermieristica, la possibilità di ricoveri temporanei nelle strutture sociosanitarie.

I principali obiettivi del progetto sono quelli di:

  • Accrescere il livello di conoscenza del fenomeno della vulnerabilità sociale e delle popolazioni che ne sono colpite, delle caratteristiche socio-demografiche che possono limitarne l’accesso all’assistenza, integrando le basi informative delle istituzioni e delle associazioni coinvolte;
  •  Assicurare l’equità nell’accesso alle cure, rimuovendo, per quanto possibile, gli ostacoli che limitano la possibilità di usufruire dell’assistenza, e la continuità nei passaggi di setting (strada, casa, ambulatorio, dormitorio, luogo di cura) e nei passaggi tra erogatori (volontariato, AUSL, Comune);
  •  Migliorare l’integrazione tra il sociale e il sanitario per dare risposte complete ai bisogni espressi, limitando inappropriatezza e ridondanze negli interventi, anche garantendo una formazione specializzata a tutti gli operatori coinvolti per fare patrimonio comune di diversi saperi dell'assistenza.

Sono definiti inoltre i ruoli nei diversi setting assistenziali su cui si concentrerà il lavoro congiunto:

  • La strada e i luoghi di vita delle persone senza fissa dimora, dove è necessario assicurare un ascolto dei bisogni e un orientamento/accompagnamento ai servizi, principalmente attraverso le risorse del volontariato disponibile, in particolare Emergency e l’unità mobile del SERT;
  • Il livello ambulatoriale, nel quale rivestono particolare importanza gli ambulatori gestiti dalle associazioni Sokos e Confraternita della Misericordia, con cui ci si propone un maggiore coordinamento nello scambio delle informazioni (dati di attività, documentazione sanitaria dei singoli, ecc) per la presa in carico e la verifica dell’appropriatezza degli interventi;
  • Il dormitorio, luogo di riferimento per la continuità delle cure in dimissione protetta e per l’assistenza infermieristica e/o medica per i bisogni indifferibili ed urgenti degli ospiti;
  • I luoghi di ricovero sanitario o sociosanitario, con particolare attenzione ai posti di casa di riposo/CRA, a cui far ricorso per la presa in carico e il sostegno di persone con bisogni assistenziali complessi; si ritiene infatti opportuno individuare una residenza presso la quale indirizzare questi casi e costruire un’apposita competenza per la loro assistenza e risorse economiche dedicate.

L’Azienda USL si impegna inoltre all’istituzione di un “Programma per le popolazioni in condizione di vulnerabilità”, trasversale ai Dipartimenti aziendali, con il mandato di coordinare le azioni e di  interfacciarsi con un Tavolo interistituzionale cui partecipano i firmatari stessi. A questo Tavolo viene demandata inoltre la definizione di specifici progetti formativi da realizzare in collaborazione con l’Università.

In allegato il Protocollo (dal sito del Comune di Bologna).

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